
Un gruppo di ricercatori del dipartimento di Medicina sperimentale della Sapienza di Roma ha individuato un importante meccanismo responsabile del medulloblastoma, il più comune tumore cerebrale maligno dell’età infantile.
Una delle cause più frequenti di questo tipo di neoplasia è l’aumento di attività della proteina cellulare Gli1. Il gruppo della Sapienza ha scoperto che normalmente Gli1 è in equilibrio tra due forme: “spenta” e “accesa”.
L’accensione o lo spegnimento di Gli1 è determinata da una piccola molecola di acido acetico che, legandosi a Gli1, agirebbe come un vero e proprio interruttore.
A regolare tale interruttore sono a loro volta due proteine: HDAC1, che rimuove la molecola di acido acetico da Gli1 accendendolo e REN che invece determina un aumento del legame di acido acetico e l’inattivazione di Gli1.
La rottura di questo equilibrio rappresenterebbe quindi un passaggio fondamentale nello sviluppo del medulloblastoma.
“Dalle nostre osservazioni – sottolinea il professor Alberto Gulino, direttore del laboratorio di Oncologia molecolare dove è stata effettuata la scoperta - è risultato che alcuni farmaci, gli inibitori delle deacetilasi, sono in grado di agire sull’interruttore molecolare, inattivando Gli1.
Ciò potrebbe rappresentare una valida strategia terapeutica per contrastare il medulloblastoma”.
I risultati di questa ricerca alla quale hanno lavorato in particolare Gianluca Canettieri, Lucia Di Marcotullio, Azzura Greco e Sonia Coni, sono stati pubblicati online il 17 gennaio 2010 sulla prestigiosa rivista Nature Cell Biology.
Fonte: Università La Sapienza, Roma