
23 ottobre 2011
HBC: Scott Henderson, Jeff Berlin, Dennis Chambers TRIO
al Cross Road Jazz Club
HBC è nato da una sfida, dalla genialità e da un accordo mancato. Era il 2009 quando c’era da organizzare un tour in Asia. Jeff Berlin e il suo manager/amico Alejandro Orellana si trovano di fronte al dilemma del chitarrista. Dennis Chambers era già del gruppo, aveva accettato, aveva suonato con Jeff in occasione molte volte, ma ancora mancava la chitarra giusta. Un paio di tentativi erano stati fatti ma per motivi contrattuali non si era giunti a nessun accordo. Poi alla fine la classica lampadina si accese e gli dei del jazz non mancarono di benedire l’intuizione: Scott Henderson era parte integrante del trio. Tutti vengono dal mondo del jazz/rock, dalla fusion, già avevano condiviso il palco gli uni con gli altri, ma solo da quel tour del 2009 sono i responsabili di questa magia chiamata, semplicemente, HBC. Si perché è la magia dell’ interplaying a rendere la band unica. Nelle parole di Jeff Berlin il piccolo grande segreto: "suoniamo anche per noi". Giocano sul palco cercando di sorprendersi, di strapparsi a vicenda l’occhiolino, ma non solo, sono spiriti fraterni sempre: durante le lunghe trasferte, aspettando aerei, cenando alle 3 del mattino dopo una giornata di lungo viaggo. E alla fine di questo affiatamento ne giovano tutti: e il pubblico indubbiamente. La band oramai è solida, ha alle spalle concerti in varie latitudini di tutto il mondo, da Tokyo a Quito, da Città del Messico a Manila. È la prima volta che il gruppo si esibisce in Europa, grazie all’accordo tra Artemedios (Alejandro Orellana) che rappresenta il trio nel resto del mondo e Emmeci (Patrizio Chiozza) che rappresenta Scott Henderson nel vecchio continente. Le date sono parecchie e ci arrivano dopo il Sud America e l’immancabile passaggio per l’Asia. Il repertorio è quasi un tributo al grande Wayne Shorter ai miti della fusion insieme a composizioni originali, dove l’energia di un debordante Henderson (Tribal Tech, Jean-Luc Ponty, Joe Zawinul, Victor Wooten) si unisce alla musicalità del basso di Berlin (John McLaughlin, Bill Bruford, Yes, Allan Holdsworth), che va molto piu in la del suo lavoro ritmico.