Roma 30 maggio 2015
17 maggio 2012

VILLA DE SANCTIS COSI’ VICINA COSI’ LONTANA

L’Osservatorio Casilino chiede: l’apertura dei varchi pedonali da via dell’Acqua Bullicante a Villa De Sanctis e il vincolo di tutela ambientale sull’intero Comprensorio Casilino.
Comunicato stampa - editor: CGRN
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Sapete cosa c’è tra via Labico e Villa de Sanctis? Fortunatamente niente. O, per meglio dire, quasi niente. Perché se si esclude l’incomprensibile collocazione di un deposito giudiziario di carcasse di auto che deturpa la continuità di un paesaggio rurale di suggestiva bellezza, prova ulteriore che in questa città alle auto è concesso il diritto di usurpare ogni dove, la vista dall’alto rivela un’area verde incontaminata che si fonde in un corpo unico con Villa de Sanctis

Merito di un vincolo archeologico che si ostina a resistere nonostante gli assalti dei palazzinari che non avrebbero scrupoli, se gli fosse concesso, a riconvertire le catacombe in garages e fondamenta sulle quali magari edificare uno di quegli orripilanti quartieri dormitorio disseminati lungo la cinta urbana di questa città.

Però la felice constatazione lascia il passo a uno sconcertante paradosso. Come mai se l’area è vincolata ed è di fatto un parco, per chi vive a Torpignattara- Marranella, Villa de Sanctis appare sullo sfondo come un miraggio, impossibile da raggiungere a piedi se non a prezzo di una estenuante e insalubre camminata su via Casilina o di una temeraria sortita lungo via Labico, priva di marciapiedi, dove le macchine sfrecciano nella beata convinzione di non trovare ostacoli sul loro cammino?

E’ bene ricordare che il parco fruibile non è che un frammento ritagliato su una distesa verde ben più grande: il Comprensorio Casilino di cui ora finalmente si comincia a parlare per una serie di buone e cattive ragioni.

Cattive ragioni portate dalla solita cordata di immobiliaristi e dalle loro connivenze politiche. A loro si devono:

- la mancata ratifica da parte della Regione del piano particolareggiato del 2002 che limitava l’edificazione nel Comprensorio ritenendolo, come prescritto dal Comune nelle linee guida allo stesso piano, area destinata a migliorare i parametri di vivibilità e a interrompere la distesa uniforme di cemento incuneata tra Predestina Casilina e Raccordo Anulare.

- la rimozione del vincolo paesaggistico su una parte del Comprensorio (l’area di via dei Gordiani) ottenuta nel 2006 con un ricorso al TAR vinto praticamente in assenza di qualsiasi opposizione da parte del Comune e della Soprintendenza Archeologica che invece avrebbero dovuto far valere le ragioni di merito per cui il vincolo doveva e deve sussistere. In proposito va ricordato che la stessa sentenza del TAR ha decretato l’inapplicabilità del vincolo per questione di forma e non di merito. Così ora si assiste al paradosso di un’area, il Comprensorio appunto, configurata come un corpo unico di inestimabile valore paesaggistico e archeologico sulla quale vige un vincolo di tutela ambientale che però nei dintorni di via dei Gordiani ha un “buco” imputabile alla “disattenzione” di chi a un tale paradosso avrebbe dovuto opporsi per obbligo istituzionale.

Buone ragioni portate dai cittadini e convogliate dall’Osservatorio Casilino in proteste e proposte. Proteste, contro una memoria di giunta comunale, emanata nell’ottobre del 2010, che in continuità con la famigerata sentenza del TAR elevava a dismisura l’indice di edificabilità nel Comprensorio. Proposte, di trasformare lo stesso Comprensorio in un ecomuseo ovvero in un modello di sviluppo alternativo al cemento, innovativo, umanista, sostenibile che pone al centro la salute di cittadini e la salvaguardia del territorio.

Il Municipio ha recepito la proposta di ecomuseo con delibera il 24 gennaio del 2011.

Indubbiamente una bella dichiarazione di intenti alla quale però è giunta l’ora di dare un riscontro concreto.

Nello sconfinato elenco di azione da fare, due appaiono urgenti e imprescindibili:

- l’apposizione del vincolo di tutela ambientale sulla porzione del Comprensorio che a seguito della sentenza del TAR ne è stata insensatamente privata. L’Osservatorio Casilino ha presentato in tal senso una formale richiesta alla Soprintendenza. Sarebbe doveroso che il Municipio e il Comune facciano propria l’istanza.

- l’apertura da via Labico dei varchi pedonali per Villa De Sanctis, promessi da anni e mai realizzati.

Il beneficio sarebbe enorme. Significherebbe rendere fruibile Villa De Sanctis a tutto il quadrante Torpignattara-Marranella che detiene l’infelice primato della più bassa percentuale di verde pro-capite a Roma. Significherebbe fare di Villa De Sanctis una centralità per gran parte del territorio del Sesto Municipio. Significherebbe creare un collegamento pedonale e ciclabile tra i quartieri di Torpignattara e Casilino 23 con enormi ricadute positive sulla qualità della vita, sulla mobilità e probabilmente sull’immagine di una classe politica a corto di credenziali per le prossime elezioni.

Valeria Garbati

Cdqtorpignattara/Osservatorio Casilino

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