Roma 16 ottobre 2019
1 luglio 2013

PORTO DI OSTIA: FALLISCE L’ATI, SALTA IL RADDOPPIO DEL PORTO?

Comunicato stampa - editor: M.C.G.
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Riceviamo da LabUr - Laboratorio Urbanistica e pubblichiamo:

"In data 18 aprile 2013 l’ATI srl di Mauro Balini, la società che ha costruito il porto di Ostia, ha dichiarato fallimento. Dopo 12 anni dall’inaugurazione del porto (23 giugno 2001), rischiano dunque di essere azzerati alcuni degli oneri spettanti alla società, in particolare la realizzazione di una nuova Caserma della Guardia di Finanza ma anche il protocollo d’intesa, firmato il 20 novembre 1998 con i sindacati, che doveva assicurare posti di lavoro e corsi di formazione. La data dell’udienza per l’esame dello stato passivo è stata fissata al 10 luglio presso il Tribunale di Roma.

Ci domandiamo: saranno presenti il Comune di Roma e la Regione Lazio ad accertarsi che l’accordo di programma, ratificato nel 2000 con delibera n.134 dal Consiglio Comunale, sia rispettato a garanzia dei cittadini? Si può autorizzare il raddoppio del porto se ancora la realizzazione del progetto globale precedente risulta incompleta? Tutta l’operazione del porto di Ostia ha vicende urbanistiche a dir poco ‘complesse’ su cui già ci siamo espressi e torneremo, ora si aggiunge anche questa tegola del fallimento.

In realtà non siamo certi che Mauro Balini, al tempo proprietario di stabilimenti balneari come il Plinius e il Kursaal, esca di scena. Infatti Balini risulta socio unico della Porto Turistico di Roma srl, la stessa società che ora ha chiesto e ottenuto il raddoppio del porto e che aveva ricevuto la concessione dall’Amministrazione Marittima in data 30 ottobre 2001.

Date che non tornano visto che dalle visure presso la CCIIAA di Roma l’atto costitutivo della società risulta esser stato redatto il 15 dicembre 2004, cioè 3 anni dopo la concessione. Insomma, che ci sia qualcosa da chiarire prima che i lavori del raddoppio del Porto di Ostia abbiano inizio, è fuori discussione. Tutte le autorità preposte al controllo, in particolare il Comune di Roma, la Regione Lazio e la Capitaneria di Porto, devono esprimersi a riguardo. L’imprenditore faccia giustamente il suo percorso, ma i vari Zingaretti, Marino e Tassone (presidente dell’attuale X Municipio), con i loro uffici, pure. Nel rispetto della trasparenza verso la cittadinanza tutta."

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