Roma 9 febbraio 2010

Woven Hand e Nancy Elizabeth al Circolo degli Artisti

Mart. 17 Novembre

Woven Hand
Nancy Elizabeth
c/o Circolo degli Artisti (non più all’INIT)

Apertura h. 21.00

ingresso eu.15


WOVEN HAND
Usando le parole di Robert Browning, con il nuovissimo “Ten Stones” Wovenhand (creatura di David Eugene Edwards, già frontman degli acclamati 16 Horsepower) annuncia "un’altra nazione, più grande e più selvaggia" muovendosi in terreni ancora inesplorati. Le canzoni sono state ulteriormente messe a punto grazie alla chitarra del guest artist Emil Nikolaisen (Serena Maneesh), alle vibrazioni portate dal basso elettrico e dal contrabbasso di Pascal Humbert (anche lui nei 16 Horsepower), la batteria incisiva di Ordy Garrison e la chitarra di Peter Van Laerhoven. Questi musicisti raffinati – che hanno contribuito alla scrittura dei pezzi e lo accompagnano dal vivo- illuminano e rasserenano la considerevole ampiezza vocale di Edwards e la sua magistrale capacità compositiva. Dieci canzoni ribelli e fradice di pietà per ascoltatori assetati, questo è “Ten Stones”. Dal folk discordante di "White Knuckle Grip" alla straniante bossa nova di Antonio Carlos Jobim di "Quiet Nights of Quiet Stars" all’impetuoso foot-stomper "Not One Stone", l’album si distingue per profondità ed eclettismo. Fiancheggiato dall’ammaliante incedere del bandoneon e dai drones del contrabbasso, le parole di Edwards tessono simboli in una tela di immagini pacifiche e infernali allo stesso tempo e proclamano la devastazione del peccato e la dolcezza della redenzione. La musica di Wovenhand è decisamente unica, confonde chi vi si imbatte con i suoi giochi di chiaro-scuro.

NANCY ELIZABETH
“Wrought Iron” è un disco di quelli che ormai non si sentono più. In contrasto con i ricchi ricami del suo album di debutto, Battle and Victory (2007), Nancy si è questa volta ispirata al silenzio ed alla solitudine per dare vita a nuove, avvincenti ed avvolgenti canzoni. Nancy si è guadagnata una reputazione di tutto rispetto nei quattro anni seguiti alla pubblicazione del suo debutto. Ha suonato in tutta Europa e Stati Uniti, ha partecipato all’ultimo lavoro di James Yorkston “When the Haar Rolls In” e recentemente ha collaborato con il musicista giapponese Susumu Yokota nel suo ultimo album. L’album è influenzato tanto dal minimalismo di Arvo Pärt e Steve Reich quanto dalle armonie corali di Judee Sill e dalle espressioni rarefatte dei primi lavori di Leonard Cohen. Il primo singolo estratto dall’album, “Feet of Courage”, costruito su un tappeto di armonie vocali, è un buon esempio dello stile di Nancy.


Comunicato stampa - editor: Roberto Mandolini
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