
“La rapida diffusione di porti turistici garantisce posti di lavori e sano turismo di massa, ma non dobbiamo abbassare la guardia davanti a possibili intromissioni della malavita organizzata”. Queste le parole espresse dal vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, Oscar Tortosa, relativamente alla notizia della recente sfida all’ultimo posto barca lanciata dalle cittadine costiere laziali, che tra i loro progetti futuri, prevedono la costruzione di circa 7 mila nuovi ancoraggi, e non escludono la possibilità di superare ben presto i 10 mila.
Ostia e Fiumicino sono tra le protagoniste di questo business dei porti, con la realizzazione di rispettivamente 700 e 1445 approdi turistici, mentre ad Anzio, una società a capitale pubblico, attende la concessione per 860 ormeggi. Non da meno sono le marine di Montalto di Castro, Ladispoli, Santa Marinella, Terracina, Civitavecchia, Fregene, Torvaianica, Sperlonga e Vindicio che si contendono tra loro la creazione di circa 5 mila nuovi attracchi.
“Non scoraggio minimamente la generazione di tali ricchezze – continua l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro –, ma il mio timore è che la criminalità organizzata possa considerare questi progetti come nuovi canali per estendere traffici illegali”. L’avvertimento di Tortosa è pertanto quello di prevedere attività di vigilanza da parte delle autorità preposte, indagini patrimoniali approfondite e naturalmente ispezioni sul rilascio delle concessioni, questo “per garantire a tutti i cittadini laziali maggiore trasparenza e legalità”.