Roma 19 gennaio 2019
15 novembre 2012

Sulle cariche della polizia e i manifestanti arrestati

Comunicato stampa - editor: M.C.G.
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Cortei di protesta: è’ stata Roma infatti il teatro degli episodi più gravi.
Diversi i cortei in azione, tra studenti e lavoratori. Scontri molto duri sul Lungotevere tra polizia e corteo degli studenti, dopo un fitto lancio di pietre e bottiglie da parte di questi ultimi, che hanno anche divelto pali segnaletici e lanciato bombe carta.
Jeep blindate hanno poi disperso i gruppi più violenti. Ma c’erano anche tanti adolescenti all’esordio in piazza, scioccati ed impauriti dagli scontri.
Oltre 140 le persone identificate e più di 50 i fermati: 8 sono stati arrestati (tra questi una donna), altri 8 denunciati.

Gli studenti e studentesse della Sapienza in una nota fanno la cronaca della giornata di ieri:

"A Roma oltre cinquantamila studenti delle scuole superiori, delle
università e precari della scuola hanno invaso le strade partendo
dalla Sapienza, da Castro Pretorio, da piazzale Ostiense e da altri
punti della città per contestare le politiche di austerity del Governo
Monti imposte dalla BCE. Nella giornata dello sciopero europeo tutte
le figure atipiche, gli studenti, i disoccupati e gli sfruttati hanno
manifestato un’alternativa al Governo della Troika, rivendicando
diritti, libertà, lavoro e un futuro degno.

Il corteo aveva pubblicamente dichiarato la ferma volontà di portare
la propria voce sotto i palazzi del potere che da troppo tempo ormai
sono protetti da zone rosse inaccessibili al dissenso . Decine di
migliaia di giovani hanno attraversato le vie del centro invadendo il
lungotevere, aggirando i blocchi imposti da uno schieramento di forze
dell’ordine senza precedenti,cercando di conquistare il proprio
percorso metro dopo metro, mettendo in gioco, con determinazione, i
propri corpi.

Per chi non sostiene l’austerity imposta dalla finanza cala la notte
sui diritti, e la polizia torna a dare libero sfogo alla sua violenza.
Insopportabilmente pesante, per la brutalità dei pestaggi, ma ancora
di più per 13 persone, giovanissimi, arrestati e tradotti a Regina
Coeli e a Rebibbia con accuse folli. Parliamo della polizia degli
affari mafiosi di Izzo, di Manganelli, della gratitudine di Stato a
chi massacra inermi cittadini che osano esercitare i loro diritti.

Fa sorridere leggere i titoli dei giornali oggi pomeriggio: molti
utilizzano espressioni come “guerriglia” e “violenza che ha oscurato
le ragion della protesta”. La realtà è ben diversa. Come si vede
chiaramente in tutti i video pubblicati dagli stessi quotidiani, la
polizia ha caricato il Book Block con una violenza senza precedenti,
attaccando la testa del corteo. Contemporaneamente le forze
dell’ordine hanno spezzato il corteo in più punti, chiudendo le vie di
fuga e dando vita ad una vera e propria caccia all’uomo, proseguita
per ore nel centro di Roma.

Una gestione dell’ordine pubblico di questo tipo ricorda il Sudamerica
dei peggiori anni. Inseguire studenti giovanissimi, mettere in pratica
dei sistematici pestaggi a terra, lanciare le camionette in corsa
contro una manifestazione sono degli atti di una violenza inaudita,
contro cui difendersi o provare resistere è inevitabile e legittimo.
Chiediamo che questa volta i partiti, i sindacati, le associazioni
prendano davvero posizione e dichiarino inaccettabile le violenze che
la polizia ha perpetrato nelle strade di Roma.

Il Governo Monti – dei tecnici, ma anche della SantaAlleanza
AlfanoBersaniCasini - in questi giorni sta mostrando il suo vero
volto, un’espressione fatta di rifiuto del dissenso e brutalità per le
strade. Un Governo che non sopporta la voce dissenziente dei giovani.
Ma tutti questi giovani, in centinaia di migliaia in tutta oggi per la
prima volta Europa, si sono riversati per le strade per fermare la
corsa verso l’austerity, la precarizzazione e la dittatura della
finanza.

Rilanciamo per questo un appuntamento di mobilitazione per domani alle
10 con conferenza stampa alle 12 nella facoltà di Lettere e vi
preannunciamo sin da subito che nei prossimi giorni scenderemo di
nuovo in piazza. Noi, a differenza di chi si fa scudo di migliaia di
agenti, non abbiamo alcuna paura."

A tal proposito dichiara Giovanni Barbera, membro del comitato politico romano del Prc-Fds e presidente del Consiglio del Municipio Roma XVII:

"Chiediamo che si faccia immediata chiarezza sui gravi e vergognosi fatti accaduti, oggi, a Roma, durante la manifestazione degli studenti. Un corteo che è stato trasformato in una gigantesca caccia all’uomo, con cariche violentissime e violenze di ogni tipo da parte delle forze dell’ordine nei confronti di giovani ragazzi, alcuni dei quali appena adolescenti, che avevano l’unica colpa di scendere in piazza per difendere il loro futuro.

In queste ore iniziano ad essere pubblicate su internet immagini molto “crude” e inquietanti che testimoniano di una violenza inaudita e intollerabile da parte delle forze dell’ordine nei confronti di giovani studenti inermi che potrebbero essere i nostri figli. Immagini che richiamano alla memoria quanto tristemente successo a Genova 2001. Chiediamo che tutto ciò non rimanga in silenzio e i responsabili di queste vergognose violenze, ma anche della gestione dell’ordine pubblico in piazza fino al Questore, rispondano, al più presto, del loro operato. Ancora una volta qualcuno ha voluto trasformare una radicale, ma pacifica manifestazione, in una mattanza. Una storia, purtroppo, già vista in passato".

Lo dichiara Giovanni Barbera, membro del comitato politico romano del Prc-Fds e presidente del Consiglio del Municipio Roma XVII.

Infine anche l’Unione Sindacale di Base esprime solidarietà agli studenti che stanno manifestando oggi a Roma e condanna le violentissime cariche da parte delle forze dell’ordine, attuate nei confronti di giovanissimi manifestanti, fra cui molti studenti delle scuole medie.

L’impiego di blindati contro gli studenti, che vengono anche inseguiti singolarmente e trascinati sull’asfalto in una “caccia all’uomo” a cui si stanno giustamente opponendo numerosi cittadini romani; l’uso massiccio di lacrimogeni, che sta provocando malori e crisi di panico, costituiscono un comportamento assurdo ed inadeguato che l’USB censura senza riserve.

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