Roma 20 marzo 2019
16 luglio 2010

Teatro Cassandra

La collocazione, nell’indefinito spazio scenico, così come nella realtà, di esistenze costrette ad indagare sulla loro stessa presenza, all’interno del fondamentale rapporto tra spazio e tempo.

Una quotidianità inquietante.

La ricerca di individualità sparse in sviluppi non lineari (con inizio e fine) ma diversificabili.

La suggestione (nell’umiltà dell’esistenza) del desiderio di appartenere, come singolo individuo e contemporaneamente, a realtà sovrapposte e discontinue.

La ricerca, intimorita, del passaggio più o meno consapevole, da una realtà all’altra.

Questa, velocemente, la linea di lavoro di Cassandra.

Uso di costumi, scene e maschere ideate e realizzate in stretta connessione con la struttura drammaturgica, con il movimento coreografico e con la partitura musicale (strumentale e/o corale).

Lavoro dell’attore incentrato sulla sua non visibilità (protagonismo) e non identificazione di ruolo.

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