
«Situazioni di disagio come quella dell’uomo incatenato sotto la statua del Marco Aurelio sono spesso storie di grande difficoltà rispetto alle quali l’Amministrazione capitolina cerca di rispondere prospettando soluzioni per le diverse fragilità».
Lo afferma l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Roma, Sveva Belviso.
«L’Amministrazione comunale, venuta a conoscenza del disagio dell’uomo, conosciuto dai servizi sociali già dal 2007, ha immediatamente offerto un aiuto concreto proponendo, sia per il padre che per figlio, l’accoglienza in uno dei 20 appartamenti per padri separati, per la durata di un anno con possibilità di rinnovo. Purtroppo – continua Belviso – ci è dispiaciuto constatare che questa offerta è stata rifiutata con la sola richiesta di avere una casa popolare. Ogni buona Amministrazione – conclude Belviso – ha il dovere di offrire, in caso di bisogno, un sostegno reale a tutti i cittadini in difficoltà ma il presupposto fondamentale affinché ciò avvenga è che chi è in disagio abbia la volontà di farsi aiutare».