Roma 25 dicembre 2014
19 marzo 2012

Povertà e alimentazione: il 10% dei minori nel Lazio sono poveri

Comunicato stampa - editor: M.C.G.
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5,7% delle famiglie fatica a fare un pasto adeguato almeno ogni due giorni. Save the Children e Enel Cuore lanciano a Roma il progetto La Buona Tavola per un contrasto mirato della povertà alimentare.
Sportello mobile e centri per le mamme per sensibilizzare, informare e sostenere 25.000 bambini e le loro famiglie a Roma, 80.000 con Torino e Napoli.

In Italia i minori sono meno del 17% della popolazione, ma costituiscono quasi il 23% della popolazione povera complessiva con 1.876.000 bambini e ragazzi che vivono in povertà relativa e 653 mila in povertà assoluta(1) .

Roma è la provincia italiana con il più alto numero di minori (709.000), in una regione, il Lazio, dove quasi 100.000 bambini e adolescenti - ben il 10% - vive in povertà relativa, cioè in famiglie che hanno una capacità di spesa per consumi sotto la media.
E se non sono povere sono tuttavia fortemente “deprivate”(2) quel 35,7% di famiglie laziali che ha dichiarato di non potersi permettere neanche una settimana di ferie.

Sul fronte della povertà alimentare è significativo l’indicatore relativo al Centro Italia dove il 5,7% delle famiglie con figli minori fatica a “fare un pasto adeguato almeno ogni due giorni”(3), e l’obesità, uno dei fattori di rischio per la salute collegato alle difficoltà economiche, si attesta nel Lazio all’11% e al 23% per il sovrappeso, nella fascia di età 8-9 anni (4).

Con l’indice medio di indebitamento delle famiglie più alto d’Italia (5) e un’emergenza abitativa che ha registrato una procedura di sfratto ogni 252 famiglie (6), i nuclei della provincia di Roma rischiano di soffrire maggiormente la tendenza nazionale che per effetto della crisi vede una famiglia su tre costretta a risparmiare sulla spesa alimentare, tre su cinque a modificare il menù quotidiano e oltre il 30% a comprare prodotti di qualità più bassa (7).

Partendo da questi dati Save the Children ed Enel Cuore Onlus lanciano il Progetto “La Buona Tavola”, con l’obiettivo di contribuire al contrasto della povertà minorile e di quella alimentare in particolare, attraverso interventi di sensibilizzazione, informazione e sostegno realizzati a Roma, in collaborazione con il centro Il Melograno, e in altre due città italiane rappresentative (Torino e Napoli).

Il progetto, della durata di 2 anni, sarà in grado di raggiungere nelle aree urbane a maggior rischio di povertà, più di 25.000 bambini e adolescenti nella fascia di età 0-13 anni e le loro famiglie grazie a uno sportello mobile itinerante formato da personale esperto come operatori sociali, pediatri e animatori impegnati, anche attraverso attività di gioco e animazione, in azioni di informazione e consulenza sull’alimentazione, e nell’individuazione delle situazioni più a rischio per una immediata presa in carico.

La principale area di intervento è individuata nel quartiere sudorientale di Torre Maura a Roma, caratterizzato da uno dei tassi più alti di disagio socio-economico della Capitale in particolare a livello familiare, dove nascerà, come a Torino e a Napoli, un centro specifico dedicato al supporto delle mamme.

Si punterà a sostenerle concretamente nelle loro responsabilità genitoriali (orientamento e consigli esperti sulla cura dei bambini, sulla vita domestica, sull’accesso alla rete dei servizi), a promuovere una rete di auto aiuto sul territorio ad esempio con iniziative come i gruppi di acquisto, e a facilitare il loro inserimento o reinserimento nel mondo del lavoro con percorsi di formazione e laboratori occupazionali che prevedano anche tirocini, borse lavoro e accesso al micro credito.

“I dati sulla povertà minorile in Italia sono allarmanti e sono proprio i bambini e i gli adolescenti ad essere maggiormente colpiti dalla povertà alimentare che, anche nei casi meno estremi, li espone a serie conseguenze per la salute,” ha dichiarato Raffaela Milano, Direttore Programmi Italia-Europa di Save the Children.

“Si sta allargando anche a Roma un’area di cosiddetta povertà grigia, che riguarda chi risiede comunque in una dimora stabile, ha un lavoro e vive in un nucleo famigliare ma si rivolge a servizi e strutture di volontariato per un supporto, aumentano quindi le famiglie cadute in povertà anche per la prima volta, che sperimentano in solitudine un insieme di condizioni difficili come la precarietà di lavoro e relazioni familiari, un welfare insufficiente, relazioni sociali meno stabili, che sono proprio alla base della povertà alimentare.
Occorre pertanto un impegno comune da parte delle istituzioni, e di tutti i soggetti sociali ed economici per fronteggiare questo fenomeno con una strategia di lungo periodo.
Il nostro progetto punta a incontrarle nei luoghi abituali, aiutandole a superare disorientamento e imbarazzo e coinvolgendo i bambini come protagonisti. Così come vogliamo sviluppare un approccio non esclusivamente assistenziale, che punta a rafforzare direttamente le capacità e le risorse delle mamme stesse”.

“L’impegno di Enel Cuore a sostegno del terzo settore tiene sempre più presente il disagio sommerso diffuso, specialmente nei grandi centri urbani” commenta Novella Pellegrini, Segretario Generale Enel Cuore Onlus. “Con questa iniziativa, la Onlus di Enel cerca di promuovere un modello di intervento a favore della salute e dell’educazione dei bambini che sostenga associazioni e istituzioni, mettendo al centro la comunità e la famiglia, in particolare le madri che vivono in condizioni di povertà. Proprio per questo tipo di interventi negli ultimi quattro anni in Italia abbiamo destinato oltre 4 milioni di euro”.
Come azione di sistema, La Buona Tavola sta promuovendo anche la creazione di un tavolo di Coordinamento locale che coinvolgerà istituzioni locali, scuole, pediatri, Asl, organizzazioni del terzo settore e altri attori sociali ed economici attivi sul territorio, nel monitoraggio del fenomeno della povertà minorile e nella realizzazione di un vero e proprio piano di contrasto cittadino. L’obiettivo è quello di fare di questo progetto un modello replicabile anche in altre città, perché unendo le forze si possa invertire la diffusa tendenza a dimenticarsi di chi è maggiormente colpito dalla crisi, come i bambini e i minori in genere.

Tra gli strumenti di sensibilizzazione e informazione sviluppati dal progetto La Buona Tavola, spicca la guida sull’alimentazione per i bambini “Oggi cucino io”, che raccoglie il contributo di nutrizionisti, dello chef Filippo la Mantia e di alcuni chef del Gambero Rosso (Fabio Baldassarre, Francesca Romana Barberini, Cristina Bowerman, Igles Corelli, Alfonso e Livia Iaccarino, Marco Parizzi e Maurizio Santin) che hanno voluto partecipare al progetto con 16 ricette stagionali semplici ed economiche, adatte in particolare a coinvolgere i più piccoli in una economia domestica più salutare e compatibile con le minori risorse disponibili.

Il progetto La Buona Tavola verrà realizzato anche a Torino, in collaborazione con l’associazione Vides Main, nei quartieri delle Vallette e della Spina 3 che presentano tra l’altro la più alta percentuale di popolazione giovane e bassa scolarità con un aggravio della disoccupazione,e a Napoli, in collaborazione con la Cooperativa L’Orsa Maggiore, a Pianura-Soccavo, uno dei quartieri con il più alto tasso di abbandono e dispersione scolastica, situazioni di degrado abitativo e di povertà estrema dei nuclei familiari.

NOTE

  • 1) Atlante dell’Infanzia (a rischio) in Italia – Save the Children 2011
  • 2) Fonte Eurostat:che calcola il tasso di deprivazione materiale sulla base del conteggio del numero di persone impossibilitate ad accedere ad un minimo di 3 beni su una lista di 9.
  • 3) Fonte Istat, “Reddito e condizioni di vita”, ultimo trimestre 2010.
  • 4) OKKIO alla Salute, “Il problema dell’obesità infantile e dei fattori di rischio comportamentali” 2010
  • 5) 29.287 euro, fonte CGIA di Mestre, anno 2011
  • 6) Ministero dell’Interno 2010
  • 7) CIA 2011

www.savethechildren.it

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