Roma 12 marzo 2010
22 gennaio 2010

LUIGI LO CASCIO IN CATTEDRA PER GLI STUDENTI DELL’ACT-MULTIMEDIA DI CINECITTÀ

LUIGI LO CASCIO IN CATTEDRA PER GLI STUDENTI DELL'ACT-MULTIMEDIA DI CINECITTÀ
MUNICIPI E QUARTIERI

Nel film di Pupi Avati ‘Gli amici del Bar Margherita’ era un ladruncolo di auto ma ieri pomeriggio, al teatro 9 degli Studios di Cinecittà, Luigi Lo Cascio è stato molto di più: un attore di fama internazionale perfettamente in grado di sedersi (letteralmente) in cattedra per una ‘Lezione Eccellente’ di fronte agli studenti di una delle più importanti scuole di cinema del nostro paese, l’Accademia di Cinema e Televisione di Cinecittà - ACT Multimedia (www.actmultimedia.tv)

La risposta dei ragazzi, che nelle due ore precedenti all’incontro avevano assistito alla proiezione del film ‘Gli amici del Bar Margherita’ del regista Pupi Avati, dove l’attore palermitano recita la parte di ‘Manuelo’, un ladruncolo di auto, è stata più che entusiasta. Gli studenti hanno infatti dimostrato di amare l’attore e di conoscere molti particolari della sua carriera, fin dai suoi esordi di attore teatrale, a cui Lo Cascio è molto legato.

“Io ho cominciato facendo teatro di strada – ha raccontato, partendo dalle sue prime esperienze – un teatro in cui si parlava palermitano, in cui la turneé al massimo voleva dire passare la notte nelle stazioni. Solo quando Federico Tiezzi mi ha chiamato per una particina in ‘Aspettando Godot’ ho fatto una tourneé vera e ho capito che cosa voleva dire essere attore, è allora che ho deciso che era ciò che volevo fare.
Ma fino a quel momento ero uno studente di medicina, al cinema avevo visto sì e no una quindicina di film, e che film poi! Non sapevo nulla del cinema, poco della letteratura. E a quel punto ho scelto di entrare in accademia, alla Silvio D’Amico”.

E qui l’attore ha dato un consiglio importante agli allievi dell’ACT Multimedia, che studiano e sognano di diventare, per lo più, attori o registi: “Studiare in una scuola è una grande opportunità – ha detto –.
Intanto ti dà la possibilità di mettersi alla prova in ruoli che altrimenti, agli esordi, nessun regista ti darebbe. Ma la cosa fondamentale è nell’essere in tanti e sapersi osservare a vicenda. Ognuno di voi è unico, a partire dalla fisicità: questa è una cosa che nessuno vi potrà togliere e sulla quale potrete lavorare nel tempo per valorizzare le vostre specifiche caratteristiche. Ma quello che è importante ora, da studenti, è considerarsi con un po’ di umiltà e concentrarsi sull’essere coro, sfruttare le sguardo collettivo, più che puntare sull’individualità”.

Consigli importanti ma che certo non hanno esaurito la curiosità dei ragazzi che hanno voluto andar avanti nelle loro domande nonostante si fosse già ben oltre il tempo stabilito per l’incontro: domande a cui Lo Cascio ha insistito per rispondere.
Molto si è parlato, per esempio, della differenza tra teatro e cinema, un tema caro all’attore. “All’inizio ero convinto che il teatro fosse una forma d’arte superiore al cinema, solo col tempo ho capito che sono due cose del tutto differenti.
Cambiano i tempi, cambia il rapporto dell’attore con il personaggio, cambia anche il modo di affrontare quel momento che precede l’entrata in scena – ha spiegato – E poi è diverso il patto tacito che ci crea tra l’attore e il pubblico.
Nel teatro ti si chiede di calarti del tutto nel personaggio, di sparire dietro a una maschera che è molto pesante. E questo rende forse più difficile entrare nel personaggio, ma rende anche più facile interpretare, successivamente, un personaggio diverso.
Il cinema è diverso, lì ci sei tu come persona in carne ed ossa, ha il tuo modo di essere e rendere quel personaggio, e in qualche modo ti rimane addosso, dopo è più difficile essere credibile in un ruolo del tutto differente: io ad esempio rimango sempre in qualche modo legato alla figura di Peppino Impastato “ (interpretato nel film ‘I Cento Passi’ che nel 2000 gli è valso il David di Donatello e l’inizio di una magnifica carriera nel cinema).

Il rapporto dell’attore con il pubblico; un tema importantissimo per Lo Cascio.
Tanto che alla domanda su cosa pensasse dell’esclusione del film ‘Baaria’ di Tornatore, dove lui ha avuto una parte, dagli Oscar, ha affermato: “Come dice Tornatore, l’importante è l’accoglienza del pubblico, e Baaria in USA ha ricevuto un consenso ottimo”.

Una frase, infine, ha colpito particolarmente gli studenti. Ad una delle domande poste da una ragazza l’attore ha infatti risposto: “Essere un attore ti porta ad incontrare tante cose, tanti ruoli, e può portarti a cambiare il tuo modo di essere, io direi ‘ad espanderti’.
Può succedere che gli amici, le persone che abbiamo intorno, non riescano a comprendere questo nostro cambiamento o non sappiano sostenerlo. Beh io dico che questo non deve preoccuparvi, perché questo è un loro problema”.

LUIGI LO CASCIO.
Nonostante abbia poco più di 40 anni Luigi Lo Cascio può vantare una carriera eccezionale sia nel teatro, dal quale ha cominciato, sia nel cinema. Dell’attore è importante ricordare per il teatro le parti avute in ‘Ager Sanguinis’ di Carlo Quartucci, ne ‘La sposa di Messina’ di Elio De Capitani, ne ‘La morte di Empedocle’, ‘La figlia dell’aria’ e ‘Il figlio di Pulcinella’di Roberto Guicciardini’ e ancora in due straordinari allestimenti di Amleto e del Sogno di una notte di mezza estate di Carlo Cecchi.
Tra i lavori per il cinema vanno invece ricordati, oltre a ‘I cento passi’ che lo ha reso famoso, ‘Luce dei miei occhi’ di Giuseppe Piccioni (2001), ‘Il più bel giorno della mia vita,’ di Cristina Comencini (2002), ‘La meglio gioventù’ di Marco Tullio Giordana (2003), ‘Buongiorno, notte’ di Marco Bellocchio (2003), ‘Mio cognato’ di Alessandro Piva (2003), ‘Occhi di cristallo’di Eros Puglielli (2004), ‘La vita che vorrei’ ancora con il regista Giuseppe Piccioni (2004), ‘La bestia nel cuore’ di nuovo con Cristina Comencini (2005), ‘Mare nero’ di Roberta Torre (2006), ‘Il dolce e l’amaro’ di Andrea Porporati (2007), ‘Miracolo a Sant’Anna’, del regista Spike Lee (2008) e ‘Sanguepazzo’di Marco Tullio Giordana (2008). Nel corso dell’ultimo anno Luigi Lo Cascio è stato interprete di ben tre film: ‘Gli amici del bar Margherita’ di Pupi Avati, Baaria di Giuseppe Tornatore e, per ultimo, ‘Noi credevamo’di Mario Martone (2010).

Comunicato stampa - editor: Maria Cristina
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