Roma 17 maggio 2012

Fondazione Epilessia LICE va a teatro "C’ERAVAMO TROPPO AMATI" - TEATRO GOLDEN

Comunicato stampa - editor: M.C.G.
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Fondazione Epilessia LICE va a teatro "C'ERAVAMO TROPPO AMATI" - TEATRO GOLDEN
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Fondazione Epilessia LICE va a teatro

Giovedì 26 gennaio, al Teatro Golden di Roma, una sera dedicata alla Fondazione Epilessia Lice per assistere alla divertente commedia “C’eravamo Troppo amati” con Michele la Ginestra e Michela Andreozzi.

Attraverso l’acquisto del biglietto, si potrà contribuire alla raccolta fondi in favore della ricerca scientifica sull’epilessia, malattia neurologica che colpisce circa cinquecentomila persone in Italia, con trentamila nuovi casi l’anno.

In

c’eravamo troppo amati

Costo del biglietto € 20,00

Prenotazioni e vendita - Segreteria Organizzativa LICE

Tel. 06.85355590

Fondazione Epilessia LICE e il Teatro Golden ringraziano chiunque voglia partecipare all’evento benefico: un gesto importante per chi ha bisogno, un’occasione per farsi due risate!

Giovedì, 26 gennaio 2012

Michele La Ginestra Michela Andreozzi

C’ERAVAMO TROPPO AMATI

di Pierre Palmade e Muriel Robin traduzione di Michele La Ginestra musiche di Antonio Di Pofi

regia di Roberto Marafante

Dal 10 gennaio a dare corpo e voce a questa fortunata pièce, che ha spopolato nei teatri francesi sarà la coppia Michele La Ginestra e Michela Andreozzi, per la prima volta insieme a teatro, per la regia di Roberto Marafante.

Michele La Ginestra e Michela Andreozzi interpretano due coniugi che dopo sei anni di matrimonio decidono di separarsi …per accorgersi col tempo, quanto possa essere piacevole stare insieme nella separazione! Una serie di gag irresistibili accompagnano i momenti classici del distacco: la separazione dei beni, il cambio di casa, la comunicazione del divorzio ai parenti, l’incontro coi nuovi compagni e l’inevitabile confronto tra prima e dopo…con un finale a sorpresa!

Michele La Ginestra è uno degli attori più amati dal pubblico romano. E’ stato Rugantino e Romolo ne “I figli della Lupa” spettacoli targati Garinei e Giovannini, è direttore del Teatro7 ed autore ed interprete di tantissime commedie teatrali. Nel 2011 ha interpretato in teatro: “A ruota libera”, “Mediano di spinta”, “La bella epoque a Villa Torlonia”, “Banda disarmata”. E’ coprotagonista, nel ruolo di Lanzetta, nella fiction per Rai 1 di “Nero Wolf” con Francesco Pannofino, Piero Sermonti, Giulia Bevilacqua, Andy Luotto per la regia di Riccardo Donna.

Michela Andeozzi è attrice ed autrice televisiva. E’ la sorella del commissario manara nell’omonima fiction Rai, mentre in radio conduce il programma “Brave Ragazze” su Radio 2.

NOTE DI REGIA

Questa commedia è di quelle che ogni autore vorrebbe aver scritto e che ogni attore vorrebbe poter interpretare perché ha l’odore, misteriosamente già sulla carta, di essere un successo. E’ ovvio che a confortarci sono gli anni di repliche esaurite nei teatri francesi, ma ugualmente stupisce come si possa creare quella alchimia che rende divertente, anzi esilarante e insieme intelligente, ma semplice, addirittura vera, una commedia a due personaggi. Il segreto sta sicuramente nell’aver centrato quei sentimenti e quelle dinamiche di coppia nelle quali ci riconosciamo un po’ tutti. E’ come accade a certi personaggi dei film di Walt Disney, la strega non te la puoi immaginare che con quella faccia e così in “C’eravamo troppo amati” chiunque può ritrovare un po’ di sé stesso in questo lui e in questa lei che scoprono quanto si amano dopo aver divorziato. Infatti la loro è una storia d’amore al contrario, che comincia da dove finisce. Quello che ci fa ridere (e magari ci commuove) sta nel vedere come le differenze, più che le uguaglianze, siano le motivazioni forti dell’ innamoramento: il divorzio sembra una medicina amara, ma necessaria perché guarisca il loro amore. Lo spettatore è trasportato da un luogo a un altro, da un tempo a un altro in un susseguirsi di situazioni realizzate con pochi elementi semplici, piene di personaggi che non si vedono, ma che il dialogo rende concreti, in un rincorrersi di scene comiche spesso surreali, ma così vere come i tasselli di un puzzle che alla fine creano una sola immagine: la storia di una”vita”. Il ritmo della narrazione è irresistibile, gli spazi sono creati magicamente da oggetti che si trasformano come giocattoli, il dialogo non perde mai un colpo, ma alla fine è anche uno spettacolo dove vive il piacere di vedere l’appassionato virtuosismo degli attori sopra un palcoscenico.
Roberto Marafante

TEATRO GOLDEN
VIA TARANTO 36
TEL. 06.70493826
info@teatrogolden.it
www.teatrogolden.it

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L’EPILESSIA

Cos’è l’epilessia
L’epilessia è una malattia neurologica che si esprime in forme molto diverse tra di loro. E’ più corretto, quindi, parlare di epilessie al plurale, piuttosto che al singolare. L’epilessia è tra le malattie neurologiche, una delle più diffuse, tanto che è riconosciuta come malattia sociale.
L’epilessia non è una malattia mentale, sebbene a causa di pregiudizi ed ignoranza molto radicati spesso viene considerata tale. Ciò si può tradurre in atteggiamenti discriminatori verso le persone con epilessia che frequentemente non denunciano la loro patologia e possono sviluppare un disagio psichico.

Occorre inoltre distinguere tra epilessia e crisi epilettica:

  • Con il termine crisi epilettica si intende una varietà di sintomi neurologici dovuti a una scarica elettrica anomala, sincronizzata e prolungata di cellule nervose della corteccia cerebrale.
  • Con il termine epilessia, invece, si intende un disturbo neurologico caratterizzato da un’imprevedibile periodicità del verificarsi di crisi epilettiche.
    Normalmente le crisi epilettiche si risolvono spontaneamente entro pochi minuti; se si ripetono in modo ravvicinato o sono molto prolungate, si tratta di uno stato di male epilettico che rappresenta (soprattutto quando le crisi sono di tipo convulsivo) un’emergenza medica che richiede terapia immediata, e talora evolve in situazioni gravi che richiedono ricovero in ambiente rianimatorio.

Cause
Attualmente si ritiene che le cause genetiche siano alla base di alcune delle epilessie che fino a qualche anno fa venivano definite senza causa apparente.
L’epilessia può anche essere causata da un danno cerebrale che intercorre prima o subito dopo la nascita (per es. per un difetto di ossigenazione del cervello nei primi attimi di vita, o per un parto difficile), da malformazioni del cervello, da malattie infettive o degenerative del sistema nervoso, da traumi cranici gravi, da tumori cerebrali, da ictus, da malformazioni dei vasi cerebrali.
In un soggetto predisposto, fattori esterni come stress psico-fisici eccessivi, modificazioni del ciclo sonno-veglia, l’eccessiva assunzione di alcool o di droghe, l’esposizione prolungata a stimoli luminosi intermittenti (anche davanti alla TV o ai videogames) possono facilitare la comparsa di una crisi epilettica.

Prevalenza e Incidenza
L’epilessia conta, solo in Italia, circa 500.000 persone affette e 30.000 nuovi casi per anno, con incidenza più elevata dei bambini e negli anziani. In Europa circa 6 milioni di persone hanno un’epilessia in fase attiva (cioè con crisi persistenti e/o tuttora in trattamento).
In generale, si afferma che l’epilessia interessi globalmente, tra casi attivi e non, circa l’1% della popolazione. La prevalenza dell’epilessia nella maggior parte dei paesi sviluppati oscilla tra lo 0,5 e l’1% della popolazione, con picchi di maggior incidenza nei bambini e nella terza età.
Nei tre quarti dei casi l’esordio è prima dei 20 anni, in un quarto le crisi possono essere frequenti e resistenti alla terapia.

Diagnosi Per la diagnosi di epilessia è necessaria un’accurata valutazione clinica dei sintomi e della storia clinica. Dal punto di vista delle indagini, sono necessarie:

  • L’elettroencefalogramma (EEG): rileva l’attività elettrica del cervello ed è un’analisi fondamentale nella diagnosi dell’epilessia, ma un EEG normale registrato al di fuori di una crisi non esclude la diagnosi di epilessia.
  • La risonanza magnetica e la TAC cerebrale : sono esami fondamentali per dimostrare l’eventuale presenza di una alterazione cerebrale che può essere la causa dell’epilessia
  • Esami di laboratorio: sono indicati per accertare o escludere cause specifiche.

Le terapie

  • Approccio farmacologico: è il primo tipo di trattamento dell’epilessia, basato sulla somministrazione di farmaci antiepilettici, che con diversi meccanismi stabilizzano le proprietà elettriche della membrana delle cellule nervose, impedendo così il verificarsi delle scariche elettriche spontanee. Si tratta perciò di una terapia sintomatica che non elimina la causa dell’epilessia.; essa garantisce però una vita normale a molti pazienti che altrimenti sarebbero gravemente limitati o minacciati dal ripetersi delle crisi epilettiche.
  • Terapia chirurgica: in alcuni dei pazienti farmaco-resistenti si può tentare l’asportazione della regione cerebrale (nella maggior parte dei casi si interviene sul lobo temporale) da cui originano le crisi epilettiche. È perciò necessario che questa regione sia ben identificabile come origine delle crisi epilettiche e che la sua rimozione non comporti deficit neurologici gravi. La terapia chirurgica spesso porta a una guarigione completa. Attualmente in Italia vengono operati circa 200-250 pazienti per anno mentre i possibili candidati si aggirano attorno ai 7000-8000.
  • Stimolazione del nervo vago: è indicata in casi di epilessia farmacoresistente in cui la terapia chirurgica non sia possibile o sia controindicata. La sua efficacia è inferiore a quella della terapia chirurgica ma è stata dimostrata in una serie di studi clinici. Come la terapia chirurgica, la stimolazione del nervo vago richiede l’assistenza da parte di centri specializzati.
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