
È iniziato in sordina ed ora è arrivato a quello che - in senso positivo - è un punto di non ritorno. Il movimento per gli orti urbani e condivisi nel VI Municipio è ormai una realtà che durante la riunione del 13 Gennaio ha anche incassato il supporto del presidente Palmieri.
I partecipanti al gruppo Facebook in breve tempo è cresciuto in modo esponenziale fino a raggiungere oltre 300 membri. Le adesioni per la creazione dell’orto hanno raggiunto la superficie di 245mq. Il movimente è supportato da un movimento trasversale che abbraccia comitati e cittadini di tutte le età. Per ora ogni aspirante ortista è entrato a far parte del Vivaio Diffuso, ovvero la coltivazione a domicilio di una piccola piantina di pomodori che - si spera - inizierà a dare i suoi frutti nell’orto urbano e sociale dell’Acquedotto Alessandrino.
Sembra insomma destinato a buon fine questo esperimento che intende allargarsi a tutto il VI Municipio attraverso una rete/federazione di Orti urbani e sociali. Un progetto di trasformazione urbana che sta raccogliendo sempre più consensi superando lo scetticismo di una popolazione (quella di Torpignattara, della Marranella, delle Vigne e del Quadraro) da troppi anni "illusa" da progetti di riqualificazione che alla fine hanno avuto solo il risultato di ingrassare le tasche dello speculatore di turno.
Questa volta si è partiti dal basso, dalla partecipazione diretta della popolazione, dal coinvolgimento. Ed oggi 15 Gennaio, questa percorso, è stato simbolicamente avviato con la posa della "prima pietra" del futuro Orto dell’Acquedotto Alessandrino.
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