Roma 31 ottobre 2014

Villa Mercede - Giuseppe Fiorentini- L’ultimo dei grandi industriali di Roma

Comunicato stampa - editor: M.C.G. | Data di pubblicazione 7 maggio 2012
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Villa Mercede - Giuseppe Fiorentini- L'ultimo dei grandi industriali di Roma
MUNICIPI E QUARTIERI

Sabato 12 Maggio ore 10

Sabato 12 maggio a Villa Mercede verrà presentato il libro Giuseppe Fiorentini- L’ultimo dei grandi industriali di Roma.

La presentazione sarà introdotta dai saluti di Francesco Antonelli, Presidente delle Biblioteche di Roma e di Alessio Gioannini, Consigliere C.d.A.

Ricorderanno l’ing. Fiorentini:

- Carlo Lotti - Presidente Lotti & associati : Giuseppe Fiorentini, un imprenditore da onorare

- Giancarlo Elia Valori - già presidente UIR (Unione degli industriali e delle imprese di Roma): L’Uomo, nobile di nome e di fatto

- Gaetano Rebecchini: Il ricordo dell’amico Giuseppe

- Francesco Paolo di Giacomo, già segretario generale URIA - Unione Romana Ingegneri e Architetti: la lezione di Giuseppe Fiorentini

- Filippo Fiorentini: Un libro in memoria di mio padre

Il libro

Un libro scritto con il cuore dall’Ingegner Filippo Fiorentini Junior che nel commemorare la scomparsa del padre, ripercorre la vita dell’Ing. Giuseppe Fiorentini, uomo del novecento inserito nel suo tempo, che appartiene alla generazione degli ingegneri che hanno fatto l’Italia grande e famosa nell’industria meccanica. Il volume descrive la vita dell’azienda che, nata nella tradizione dell’Ing. Filippo Fiorentini Senior, diviene una delle principali industrie di Roma nel dopoguerra. Le vicende dei rapporti con il sindacato ed il sistema delle imprese di stato, con il mutare delle situazioni nel mondo, fanno ancor oggi riflettere sul significato e sull’opportunità di investire in tecnologia applicata come Paese Italia tanto più nel momento attuale di crisi globale.

Ritornano prepotentemente in gioco le virtù creative, lo spirito di sacrificio e la capacità imprenditoriale di cui l’Ingegnere Giuseppe Fiorentini resta una figura di riferimento. La storia della vita, della famiglia e delle testimonianze di ricordo, sia di lavoro che degli affetti più cari, conferiscono al libro una piacevole lettura con molti spunti in temi assai distanti tra di loro. La voglia di volare, di creare, di migliorare, di scoprire è ben rappresentata nell’immagine del Conte Ing. Giuseppe Fiorentini che, a novant’anni, compie un giro in mongolfiera sul suo castello a San Fabiano.

F. Paolo Di Giacomo

L’Uomo Giuseppe Fiorentini

L’Ing. Giuseppe Fiorentini fu Presidente della Confindustria di Roma e del Lazio per undici anni. La sua storia è quella dell’ultimo rappresentante di quella industria Romana privata che ormai non c’è più, e di come fu trattato dal Governo - con totale disinteresse - alla fine della sua importante azienda, tra le prime ad insediarsi nel quartiere Tiburtino.

Nel 1919 1’ Azienda, di circa 40 dipendenti, era diventata S.p.A. col capitale di 500.000 lire, sottoscritto al 40% da altri cinque azionisti che collaboravano nella gestione aziendale.

Superata con sforzi la crisi mondiale dei ’29, la S.p.A. Ing. Fiorentini & C. poté riprendere con lena l’attività industriale e tecnico-commerciale, diventando rappresentante esclusiva per l’Italia e per le colonie di una delle maggiori produttrici di escavatori, l’Anglo-Americana Ruston Bucyrus, con cui aveva stretto l’accordo nel 1919.

Presto la Società superò i duecento dipendenti.

A Roma la Fiorentini, essendosi dotata di uno stabilimento sulla Via Tiburtina con un’area totale di 10.000 mq, divenne una vera industria meccanica, con un adeguato aumento di capitale anche con nuovi Soci, mantenendo sempre all’ing. Filippo Fiorentini la maggioranza delle quote, avendo lui provveduto in larga parte alla costruzione dello stabilimento.

Un periodo che sembrava promettente doveva avviarsi a un futuro fosco e tragico: la seconda guerra mondiale.

Già dal 1936, ad es. la fornitura degli escavatori Angloamericani (che era una notevole componente del fatturato della Società) diventava problematica per l’opposizione del Governo Italiano alle importazioni dall’area dei dollaro, e contemporaneamente dalla decisione della Società delle Nazioni di impedire alle Nazioni aderenti di rifornire Italia e Germania di macchinari.

La Fiorentini (300 dipendenti) e la Ruston Bucyrus (8000) vennero comunque ad un "gentlemen agreement": considerando gli ottimi rapporti intrattenuti per oltre 30 anni (e il desiderio degli Angloamericani di non lasciare tutto il mercato Italiano alle grandi marche Germaniche): la guerra, se doveva realmente scoppiare avrebbe avuto un principio ed una fine. "Dopo "ci si sarebbe incontrati e deciso in merito.

Per due anni (’36 e ’37) gli ingegneri e i tecnici della Fiorentini lavorarono di giorno e talvolta anche di notte, per realizzare il prototipo dei primo escavatore Italiano battezzato con la sigla FB 50 (F per Fiorentini e B per Bucyrus, 50 per i 500 litri di capacità dei cucchiaio), interamente costruito nei propri stabilimenti, tranne le fusioni d’acciaio, commissionate alla "Terni", su disegni Fiorentini, il motore Diesel, gli impianti elettrici, le funi metalliche, forniti da primarie Ditte Italiane tra cui alcune dei quartiere Tiburtino come la Sidercomit per gli acciai.

Dopo quasi mezzo secolo lo Studio Tecnico di ingegneria dei 1901 era diventato una fabbrica di Escavatori, unica in Italia, tuttavia l’ondata dei combattimenti della più grande guerra dei secolo stava per travolgere anche la città di Roma e anche lo stabilimento della Fiorentini.

Ma l’ondata dei combattimenti della più grande guerra del secolo stava per travolgere anche la città di Roma e - inaspettatamente-anche lo stabilimento della Fiorentini. Il 3 Marzo dei 1944, poco più di tre mesi prima dell’ingresso a Roma delle truppe Alleate, un poderoso stormo di Fortezze Volanti sorvolava la Città Etema (Vaticano compreso) senza alcuna reazione militare provenendo da Nord-Ovest, poi, raggiunta la zona della Stazione ferroviaria Tiburtina scaricò un bombardamento intenso che investì in pieno lo Stabilimento Fiorentini, danneggiandolo gravemente e provocando ben 117 vittime su 180 presenti, di cui 27 morti sul colpo, altri in seguito a gravi ferite o mutilati a vita.

Non si e’ mai saputo se l’attacco fosse organizzato o casualmente "terroristico" per scoraggiare eventuali nuclei di Resistenza. Quello che e’ certo che ogni attività dello Stabilimento si spense attivandosi invece ampi dibattiti sulle eventuali responsabilità della Società per non aver meglio previsto la sicurezza del rifugio antiaereo.

Il prototipo fu "coraggiosamente" acquistato da una nota impresa romana, la "Ing. Busala" e messo al lavoro nei cantieri di allargamento dei Tevere verso l’EUR, dove ebbe 30 anni di vita onorata. Da allora fino al 1975, la gestione della Società Fiorentini fu sempre affidata all’Ing. Giuseppe Fiorentini.

Purtroppo nel 1965 la cessazione delle ordinazioni fu brusca, data la rapidità della conversione dell’Industria pesante Russa da militare a civile. Essendo la produzione della Fiorentini dedicata per il 50% all’URSS il contraccolpo causò l’esubero dicirca 500 lavoratori. Non fu possibile ottenere ammortizzatori sociali e l’Istituto Mobiliare Italiano (I.M.I.) presentò istanza di fallimento per ritardi nel pagamento dei ratei del mutuo incamerando fra l’altro i 62.000 mq del terreno degli stabilimenti confinante con vaste zone di costruzioni intensive di alto valore fondiario.

Nel 1975, la Società fu messa in fallimento e venduti all’asta tutti gli immobili, i ricambi e le macchine utensili. Che per 30 anni 1000 lavoratori (e le loro famiglie) e più di 500 altri nell’indotto ne avessero tratto fonte di sussistenza non contò nulla...

Quando l’azione giudiziaria fu conclusa il Tribunale riconobbe saldati tutti i debiti della Società tranne quello verso gli azionisti che persero tutto il capitale accumulato in 75 anni.

Intanto dall’uscita dei primo escavatore, altri quasi 1.000 erano stati prodotti, di 5 tipi e dimensioni di cui la metà esportati nelle quattro principali parti dei mondo: un’eccellenza spazzata via, di colpo, non dai bombardamenti alleati ma dal "fuoco amico" del Governo Italiano.

Narrare in un libro questa storia pioneristica e avvicente non farà certo ripartire il Sogno dell’Ing. Fiorentini, ma almeno renderà giustizia alla memoria.

Elia Cevoli

VILLA MERCEDE –Via Tiburtina 113, 00185 Roma, Tel. 06 45460631
www.bibliotechediroma.it

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