
Quando San Francesco d’Assisi, a Greccio, diede vita alla prima rappresentazione vivente della Natività, non poteva certo immaginare la diffusione che avrebbe avuto il presepe e nemmeno che, un giorno, sarebbe stato realizzato un presepe tanto piccolo da poter stare nella buccia di un pistacchio.
Il presepe è diventato una tradizione e una forma d’arte.
Ma quando pensiamo al presepe non dobbiamo immaginare solo le grandi rappresentazioni della scuola napoletana, realizzate con statue in terracotta, sontuosamente rivestite con le sete di San Leucio.
La fantasia degli artisti si è esercitata con i materiali più vari e meno nobili, molti anche di uso comune o, addirittura, di scarto. In molti casi la scena della Natività è stata riprodotta in dimensioni molto ridotte se non addirittura, in alcuni casi, miniaturizzate.
La mostra di presepi in miniatura, allestita nella parrocchia carmelitana di Santa Maria Regina Mundi, a Roma, ce ne offre molti e interessanti esempi.
Padre Lucio Maria Zappatore, carmelitano e parroco a Santa Maria Regina Mundi, a Roma, nel quartiere di Torre Spaccata, circa dieci anni fa iniziò a raccogliere, per sè, piccole rappresentazioni della Natività; alcune erano vere e proprie miniature.
Fino ad oggi ne ha raccolte più di trecento e la collezione ogni anno si arricchisce di nuovi pezzi, alcuni scoperti da padre Lucio, altri donati dai suoi parrocchiani e dagli amici che conoscono questa sua passione e hanno deciso di sostenerla.
Per mantenere viva la tradizione del presepe ma anche per ringraziare amici e parrocchiani, anche questo Natale, proseguendo una tradizione iniziata nel 2007, padre Lucio espone la sua collezione nell’abside della chiesa parrocchiale.
Ad oggi sono più di trecento i pezzi esposti e non ce n’è uno uguale all’altro.
I presepi sono fatti con i materiali tradizionali (legno, vetro, terracotta...) ma anche con materiali originalissimi (pane, pasta, zucchero, cannella, chiodi di garofano, cera vergine,...) e sono costruiti dentro noci, mandorle, nocciole, pistacchi, castagne, funghi, mele, melograni, conchiglie.
Chi visiterà la mostra avrà occasione di vedere, oltre ai tradizionali presepi napoletani protetti sotto la campana di vetro, alcune realizzazioni sicuramente curiose: un presepe collocato in una mezza rosetta di pane, un altro di zucchero, uno su una mattonella e un altro sulla radice di un albero, uno composto di sassi colorati, uno fatto con la canna di bambù e poi i più piccoli (per ora) in un tappo di spumante, nel guscio di una noce e, addirittura, nella buccia di un pistacchio, tanto minuscolo da stare comodamente sul polpastrello di un dito della mano.
La mostra sarà aperta fino al 2 febbraio 2010 e potrà essere visitata negli orari di apertura della chiesa parrocchiale (ma non durante le celebrazioni liturgiche) oppure per appuntamento.
La chiesa di Santa Maria Regina Mundi si trova a Roma, in via Alessandro Barbosi, 6.
Informazioni e appuntamenti possono essere richiesti per telefono ai numeri Tel. 06 263798, fax 06.23269025 o per e-mail: parrocchia@mariareginamundi.org.
Una visita virtuale della mostra è possibile sul sito web della parrocchia: http://www.mariareginamundi.org