Roma 26 luglio 2017
14 luglio 2017

Dossier incendi di Legambiente, il Lazio 4° regione per superficie andata in fumo nel 2017 con 1.635 ettari distrutti

Comunicato stampa - editor: M.C.G.
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Secondo quanto riportato nel Dossier Incendi 2017 di Legambiente, il Lazio è al 4° posto tra le regioni italiane per superficie andata in fumo da inizio anno, con bel 1.635 ettari, l’equivalente di 2500 campi da calcio, secondo dati aggiornati al 12 luglio scorso. Già lo scorso anno peraltro, secondo il rapporto ecomafie, il Lazio era al 5° posto della classifica tra le Regioni, per numero di roghi dolosi o colposi, con 436 incendi, dopo le quattro regioni a tradizionale insediamento mafioso, i numeri della prima parte del 2017 raccontano di un peggioramento enorme. Emerge dal dossier che complessivamente in Italia, solo nell’ultimo mese, sono andati a fuoco più di 26.000 ettari di superfici boschive, quasi quanto quelle incendiate in tutto il 2017, e anche gli incendi nel Lazio sono aumentati a dismisura.

“La siccità estrema che si sta vivendo, insieme alla scarsa manutenzione della superficie boschiva, sono un mix esplosivo che sta provocando un numero di incendi mai visto prima, ma è evidente quanto ci sia una mano criminale a dar fuoco alle micce anche nel Lazio - dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – lo si capisce dalla perfetta sovrapponibilità dell’elenco delle regioni con più alto numero di reati ambientali ecomafiosi, alla lista di quelle con maggior superfice incendiata nel 2017. Fa impressione l’aumento complessivo di incendi che nell’ultimo mese sono stati pari a quelli di tutto lo scorso anno, ed altrettanto impressionante è il numero totale di superficie boschiva andata in fumo nel Lazio, pensando poi che quei 1.635 ettari bruciati fin’ora sono purtroppo destinati ad aumentare ulteriormente. I mutamenti climatici scatenati dalle emissioni di gas climalteranti, si sono mostrati per anni con il volto delle bombe d’acqua, ma negli ultimi mesi viviamo anche nel Lazio una crisi idrica senza precedenti, con assenza completa di precipitazioni ovunque, e ora il disastro degli incendi che si stanno succedendo uno dopo l’altro. Se da un lato c’è bisogno che ciascuna amministrazione, la Regione in testa, compia tutti gli atti necessari a dare forza alla rete di salvaguardia e prevenzione dagli incendi, dall’altra lato bisogna convintamente mettere in campo le politiche di abbattimento delle emissioni nocive e di adattamento ai cambiamenti climatici in corso, perché combattere la siccità e così anche i roghi vuol dire anche risparmio idrico, sviluppo di fonti rinnovabili, valorizzazione dei parchi, rilancio di una mobilità sostenibile, gestione sana del ciclo dei rifiuti.

Il Lazio ha il 35,2% (605.859 ettari) di superficie regionale forestale, potenzialmente interessata quindi dai roghi e la Regione, anche se non ha ancora approvato il Piano AIB (antincendi boschivi) 2017, nel giugno scorso ha definito e sottoscritto l’apposita convenzione con il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, per lo svolgimento delle essenziali funzioni ad esso delegate, per una somma complessiva circa 2.300.000,00 euro. Non si ha notizia invece dalle Provincie in merito all’attivazione dei Centri Operativi Provinciali (COP) per aumentare efficacia ed efficienza nel coordinamento degli interventi a scala territoriale locale.

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