
Sono il piatto forte delle mense scolastiche romane, un mix di spezie, sapori, cultura e giuste calorie. Ma "Ogni mese un paese", la ricetta per l’integrazione dell’amministrazione Veltroni risulta decisamente indigesta per la nuova giunta.
Perciò via i menù etnici dalle scuole, largo ai piatti tipici.
La proposta del neo-assessore alla scuola, Laura Marsilio, è in parte già realtà. Carbonara, amatriciana, ricotta e altri cibi tipici del Lazio sono nelle mense scolastiche accanto all’immancabile pasta al sugo.
Non c’è solo il riso alla cantonese nel mirino del nuovo assessorato: 18 piccoli musulmani sono troppi in una classe di 19 alunni, con un solo italiano. Il caso della Carlo Pisacane a Torpignattara (oltre il 65% degli scolari sono stranieri) e della Nino Bixio all’Esquilino (meno della metà sono italiani) sono, per AN, due esempi di come la scuola romana non deve essere.
Come sarà, si vedrà il prossimo anno scolastico. Per ora, si porta avanti il monitoraggio dei progetti avviati dal precedente assessorato alla scuola. Tra questi il più a rischio è la rete dei Poli Intermundia, i centri che offrono servizi ai cittadini migranti - come l’apprendimento della lingua e delle leggi italiane e l’uso dei computer - che hanno sede in 5 scuole di altrettanti municipi di Roma.