
Dagli ormoni ipofisari la cura di numerose malattie muscolari
Il tessuto che compone gli oltre 350 muscoli del nostro corpo è soggetto a un continuo rinnovamento e si rigenera dopo una lesione in poche settimane.
Finora i meccanismi molecolari alla base di questi processi erano poco conosciuti e soprattutto non erano mai stati messi in relazione con l’azione degli ormoni ipofisari.
Il gruppo di ricerca della Sapienza, coordinato da Sergio Adamo e del quale fanno parte anche Bianca Scicchitano e Dario Coletti, ha scoperto invece che due ormoni prodotti dall’ipofisi posteriore, vasopressina e ossitocina, stimolano profondamente il differenziamento e il trofismo di cellule muscolari embrionali.
Il lavoro pubblicato sul numero di settembre di Molecular Endocrinology (ripreso anche da Endocrine News) fornisce importanti indicazioni sull’effetto in vivo di quegli ormoni sul muscolo e sull’importanza fisiologica del fenomeno.
L’esperimento condotto sui muscoli dei topi inducendo le fibre muscolari a sintetizzare più recettori e quindi a rispondere più efficacemente alla vasopressina già naturalmente presente, ha dimostrato che i muscoli con maggiore presenza di recettori hanno una più rapida ed efficiente capacità di riparare le lesioni. Ciò si verifica grazie alla accelerata attivazione e differenziamento delle cellule satelliti (le cellule staminali del muscolo) e conseguente produzione di nuove fibre muscolari.
Questi studi sono importanti sia per la ricerca di base, perché hanno evidenziato nuovi importanti ruoli endocrini finora non conosciuti, del tessuto muscolare, che per la medicina traslazionale. In questo ambito la conoscenza dei meccanismi molecolari indicati è fondamentale per individuare nuovi approcci farmacologici per potenziare la rigenerazione muscolare, arrestare il decorso di distrofie muscolari, minimizzare l’atrofia muscolare nell’invecchiamento e nel decorso di malattie croniche quali cancro e AIDS.