Roma 5 dicembre 2019
10 settembre 2008

Chiusura ospedale San Giacomo, il dibattito politico

Comunicato stampa - editor: Caporedattore
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"La decisone presa da Marazzo di chiudere l’ospedale S. Giacomo oltre ad essere sbagliata è irresponsabile. Questo antico ospedale si trova in pieno centro storico in un punto strategicao tra Piazza del Popolo e Piazza di Spagna facilmente raggiungibile dai turisti che affollano gli albergi di Roma. Per la sua posizione si trova al centro del flusso turistico della nostra città, chiuderlo significherebbe arrecare un garave danno alla sicurezza del turismo romano. Voglio inoltre ricordare il valore storico del S. Giacomo con 700 anni di tradizione e cultura che non possono essere buttati via così. Ieri sera il Consiglio Comunale in Campidoglio ha approvato una mozione contro la chiusura dell’ospedale, come me anche altri esponenti politici sono convinti che il S.Giacomo debba essere salvato da questa ingiusta decisone. Mi domando come la regione abbia potuto offrire 10 milioni di euro per il salvataggio di Alitalia e non abbia investito questi soldi per rendere più efficiente questa struttura ospedaliera."

Alessandro Vannini Presidente della Commissione Turismo e Moda del Comune di Roma ha dichiarato:

"Il debito sanitario della Regione Lazio c’era già con l’allora presidente della Regione Lazio, Francesco Storace, quando c’era lo stesso premier Berlusconi, lo stesso ministro Tremonti e gli stessi tecnici e dirigenti del ministro: perché solo ora, e non cinque anni fa, è stata commissariata la Regione Lazio?". Lo ha chiesto Monica Cirinnà, consigliera Pd, intervenuta oggi pomeriggio in Aula Giulio Cesare in merito al dibattito sulla chiusura del S. Giacomo.

"La questione – ha proseguito Cirinnà in aula - non è avere un ospedale sotto casa, ma un servizio territoriale efficiente. Da tempo ormai al S. Giacomo non si registrava un alto numero di interventi di pronto soccorso, in un centro della città dove ci sono già altri cinque ospedali: S.Giovanni, S.Camillo, SSpirito, Policlinico e Fatebenefratelli. Al centro di Milano c’è solo un ospedale, al centro di Londra solo due, al centro di Parigi, città più grande, quattro. In Italia la razionalizzazione delle strutture sanitarie è stata adottata da tutte le Regioni, è nel programma del premier Berlusconi, che ha già tagliato il fondo sanitario nazionale destinato alle regioni".
"I ministri del centrodestra – ha concluso Cirinnà - hanno commissariato la Regione Lazio sul caso sanità, e ora che c’è il provvedimento di chiusura del S. Giacomo, gli stessi esponenti del centrodestra gridano allo scandalo? Perché non si mettono d’accordo tra di loro su quale linea politica e amministrativa adottare?".

"Non solo al centro di Roma ci sono già altri cinque ospedali,
S.Giovanni, S.Camillo, S.Spirito, Policlinico e Fatebenefratelli. Ma
in Italia la doverosa razionalizzazione delle strutture sanitarie è
stata adottata da tutte le Regioni, è nel programma del premier
Berlusconi, che ha già tagliato il fondo sanitario nazionale destinato
alle regioni. Inoltre, da tempo ormai al S. Giacomo non si registrava
un alto numero di interventi di pronto soccorso".

E’ quanto dichiara Monica Cirinnà, consigliere comunale Pd, in merito alla questione della chiusura del S. Giacomo.

"A parte la pesantissima eredità lasciata dalla regione Lazio guidata
da Storace – prosegue Cirinnà – due sono le questioni urgenti:
istituire un servizio territoriale di primo soccorso con prevenzione e
poliambulatorio per gli abitanti del centro storico, e salvaguardare
tutte le eccellenze dei medici del S. Giacomo, dagli ortopedici ai
cardiochirurghi, da trasferire sempre in presidi del centro della
città. Infine, mentre il centro di Roma ha cinque ospedali, quelli di
Milano, Londra e Parigi, ne hanno rispettivamente, solo uno, due e
quattro. I numeri si commentano da soli".

In relazione alla prospettata chiusura dell’ospedale San Giacomo è intervenuto il Consigliere comunale del PD Athos De Luca, presentando una mozione in Consiglio comunale..

” La chiusura dell’ospedale San Giacomo di Roma sembra inevitabile – dichiara De Luca - purtroppo il Lazio, nel settore sanitario, ha un deficit annuo di circa un miliardo (prima di Marrazzo era di quasi due) ed ha accumulato debiti per 10 miliardi nel corso degli ultimi 8 anni. Una voragine ereditata dalla precedente amministrazione Storace.”

“Nell’ottica del risparmio e del risanamento imposto dal piano di rientro sanitario del Governo - si legge nella mozione - sembra inevitabile la chiusura della struttura, troppo costosa, con un numero limitato di posti letto e con un rapporto medico paziente al di sopra della norma. Oltretutto, resteranno sicuramente attivi il Santo Spirito, l’Umberto I° ed il Fate Bene Fratelli dell’Isola Tiberina oltre il pediatrico Bambin Gesù.”

“Considerando che – prosegue De Luca - a quanto afferma la Regione, sempre a Via Canova, dovrebbe sorgere un centro ambulatoriale, sarebbe opportuno che la chiusura dell’ospedale avvenisse dopo l’avvio ed il funzionamento dei servizi ambulatoriali della nuova struttura.”

“Inoltre – conclude il rappresentante del PD – i soldi ricavati dalla vendita del San Giacomo potranno essere indirizzati alla realizzazione del nuovo presidio pubblico ospedaliero già previsto, secondo i piani del Comune e della Regione, al quartiere della Bufalotta. L’ospedale consentirebbe di chiudere i piccoli presidi e gli ambulatori locali per incentrare i servizi nella nuova struttura e rispondere alle esigenze di una popolazione cresciuta negli anni.”

- Dichiarazione del Portavoce del Presidente Marrazzo, Nicola Zamperini: “Il consigliere Desideri si informi meglio”

Dichiarazione del Portavoce del Presidente Marrazzo, Nicola Zamperini :
Il Consigliere Desideri dovrebbe fare le sue battaglie con una maggiore dose di informazioni sui fatti e una minore di demagogia.

Sul destino del San Giacomo c’è la massima chiarezza e trasparenza : dal 1° novembre partirà al posto del vecchio nosocomio un moderno poliambulatorio con servizio dialisi e punto di primo soccorso nella vicina via Canova. Come confermato dal vicepresidente Montino, l’Ortopedia verrà trasferita al San Giovanni. Tali scelte non diminuiscono certo l’offerta sanitaria nel centro storico, dove la densità di ospedali è la più alta d’Europa. Inoltre il San Giacomo ospita attualmente, tanto per fare un esempio, più medici che pazienti e non è certo comodo da raggiungere.

Per quanto riguarda infine la destinazione della struttura, il Consigliere Desideri dovrebbe sapere che le variazioni del vincolo di destinazione d’uso passano attraverso il Campidoglio e il Municipio. E’ da lì che arriverà la decisione definitiva sul destino dell’edificio che ospita il San Giacomo, non dalla Regione.

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