
Con la pulizia del parco di via Meuccio Ruini, senza saperlo, è stato restituito valore ai principi di cooperazione cui lo stesso Ruini credeva.
L’iniziativa è stata un grande successo frutto della convergenza di forze di diverse associazioni che hanno portato i loro iscritti e coinvolto i cittadini.
L’associazione Crisalide il sito Collianiene.org, Legambiente e il Comitato di Quartiere hanno organizzato nei minimi dettagli l’evento e in questo cerchio della cooperazione non è mancato il Comitato Soci Coop che ha ristorato i presenti con acqua, bibite e merendine.
Grande affluenza all’evento, circa 150 persone, compresi diversi bambini. L’appello lanciato dalle associazioni è stato ascoltato e in una mattinata di festa dedicata ad una sana cooperazione ecologica siamo, tutti insieme, riusciti a riprenderci un parco per decenni abbandonato.
Decine di bustoni di immondizia sono stati raccolti e l’anfiteatro del parco è tornato ad assumere il suo maestoso aspetto.
Non poteva mancare in tale contesto il dibattito pubblico che avrebbe dato all’evento più ampia valenza sociale estesa a tutte le istituzioni.
Il V Municipio e parte dei suoi consiglieri hanno accettato l’invito dei cittadini ed hanno partecipato ad un aperto dibattito pubblico tenuto nell’anfiteatro appena ripulito.
Il Presidente del Municipio ha confermato i timori che ormai noi tutti abbiamo: le competenze ed il budget assegnato al Municipio sono assolutamente esigue e non permettono di svolgere le funzioni che la cittadinanza si aspetta.
Ma continuare a parlare e concertare piani di miglioramento basati esclusivamente sulla buona volontà di tutti non presuppone grandi investimenti se non di risorse umane.
Consapevole di ciò il presidente Caradonna ha accolto la richiesta del Comitato di Quartiere per uno o più incontri in Municipio per presentare e discutere le problematiche del quartiere su cui fare insieme un piano di lavoro.
Durante questa intensa mattinata di lavori e discussioni si è raggiunto certamente un terzo importantissimo obiettivo e cioè quello di sensibilizzare i cittadini nei confronti del verde, favorendo un cambio di mentalità: il bene pubblico è di tutti e quindi anche nostro e come tale dobbiamo rispettarlo. La numerosa affluenza dimostra che i cittadini del quartiere sono attenti alle problematiche ambientali.
Quest’esperienza si ripeterà più allargata, per creare un piano comune di rinascita culturale del quartiere. In questo contesto vogliamo chiudere questo articolo riproponendo le due grosse problematiche da anni non risolte e che continuano a pesare in aggiunta ai tanti problemi del nostro quartiere e limitrofi: i fumi tossici sprigionati dai roghi che costantemente vengono accessi da ignoti nell’area degli ex campi nomadi e il depuratore Roma Est di Acea, che con i miasmi avvertiti nelle sue adiacenze, costringe i residenti a chiudersi in casa per sfuggire al fetore che si espande nell’aria soprattutto dalle ore notturne fino alla tarda mattinata.
Ci aspettiamoche i responsabili municipali, pur nei limiti delle loro circoscritte competenze, che si facciano portavoce delle richieste del CDQ e dei cittadini verso gli operatori e gli Enti istituzionali nei quali, alla luce dei fatti, non si ravvisa la responsabilità civile, tecnica e giuridica di questo stato di cose.