Roma 2 settembre 2014

"Le voci di Cassandra" alla necropoli di Via Portuense

Comunicato stampa - editor: M.C.G. | Data di pubblicazione 14 giugno 2012
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"Le voci di Cassandra" alla necropoli di Via Portuense
MUNICIPI E QUARTIERI

Nuova vita per la cultura. Dove? Nelle necropoli post-moderne. Il nuovo polo culturale di Roma “Drugstore Gallery Portuense” presenta “Le voci di Cassandra”: 16 giugno performance creativa con visita del sito archeologico e buffet. Posti limitati.

Il 16 giugno nella cornice d’eccezione del Drugstore Gallery Portuense (Via Portuense 317) l’Accademia della Lettura dell’Associazione Donne di Carta con il patrocinio della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma presenta “Le voci di Cassandra”, dal romanzo “Cassandra” di Christa Wolf, proposto eccezionalmente per il Drugstore Gallery Portuense in data unica dal gruppo “Festina lente”.

Si tratta di una vera e propria performance creativa che si delinea come una originale esperienza di ascolto e di condivisione dell’oralità in linea con la filosofia dell’Associazione Donne di Carta e con la nuova veste assunta dal sito archeologico del Drugstore Gallery Portuense.
Un bene culturale di 2000 anni quest’ultimo, reso fruibile ai visitatori dopo un’attenta attività di scavo e di consolidamento che ha portato alla musealizzazione di un’antica area cimiteriale per decenni inglobata nell’edificio del Drugstore commerciale di via Portuense.
Un intervento di recupero che assegna al Drugstore Gallery Portuense il prestigioso ruolo di nuovo polo culturale capitolino, uno spazio ancora poco conosciuto, dove la cultura può muoversi al passo con i tempi moderni attraverso eventi, attività culturali, laboratori, sempre legati alla valorizzazione del contesto storico e archeologico ospitante.

“E’ un evento unico nel suo genere - dichiara l’archeologa Laura Cianfriglia, responsabile di zona (Municipio XV) della Soprintendenza Speciale per i beni Archeologici di Roma - perché “Le voci di Cassandra”, presentazione quasi sperimentale di un romanzo dal carattere intenso e suggestivo, è cucito addosso all’area storica che ospita queste voci e che è, a sua volta, un ambiente sui generis, dove non c’è distanza tra chi parla e chi ascolta, dove la bellezza di tombe e mosaici letteralmente circonda il pubblico senza vetrate o cancellate a fare da schermo.
L’area archeologica del Drugstore Gallery Portuense comprende una struttura romana di cinque ambienti che sarà oggetto di visita guidata dopo lo spettacolo” .

“Le voci di Cassandra” risuonano nella poesia di pietra rappresentata dall’area archeologica ospitante, un ambiente intimo e prezioso riservato a pochi (i posti sono limitati), e l’itinerario guidato tra gli ambienti della necropoli segna la giusta conclusione di un evento che nasce come ri-lettura non tradizionale del passato.
Nella versione del romanzo presentata dal gruppo performativo “Festina lente”, infatti, Cassandra diventa il simbolo di tutti coloro che lottano contro la guerra e contro l’abbrutimento che provoca in chi la vive sia che la si vinca sia che la si perda.
Come il luogo speciale che ospita le sue voci, Cassandra racchiude in sé l’antico e il moderno e mostra a chi la ascolta che la distanza tra il nostro presente e il suo passato si annulla, perché gli uomini non smettono di ripetere i propri errori.

“Leggere non significa solo leggere un libro – specifica Sandra Giuliani, Presidente dell’Associazione Donne di Carta – ma vuol dire anche saper comprendere e interpretare sempre la realtà che ci circonda attraverso tutti i linguaggi possibili e soprattutto fuori dai circuiti tradizionali: non solo nelle librerie o nelle biblioteche come luoghi di cultura, ma nell’intero quartiere, nello spazio che viviamo tutti i giorni.
Officine, tintorie, pizzerie, concessionari, agenzie, fiorai, edicole, bar e siti archeologici proprio come il Drugstore Gallery Portuense, un vero laboratorio dove sperimentare la ri-lettura del passato attraverso il presente e viceversa, una Casa dell’oralità e della bibliodiversità”.

Al termine dell’evento buffet e visita guidata all’area archeologica del Drugstore. _ Posti limitati. Data unica: 16 giugno alle ore 21.00

www.donnedicarta.org

La Necropoli della Via Portuense – “Drugstore Gallery Portuense” fa parte di un’area archeologica compresa tra via Q. Majorana, via Portuense, viale di Vigna Pia e via Giuseppe Belluzzo dove gli scavi archeologici hanno restituito già dagli anni Cinquanta il tracciato basolato dell’antica via Campana e dell’antica via Portuensis, insieme ad una vasta necropoli di età imperiale, un mausoleo e un complesso termale che si estendevano ai lati delle due grandi direttrici viarie. _ Lungo la via Portuense, coincidente nel tratto prospiciente l’area archeologica di Pozzo Pantaleo con l’asse stradale antico, lungo entrambi i lati sono state rinvenute un’area di impianti idraulici e una serie di tombe a camera Tra queste, il complesso archeologico del Drugstore, composto da cinque ambienti in parte ricavati nel tufo e in parte costruiti in muratura. La tomba più grande presenta resti di affreschi con motivi geometrici, floreali e nature morte. Il tutto era arricchito con decorazioni in stucco, delle quali si conserva in posto quella della nicchia centrale a forma di conchiglia.
Molto ben conservato – ad eccezione di una fossa per inumato che lo ha tagliato nella parte destra - è il pavimento a mosaico bianco e nero: vi sono rappresentati lungo i lati satiri vendemmianti alternati a quattro grossi vasi (kantharoi).
Al centro, una figura maschile che brandisce un’ascia è stata identificata con Licurgo, un personaggio del mito di Dioniso, mentre assale la ninfa Ambrosia la quale per difendersi si trasforma in un ramo di vite. La tomba D, un colombario di forma rettangolare, ha tre lati scavati nel tufo e il quarto in muratura: su questa parete, che presenta una decorazione floreale e alcuni graffiti, si aprono 4 file di 10-13 nicchie ciascuna con foro rettangolare sul fondo per la deposizione delle ceneri dei defunti. Il pavimento è in cocciopesto.

L’Associazione Donne di Carta nasce a ottobre del 2008 con l’intento di costruire una rete di solidarietà tra tutti gli attori della filiera editoriale. Come formula attiva della promozione della lettura viene utilizzata l’esperienza delle Persone Libro, progetto ideato a Madrid da Antonio Rodriguez Menendez (Proyecto Fahrenheit 451 las personas libro) e di cui l’associazione diventa portavoce in Italia. Sono persone che imparano a memoria brani di libri e li portano in giro dicendoli ad alta voce tra la gente: un repertorio orale che ad oggi contempla oltre 200 brani. Il viaggio delle Persone Libro ha portato lontano, fino all’ideazione di una Carta dei Diritti della Lettura – pubblicata da Il Caso e il Vento – che ha ricevuto una medaglia di rappresentanza del Presidente Napolitano.
Per accogliere un’idea di lettura sempre più ampia e interdisciplinare prende forma l’Accademia della Lettura, ultima creatura dell’Associazione, un laboratorio itinerante di proposte e di eventi culturali elaborati e realizzati in collaborazione con tutti i soggetti che credono nel valore della Bibliodiversità. www.donnedicarta.org - personelibrodonnedicarta.wordpress.com

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