Roma 20 maggio 2019
13 maggio 2013

“Una capitale sul mare. A trent’anni dal progetto Litorale ’83, riflessioni su una nuova politica per Roma”

Comunicato stampa - editor: M.C.G.
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Si è svolta venerdì presso la Sala Quaroni del Palazzo degli Uffici all’Eur, la presentazione del libro “Una capitale sul mare. A trent’anni dal progetto Litorale ’83, riflessioni su una nuova politica per Roma”.

All’evento, oltre agli autori Francesco D’Ausilio e Gualtiero Bonvino, hanno preso parte il giornalista del Corriere della Sera Giuseppe Pullara, il senatore Walter Tocci del Pd, il vice-presidente della Camera di commercio di Roma Lorenzo Tagliavanti e il giornalista Silvio Di Francia.

Durante il dibattito gli autori e gli ospiti hanno parlato delle ragioni che hanno portato alla stesura di questo saggio “di urbanistica” che vuole essere anche una “cassetta per gli attrezzi” per la politica e la cultura.

Un modo per rilanciare Roma a partire dal suo litorale, dalle grandissime potenzialità inespresse e a volte addirittura tradite da inquinamento e cementificazione selvaggia.

L’idea è nata a partire dal grande progetto lanciato nel 1983 dal sindaco Petroselli: lo sviluppo di Roma, della sua economia e della sua urbanistica devono mettere al centro la via del mare. Il porto, un ponte sul Mediterraneo, strategico fin dai tempi degli antichi romani, nel corso dei secoli trascurato e marginalizzato a vantaggio di un’espansione, sia economica che urbana, che non ha tenuto conto delle reali esigenze dei cittadini. Un libro “originale”, lo ha definito il senatore Walter Tocci, “in grado di mettere insieme politica e cultura.

D’Altra parte le cose migliori scritte sulla Capitale sono sempre state fatte a partire da politici che si sono messi a disposizione della cultura”. Roma come sarà o come potrebbe essere: una città che recupera la sua anima marittima per lo sviluppo del turismo e per la vivibilità; basterebbe ridare importanza ai traffici marittimi per creare una urbanizzazione più “umana”, che permetta alle periferie di non essere più soffocate e lontane, e al centro di trovare una vocazione diversa.

Come ha ben spiegato uno degli autori, Gualtiero Bonvino, “Roma è l’ultimo avamposto di quell’Italia che ancora funziona. E’ una città che attrae su di se flussi migratori enormi e bisogna per questo migliorare la vivibilità e uno sviluppo informe. Perché negli anni Roma si è disadattata alla socialità: come diceva Pasolini è una cosa immensa e spappolata”.

Per ritrovare la sua anima, è necessario partire dal mare. Integrare le periferie per creare il centro. Silvio Di Francia ha ribadito come una “città che dimentica il suo mare, dimentica la sua anima, il suo essere”: è in questo vuoto che si innesta la decisione degli autori di scrivere questo saggio. Riprendere il tema centrale del mare come risorsa e via di fuga dalla città che “soffoca” per rimettere al centro l’individuo.

D’Ausilio ha infine ribadito quanto sia importante sfruttare le possibilità che vengono dai traffici marini e dalle culture e dai popoli del Mediterraneo: Roma capitale d’Italia e centro del Mediterraneo attraverso il porto di Ostia. Una città che non ha paura di accogliere e che “promuove un nuovo protagonismo civico, basato su sostenibilità e apertura”.

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