Roma 27 agosto 2016
6 febbraio 2016

"Stop! In the name of love", il nuovo disco della Piccola Orchestra di Tor Pignattara

Comunicato stampa - editor: M.C.G.
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Sono giovanissimi, portano addosso i colori del mondo e vivono a Roma. Li unisce l’amore per la
musica e la voglia di suonare insieme. Sono i componenti della P iccola Orchestra di Tor Pignattara
che, a tre anni dalla formazione, presentano - sotto la direzione artistica di P ino Pecorelli - il loro
nuovo disco: “Stop! In the name of love”.

Otto tracce per raccontare al meglio un sentimento universale: l’amore che in tutte le sue forme, come
la musica, riscalda e unisce. Quello corrisposto e quello abbandonato, per un amico o per la terra natìa.
L’amore per il colore della propria pelle. Quello che supera qualunque barriera culturale, politica e
sociale. Dai classici della Motown, ai brani tradizionali di diverse parti del mondo, per finire con due
tracce inedite.

“Stop! In the name of love” si rivela, da subito, un album dalle atmosfere calde e
avvolgenti che rispecchia l’a nima multietnica della Piccola Orchestra. Un progetto musicale unico in
Italia, che mette insieme ragazzi che vivono nel nostro Paese ma sono figli di stranieri. G iovani talenti
dai 13 ai 18 anni. Piccoli musicisti dai tratti europei, asiatici, indiani o nordafricani, ma in fondo tutti
romani di Roma.

“V eniamo da Centocelle, Tor Pignattara o Ostiense. Siamo italiani di seconda
generazione, è oggettivo, ma per noi il colore della pelle non conta. Siamo tutti uguali”, dicono mentre,
con occhi grandi e appassionati, raccontano il loro terzo album. Un lavoro che “ ci è costato impegno e
fatica” . Ma dimostra anche “quanto siamo cresciuti sia musicalmente che come gruppo. All’inizio fare
musica insieme era un esperimento. Adesso ci sentiamo davvero un’orchestra” .

Ognuno un cuore e uno
strumento per fare un solo battito. Immagine evocata in copertina, nel loro ultimo lavoro che prende il
nome da un classico delle Supremes.
Ma c’è di più. “Stop! In the name of love” include generi diversi. Lingue diverse. Ritmi, suoni e colori
dal mondo attraversando sonorità vicine e lontane. Da “E l emigrante latino”, tradizionale del Sud
America, si cambia atmosfera con “ Is it because I’m black?” di Syl Johnson. Poi un salto nel mondo
arabo con “ Bekotb Ismak ya habibi”, passando per l’America Latina con “ Y tal vez”.

Immancabile
l’omaggio alla canzone italiana con “Come stai” di Domenico Modugno. Ma il cuore dell’album è
composto da due brani inediti, al centro del disco: “ Treska”, un allegro ska strumentale, e “Le grande
homme” , dalle atmosfere rarefatte.

Un mix di musica, cultura, incontro e creatività: i pilastri di un
progetto artistico-sociale, innovativo e ambizioso, ideato nel 2012 da Domenico Coduto per Musica
e altre cose. E realizzato grazie al prezioso contributo della Fondazione Nando Peretti, Fondazione
Alta Mane Italia, Open Society Foundations e SIAE. Un vero e proprio laboratorio musicale pensato
per i ragazzi italiani e immigrati di seconda generazione, con il cuore dappertutto e le radici a Tor
Pignattara, una delle zone più multietniche della Capitale. Un progetto e un album, potremo dire, figli
dell’amore.

“Lo stesso amore che abbiamo deciso di raccontare in musica, in tutte le sue forme”, spiega
Pino Pecorelli, direttore artistico della Piccola Orchestra. Un’orchestra composta da “ ragazzi nati
dall’incontro tra donne e uomini di culture molto diverse che si amano, decidono di vivere insieme e di
mettere al mondo figli che portano sul viso i segni più rappresentativi e belli dell’immigrazione. Quelli del
meticciato, di nuove razze che si formano e sono destinate a costituire la spina dorsale dell’Italia nei
prossimi anni”.

Nata nel 2012, ha prodotto tre dischi e un videoclip. Si è esibita al MAXXI d i Roma per la presenza del
Ministro dell’Integrazione, al T edxRoma, al festival A rezzo Wave e al M ACRO di Roma. Ha
ricevuto il P remio Simpatia consegnato in Campidoglio ed il premio C ultura Contro le Mafie al
Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza. Ideatore e produttore: Domenico Coduto. Direttore
artistico: Pino Pecorelli. Coordinamento socio-educativo: Daniele Cortese.

“Stop! In the name of love” - terzo lavoro dell’orchestra - sarà diffuso tra le associazioni e le
Istituzioni per promuovere il progetto e i valori da esso veicolati.

E’ possibile ascoltarlo gratuitamente su:
SPOTIFY: https://open.spotify.com/artist/1cM0htPxNiR2Bk7N0Zp8xv

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