Roma 26 giugno 2019
30 giugno 2010

Ahi ahi ahi... arriva la differenziata!

di g.drogo

Immaginate che un giorno vi bussino alla porta e dopo avervi cortesemente salutato vi dicano che vi hanno portato un bellissimo regalo: una pattumiera e tanti sacchetti per iniziare una raccolta di compost da trasformare in fertilizzante a partire dai vostri rifiuti organici.

Beh, la "bellissima" pattumiera grigio topo non è che vi attrae più di tanto, ma un regalo è pur sempre un regalo! E poi, in questi tempi di crisi, bisogna pur arrangiarsi senza fare troppo gli schifiltosi per arrotondare i magri introiti. Quindi, a questo proposito, chiedete quanto ci guadagnerete con quell’attività.

Fra risolini imbarazzati, gli addetti cercano di spiegarvi l’equivoco chiarendo che non vi stanno proponendo nessuna attività lavorativa, ma che quella che stanno pubblicizzando altro non è che la nuova raccolta differenziata che a giorni partirà in alcuni quartieri del comune di Roma.

Peccato, la prospettiva di un facile guadagno aveva solleticato il vostro appetito. Vi passa anche per la mente che ogni anno pagate una tassa perché qualcuno si occupi della vostra immondizia, e non capite perché adesso dovreste mettervi a selezionarla per farne del fertilizzante che poi sarà venduto da altri facendoci un guadagno di cui non vedrete un centesimo, ma tant’è... La differenziata è un bene, riduce gli sprechi, migliora l’ambiente e bla bla bla, almeno così vi raccontano...

Con ormai pochissimo entusiasmo, prendete comunque il "regalo" e provate a informarvi su quando passeranno a ritirare i sacchetti. Gli sguardi smarriti degli addetti vi fanno capire che avete detto qualcosa di sbagliato. Infatti, vi invitano a leggere con più attenzione le brochure che vi hanno dato. E così, con gran sorpresa, scoprite che quella proposta dal comune di Roma non è affatto una raccolta porta a porta, ma toccherà proprio a voi recarvi a una data ora a un punto mobile su una strada vicina alla vostra casa per portarvi il maleodorante sacchetto di rifiuti organici.

Studiando gli orari dei turni vi rallegrate per non essere finiti nell’elenco di strade in cui la raccolta viene fatta dalle 5,30 alle 7,00. Non siete proprio dei tipi mattutini... Però, guardando meglio, vi rendete conto che il punto mobile a voi più vicino raccoglierà i sacchetti solo dalle 9,00 alle 10,30. E qui nasce il problema, perché a quell’ora voi siete già al lavoro da un pezzo.

Siete un po’ dispiaciuti, avreste fatto volentieri qualcosa per l’ambiente, ma proprio non potete. Ve lo impedisce quel maledetto bisogno di lavorare per poter pagare tutti i conti, compresa quella tassa dell’immondizia con cui sono stati pagati gli addetti che avete di fronte. E allora restituite pattumiera e sacchetti ai non più cortesi addetti e pensate di aver chiuso la questione.

Ma così non è, perché questi, smessi i panni di premurosi informatori e anche un po’ scocciati dal tempo che gli state facendo perdere, vi spiegano che la raccolta differenziata non è "facoltativa", ma che è ormai diventata "obbligatoria". Proprio per questo, per impedire che qualcuno si rifiuti di farla, verranno tolti tutti i cassonetti grigi e verdi a cui eravate abituati.

Beh, questo è troppo! Va bene avere una coscienza ecologista, ma che questa vi venga imposta con delibera del comune proprio no! Vi passano in testa propositi di ribellione, idee per boicottare la raccolta, magari sabotarla infilando un pacco di sale grosso in ogni sacchetto che consegnerete così che il compost non si attivi, o altre idee ancora più distruttive. Poi vi ricordate in che paese vivete e abbassate la vostra voglia di rivoluzione a un piccolo gesto di disobbedienza: lascerete il vostro sacchetto nel posto indicato, ma all’ora a cui conviene a voi.

La soddisfazione di aver affermato il vostro diritto ad autodeterminarvi però sfuma presto, perché gli addetti si premurano di farvi presente che se lo faceste andreste incontro a una sanzione che proprio da pochi giorni è stata aumentata da 25 a 50 euro (nei casi di mancanza lieve...), e che sono stati assunti altri 200 di loro proprio per "presidiare" le zone dei cassonetti e "spiegare" ai cittadini la nuova situazione.

A questo punto ne avete le tasche piene. Vorreste dirgliene quattro spiegando loro che mai riusciranno ad avere un addetto o un vigile a presidiare ogni strada a ogni ora del giorno e della notte e che quindi tanti abbandoneranno l’immondizia dove si troveranno. Ma vi rendete conto che quelli che avete davanti sono solo dei ragazzini assunti a contratto, che fra uno o due mesi staranno di nuovo a spasso, e che è quindi inutile sfogare la vostra rabbia su di loro. E allora chiudete la porta alle loro spalle e sfiduciati guardate la bellissima pattumiera grigio topo che già odiate con tutto il cuore.

Che fare? Già, che fare? Rivolgersi ai comitati di quartiere, ai politici della vostra zona? Inutile, nella lettera che annuncia l’iniziativa vi sono le firme sia dell’assessore all’ambiente al comune (di centrodestra), che del presidente della vostra circoscrizione (di centrosinistra), il tutto con il patrocinio anche della regione, a fugare ogni vostra speranza di cedimenti nell’arco costituzionale. Manca solo la firma del vostro parroco, ma non dubitate che anche lui firmerebbe se gli venisse chiesto.

Poi vi ricordate di una certa puntata di Report (santa trasmissione!), di un paio di articoli che avete letto e realizzate che forse nel frattempo potreste informarvi meglio su che cos’è questa differenziata e sul perché al comune hanno tanta fretta di farla partire. E allora aprite il vostro fido browser e provate a lanciare parole a caso: differenziata, AMA, cassonetti, Report, Maccarese, problemi con...

Vi si apre un mondo intero. Scoprite intanto che la differenziata che produrrete andrà solo in minima parte nell’impianto di Maccarese, che è già altre il limite delle sue capacità, mentre invece la maggior parte finirà dalle parti di Padova, dove un’altra società, la SESA, si occuperà di trasformare i vostri rifiuti in fertilizzante, oppure li brucierà per produrre energia elettrica, al modico costo di 130 euro alla tonnellata. E scoprite anche che il comune di Roma negli ultimi due anni ha già dovuto sborsare 500.000 euro a quella società per smaltire l’eccesso di differenziata.

Ah, il fertilizzante (o l’elettricità) prodotto da quella società con la vostra immondizia, per la cui rimozione avete lautamente pagato, "pare" resti di loro esclusiva proprietà e che quindi possono rivenderselo a chi gli pare. Persino, pensate al paradosso, a quegli stessi cittadini che gli hanno fonito la materia prima, cioè a voi.

Di fronte a questi dati davvero non capite perché tanta fretta nell’attivare la differenziata. In solo una settimana vi è arrivata la lettera che l’annunciava, vi hanno portato la pattumiera e si apprestano ("dicono" dal 4 di luglio) a togliere tutti i cassonetti, anche se ad oggi non c’è ancora un impianto comunale capace di gestirli. Dicono (sempre "dicono") che sia in preparazione un nuovo impianto, ma nel frattempo... queste tonnellate in più di differenziata continueranno a viaggiare per l’Italia con costi enormi per la comunità tutta.

Un’altra idea vi viene in mente. Cosa è successo in quei luoghi dove la differenziata è stata già fatta? Forse che anche da altre parti hanno avuto gli stessi problemi che avvertite avere di fronte? E allora inserite su google come chiave di ricerca: "rivogliamo i cassonetti".

Se prima eravate avviliti la scoperta di cosa vi attende vi darà il colpo di grazia finale. Decine e decine di siti, forum, blog e pagine di facebook di cittadini, che arrabbiati è dir poco, che descrivono il degrado nelle loro strade, con cumuli di sacchetti sparsi in ogni dove, lasciati al sole a macerare, e di raccolte fatte in maniera approssimativa. E poi soprattutto aumenti, aumenti, aumenti, della TARSU, la famigerata tassa sull’immondizia.

Questi che seguono sono solo un esempio (evitando quelli più esasperati) dei commenti dei cittadini sulla questione:

"...Rivogliamo il cassonetto verde per l’INDIFFERENZIATA Questa città (TORRE DEL GRECO) è troppo sporca c’è munnezza ovunque neppure un porcile è più sporco.... che schifo!

RIVOGLIAMO I CESTINI DEI RIFIUTI PER LE STRADE DI BRINDISI! Un gruppo per rendere giustizia ai cittadini brindisini! Poi dicono che gettiamo le cose per terra!!!

Aumento della tassa sui rifiuti a Marsala dell’80% dal 1 Gennaio e ancora non si è visto nessuno per ritirarla. Se ci mettiamo pure che da qualche giorno nella mia zona hanno tolto i cassonetti, non so quanto potrò resistere ... chiamerò i vigili ...

tutta la zona di Via Calogerò Isgro, Piazza Castello e Piazza San Matteo per tutta la giornata di ieri è stata sporchissima. Non hanno raccolto la spazzatura, già abbandonata in modo indiscriminato e indifferenziato dai cittadini. Rivogliamo i cassonetti!

POGGIBONSI 17/01/2010, Ridateci i cassonetti inviato da Francy Basta con questi esperimenti... ci sono sacchetti di spazzatura a tutte le ore!! Rivogliamo i cassonetti!!..."

Insomma, a leggere i tanti commenti, parrebbe proprio che in ogni cittadina al di sopra di un certo numero di abitanti dove per fare la differenziata sono stati tolti i cassonetti il risultato è stato inevitabilmente più sporcizia e immondizia per le strade. E se questo succede in quelle realtà in cui la raccolta viene fatta porta a porta figuratevi cosa succederà in una città come Roma, dove si "pretende" che il cittadino si rechi a un’ora stabilita al proprio punto mobile di raccolta.

Poi, pensando a come si comporteranno i vostri vicini con queste nuove disposizioni vi viene in mente che alcuni di loro hanno dei cani. Li incontrate a volte per strada e qualche volta vi è capitato di vederli coscienziosamente raccogliere dai marciapiede gli escrementi dei loro animali con una bustina di plastica per poi buttarli nel contenitore più vicino. Ma adesso che quel cassonetto non ci sarà più... Anzi, peggio! Adesso che non potranno nemmeno più usare una busta di plastica per raccoglierli, ma che dovranno usarne una di carta, per poi conservare il tutto gelosamente sino a casa, dove provvedere ad unire gli escrementi al resto dei rifiuti organici che però non potranno buttare sino a che non verrà il loro turno al punto mobile... Ecco, siamo sicuri che continueranno a farlo?

E allora pensate che già adesso i marciapiede, per l’inciviltà di alcuni, non sono certo immacolati. Ma che molti di più saranno ora quelli che si sentiranno legittimati a lasciare lì dove si trova il ricordino del loro cane. E voi, quardando quel cassonetto così tanto vilipeso che sta per esservi portato via, vi renderete improvvisamente conto di ciò che vi aspetta e che è proprio così: siete finiti nella merda!

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Postato il:4 luglio 2010 da stefano

La differenziata e’ un dovere morale e civile. Va fatta senza se e senza ma. Richiedere i cassonetti indifferenziati equivale a fare i bisogni sul pavimento della propria cucina per non fare la fatica di arrivare al bagno.
Va pretesa e si deve lottare per farla funzionare meglio e affinche’ il differenziato non giri su e giu’ per l’Italia (o che peggio non alimenti cancrovalorizzatori e discariche) senza essere riciclato . esistono impianti che riciclano il 98% dei rifiuti (Vedelago) ,impianti che Roma non ha per una precisa volonta’ politica di alimentare monopolisti senza scrupoli. Qui a roma si fa un po di differenziata di facciata ma non c’e’ un impianto SERIO di riciclo (Maccarese a parte e in parte).

2
Postato il:1 luglio 2010 da 

mi dispiace che non le sia venuto sott’occhio il sito del comitato che rappresento da diversi anni,perchè creda,cche il metodo sia porta a porta o raccolta di prossimità come a casa sua,fa schifo comunque.
fanno pagare a noi un servizio che dovrebbero fare loro per poi rimettere tutto nello stesso mucchio: qualcuno che ci guadagna, tranquilli tutti, c’è sicuramente, non noi però.
se vuole, il nostro sito:http//www.comitatoreggioemilia.it
cordialmente e coraggio, non cedete mai a queste schifezze!!!!
Nadia Borghi
presidente comitato Reggio Emilia

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Postato il:30 giugno 2010 da g.drogo