
Riceviamo dalla Fondazione Isabella Scelsi e pubblichiamo:
La Fondazione Isabella Scelsi è lieta di annunciare che Martin Scorsese ha inserito la musica di Giacinto Scelsi nella colonna sonora del suo ultimo film Shutter Island, con Leonardo Di Caprio, Ben Kingsley e Max von Sydow.
È la prima volta che la musica del compositore italiano, straordinario utopista e visionario, viene utilizzata in un film.
I due acclamati capolavori Quattro pezzi per orchestra (ciascuno su una nota sola) e Uaxuctum, nell’interpretazione dell’Orchestra Sinfonica della Radio di Vienna e del Concentus Vocalis diretti da Peter Rundel, si inseriscono perfettamente nell’atmosfera densa di mistero e di tensioni introspettive dello straordinario thriller psicologico di Martin Scorsese. La composizione Uaxuctum è inserita anche nel CD Soundtrack di Shutter Island.
All’entrata dell’Italia in guerra, nel 1940, Giacinto Scelsi (1905-1988) si trovava in Svizzera, dove rimase per tutto il periodo del conflitto; qui il compositore iniziò un lavoro di tipo teorico fondamentale per gli sviluppi futuri della propria musica. Visse anni molto travagliati, coincidenti con una irreversibile crisi di tipo creativo-musicale; trascorse un periodo in una clinica svizzera per malattie nervose - nei pressi di Losanna - dove tenne tra l’altro una serie di conferenze sulla creatività, di un’apertura e di una lungimiranza da potersi considerare premonitrici dei suoi successivi e futuri sviluppi creativi.
Scelsi uscì dal periodo di crisi con un lavoro molto profondo di analisi introspettiva, sperimentando a lungo il ribattere su un pianoforte – che aveva trovato all’interno della clinica - del suono di una nota sola. Da qui nascono i Quattro pezzi (ciascuno su una nota) per orchestra da camera composti nel 1959 ed eseguiti in prima assoluta a Parigi nel 1960, sotto la direzione di Maurice Leroux.
Opera-manifesto, Quattro pezzi per orchestra inaugurano la terza fase creativa di Scelsi: avvia quel viaggio all’interno del suono che caratterizza tanta parte della sua produzione successiva. La composizione è suddivisa in quattro movimenti, ciascuno dei quali si sviluppa su una sola nota; ricorre l’uso di micro-intervalli e un uso massiccio di strumenti gravi.
Uaxuctum, “La légende de la cité Maya, détruite par eux-même pour des raisons religieuses” per onde Martenot, sette percussionisti, coro e orchestra è del 1966 ed è stata eseguita in prima assoluta 21 anni dopo a Francoforte diretta da Hans Zender.
Prima delle tre opere per coro e orchestra – insieme con Konx-Om-Pax e Pfhat – del tardo periodo compositivo, Uaxuctum è in cinque movimenti, di estrema complessità per l’interpretazione soprattutto nelle parti del coro che presentano una scrittura fortemente innovativa.
Info: Fondazione Isabella Scelsi, via S. Teodoro 8, Roma, tel 06 69920344, fondazione@scelsi.it; www.scelsi.it