Roma 20 aprile 2014
13 gennaio 2009

Prostituzione, 36 lucciole controllate e multati 8 clienti

Comunicato stampa - editor: Caporedattore
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Prostituzione, 36 lucciole controllate e multati 8 clienti
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Nello scorso fine settimana gli agenti della Polizia Municipale del Gruppo Sicurezza Sociale Urbana (diretto da Antonio di Maggio), anche a seguito di alcune denunce di cittadini che lamentavano la massiccia presenza di prostitute nelle ore notturne, hanno intensificato il consueto servizio finalizzato al contrasto della prostituzione, prolungandole fino alle ore 2. In particolare è stata controllata la zona tra la via Prenestina-Collatina, la via Tiburtina e la via Salaria.

Nel corso del servizio sono state identificate 44 persone, 8 accompagnate presso l’ufficio Immigrazione della Questura per la verifica della loro posizione in relazione alle vigenti normative in tema di immigrazione.

Nello specifico, per quanto riguarda l’attività antiprostituzione, sono state controllate 36 prostitute, di cui 34 romene, una italiana e una polacca di 60 anni.

Nel corso dell’attività sono state elevate 36 contravvenzioni a prostitute in base all’ordinanza del Sindaco e sono state contravvenzionati anche 8 clienti per un totale di 8 mila ottocento euro.

"I controlli effettuati dalla Polizia Municipale durante il giorno, che hanno portato ad una drastica riduzione del fenomeno della prostituzione su strada, vanno ripetuti costantemente anche durante le ore notturne, sono molte le telefonate alla nostra Segreteria e al nostro Gruppo dei Comitati di quartiere che si lamentano.” ha dichiarato Alessandro Marchetti, Segretario Generale Aggiunto del SULPM.

“Per questo motivo” ha concluso Marchetti “abbiamo scritto al Comandante del Corpo per rivedere e rimodulare gli accordi sindacali di intervento al fine di rendere ancora piu’ efficace l’ordinanza anti-prostituzione, altrimenti abbiamo le mani legate. Visti gli ottimi risultati ottenuti occorre passare ad una fase successiva. Non si capisce perche’, oltre ai limiti orari (la Municipale interviene solo di giorno) ad esempio, siano stati esclusi dai controlli con quel protocollo di intervento (oggi solo i gruppi 4, 7,8,11,12,13,18), il primo, il quinto, il quindicesimo o il sedicesimo Gruppo, mentre a noi risulta che le prostitute ci siano anche in quelle zone: a Caracalla, alla Piramide o all’Aventino di notte, sulla Tiburtina, sulla Portuense, in via di Malagrotta.”

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Postato il: 13 gennaio 2009 da Franco

Spettabili cittadini,
Di recente sono state approvate disposizioni legislative che hanno permesso l’emanazione di alcuni provvedimenti degli Enti Locali, come le Ordinanze Sindacali, i quali si stanno sostituendo alle norme nazionali e stanno introducendo divieti ed obblighi che queste non prevedono.
Tali disposizioni stanno causando una frammentazione del suolo italiano in più ordinamenti giuridici, simili a quelli di Stati quasi indipendenti, corrispondenti al territorio dei vari Comuni in questo Paese.
Con la presente, in caso si venisse sanzionati per una violazione di qualsiasi Ordinanza che non ricalchi i divieti delle leggi nazionali, pongo l’invito a svolgere l’atto di relativo ricorso, scrivendo una tesi difensiva in carta semplice a chi ha emanato il provvedimento locale, ai sensi dell’articolo 18 legge 689/1981.
In tale scritto si può dichiarare il disaccordo sul verbale contestato, poiché le norme statali non prevedono alcun illecito in merito ai fatti compiuti e che l’articolo 54 commi 1 lettera A e 4 del Decreto Legislativo 267/2000, il quale concede il potere ai Sindaci di emanare diverse Ordinanze in materia di Sicurezza Pubblica, non risulta conforme agli articoli 3 e 117 primo e sesto comma della Costituzione Italiana, siccome tali atti dei borgomastri si possono sostituire ai dettami della legislazione nazionale, causando disparità di trattamento dei cittadini che compiono medesimi fatti in diversi luoghi.
Se successivamente si dovesse ricevere come risposta l’Ordinanza-Ingiunzione del relativo verbale, suggerisco di svolgere la pratica di ricorso al Giudice di Pace, chiedendo al detto magistrato di sollevare la “Questione di Legittimità Costituzionale” della normativa succitata (articolo 54 commi 1 lettera A, 4, 4bis, 5 e 7 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267), poiché in contrasto con i detti articoli della Costituzione Italiana (3 e 117 primo e sesto comma); i quali dichiarano che tutti i cittadini hanno parità sociale e che la potestà legislativa e regolamentare, spetta solo allo Stato ed alle Regioni senza alcuna delega alle amministrazioni comunali.
Grazie.

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