Roma 24 agosto 2019
29 ottobre 2014

Scontri durante la manifestazione dei lavoratori Ast di Terni

Comunicato stampa - editor: M.C.G.
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Scontri durante la manifestazione dei lavoratori Ast di Terni
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Sono circa 600 i lavoratori dell’Ast di Terni che da stamani hanno dato vita ad un presidio davanti all’ambasciata tedesca a Roma, per protestare contro la decisione della ThyssenKrupp di licenziare 537 dipendenti dell’acciaieria.

Al presidio è poi arrivato anche il numero uno della Fiom, Maurizio Landini, che ha cercato di riportare la calma e parlare con le forze dell’ordine, per poi invitare i lavoratori ad avviarsi in corteo verso il Minisitero delle Sviluppo economico.

Le Le forze dell’ordine hanno impedito lo spostamento e quando sono entrate in contatto con le prime file dei lavoratori, sono partite le manganellate. Alcuni lavoratori sono rimasti feriti. Colpito anche il dirigente Fiom Gianni Venturi.

Al Mise infatti Il ministro Federica Guidi, incontra l’ad della società Lucia Morselli con la quale dovrà affrontare anche il tema dei turni nell’area a caldo dello stabilimento ternano che è stato l’origine del nuovo sciopero ad oltranza. La vertenza della società della Thyssen e le iniziative che il ministro intende intraprendere sono al centro anche del question time alla Camera cui interviene Guidi.

Un portavoce dell’ambasciatore tedesco ha ricevuto cinque operai della Ast di Terni che stavano facendo una manifestazione davanti all’ambasciata. "E’ stato un incontro molto formale, noi abbiamo chiesto l’interesse dell’ambasciata per trovare le condizioni per una trattativa che rispetti in parte le nostre richieste su investimenti, volumi produttivi e un settore commerciale forte". Lo ha detto al termine dell’incontro Stefano Garzuglia, coordinatore Fiom della Ast di Terni che ha aggiunto che il portavoce si è impegnato a trasmettere all’ambasciatore la richiesta. Questa mattina al Mise l’incontro tra l’ad del gruppo Lucia Morselli, il ministro Federica Guidi e il sottosegretario al Lavoro Teresa Bellanova che si è detta ottimista per una eventuale soluzione.

"L’unica mediazione possibile - dice Mario Ghini, Segretario nazionale della Uilm - è che la ThyssenKrupp cambi il piano industriale, ritiri tutte le procedure unilaterali che ha avanzato finora, provveda immediatamente al pagamento degli stipendi, speriamo che il Governo lo dica forte e chiaro al management dell’azienda.

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