
A pochi giorni dalla ricorrenza della Liberazione di Roma dall’oppressione nazifascista, per la terza volta le “pietre d’inciampo” sono state oggetto di oltraggio e vandalismo.
Nella notte tra il 29 e il 30 maggio la “pietra d’inciampo” collocata a via Garibaldi 38 in memoria di Augusto Sperati, che lì abitava, è stata divelta e sostituita da un normale sampietrino.
Nato nel 1881, falegname, padre di 5 figli, Sperati è stato arrestato per attività antifascista il 22 dicembre 1943 da agenti di Pubblica Sicurezza del Commissariato Trastevere. Deportato da Regina Coeli il 4 gennaio 1944 con altri 330 uomini nel Lager di Mauthausen, è stato assasssinato nel castello di Hartheim nel luglio 1944.
Come già a via S.Maria in Monticelli lo scorso gennaio quando tre pietre in ricordo della famiglia Spizzichino sono state divelte da un inquilino del Palazzo a due passi dal Ministero di Grazia e Giustizia, il sampietrino dedicato a Sperati era collocato a fianco della Caserma dei Carabinieri “Podgora”.
Questi efferati atti di vandalismo ai danni della memoria di deportati razziali e politici confermano ancora una volta come anche un segno semplice e discreto come un sampietrino disturbi quanti intendono cancellare la memoria del passato, unica garanzia a che gli eventi drammatici che hanno contrassegnato il secolo scorso non si ripetano ai danni di altri deboli ed emarginati.
L’Associazione “Arte in memoria” e l’ANED, nel denunciare questo nuovo atto fascista invitano i responsabili dell’Amministrazione e delle forze dell’ordine ad assicurare immediatamente alla giustizia il o i responsabili e a garantire l’incolumità delle “pietre d’inciampo”. Esprimono la loro solidarietà alla famiglia di Augusto Sperati assicurando che nessuna intimidazione fermerà il progetto “Memorie d’inciampo a Roma” che nel gennaio 2013 vedrà la sua quarta edizione.