Roma 24 novembre 2014
19 giugno 2012

Inaugurato un nuovo "campo", su base etnica, per le comunità rom e sinte

Comunicato stampa - editor: M.C.G.
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Si apre infatti oggi il «villaggio attrezzato» La Barbuta: una giornata di lutto per i diritti umani.

Sono iniziate ieri mattina le procedure di ingresso all’interno del nuovo «villaggio attrezzato» realizzato dall’amministrazione comunale di Roma.
La struttura, destinata ad accogliere circa 650 persone rom, si trova tra il Grande Raccordo Anulare, la linea ferroviaria Roma-Cassino e l’aeroporto "G.B. Pastine" di Ciampino, lontana dal contesto urbano, recintata, videosorvegliata,.
Il «villaggio attrezzato» La Barbuta è il primo "campo nomadi" di tale grandezza costruito ex novo a Roma negli ultimi 7 anni.
Alcune organizzazioni internazionali, tra cui lo European Roma Rights Centre (Centro Europeo per i Diritti dei rom), hanno più volte sottolineato come l’Italia sia il "paese dei campi" perchè «il solo paese in Europa a promuovere un sistema di ghetti, organizzato e sostenuto pubblicamente, con lo scopo di privare i rom di una piena partecipazione alla vita italiana, o addirittura di avere un contatto e dei rapporti con essa».

Secondo l’Associazione 21 luglio spetterà al Comune di Roma dimostrare ai cittadini romani che i 10 milioni di euro già spesi per la costruzione del nuovo «villaggio attrezzato», più quelli che dovrà erogare a tempo indeterminato per adempiere ai compiti di gestione e vigilanza (circa 3 milioni di euro l’anno), sono da considerarsi un investimento proporzionale ad accogliere i 650 rom in una condizione di esclusione sociale e segregazione piuttosto che disporre altre soluzioni più economiche e valide per cittadini italiani e stranieri, rom e non rom. D’altra parte a nessuno potrebbe apparire adeguata una soluzione abitativa escludente e segregativa, concepita, per esempio, per soli cittadini asiatici, africani o magari ebrei.

La giornata di ieri è stata una giornata di lutto per i diritti umani, una prova di come il Comune di Roma ha deciso di reiterare il già citato «sistema dei ghetti», optando così per una scelta antistorica, antieconomica e discriminatoria. Una scelta che condanna ancora una volta il futuro dei bambini e dei ragazzi rom, oscurando con una coltre di discriminazione istituzionale i loro sogni e le loro speranze racchiusi all’interno delle "gabbie" di un "campo nomadi".

«L’inaugurazione del “villaggio attrezzato” - ha commentato il presidente dell’Associazione 21 luglio Carlo Stasolla - sarà un giorno giudicata dalla storia con severità e indignazione. Per essa tutti noi dovremmo provare profonda vergogna».

http://www.21luglio.com

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