Roma 16 dicembre 2019
29 settembre 2015

Lidl. Ruspa scopre cavità. Buccellato: già mappata, nuova ispezione per verifica origine cavità

Comunicato stampa - editor: Redazione Romanotizie
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La vicenda del cantiere LIDL su Via Acqua Bullicante si arricchisce di un nuovo capitolo che chiama in causa direttamente la Soprintendenza che ha dato parere positivo ai lavori, sconfessando anche che l’area sia tutelata dal vincolo Ad Duas Lauros.

In queste ore, infatti, sta rimbalzando sui social network un post del comitato No Cemento Roma Est, che riporta le foto della scoperta di una cavità emersa a seguito degli sbancamenti del cantiere. Le foto sono effettivamente impressionati: sembra l’ingresso ad ambienti ipogei non meglio definiti. Una scoperta che non dovrebbe lasciare stupiti vista che l’area è ricca di gallerie e cunicoli, catacombe e cave. Eppure il fatto che sorga proprio lì dove i vari comitati e associazioni stanno contestando la scelta di erigere un supermercato con parcheggio, acquista un significato maggiore.

Le associazioni, infatti, lamentano da un lato l’assenza del parere della soprintendenza paesaggistica (altro ente competente sull’area), dall’altro l’eccessiva leggerezza con cui quella archeologica ha dato il parere positivo. Secondo i cittadini (e a ben vedere secondo anche la lettera del D.M "Ad Duas Lauros" del 1995) l’area risulterebbe iscritta in un perimetro sotto tutela, ricco di testimonianze archeologiche e vero polmone verde dell’area. In buona sostanza l’area non andava toccata ma semmai andava riqualificata rendendola un parco urbano, archeologico o un’ecomuseo, come da tempo richiesto dall’Osservatorio Casilino (storico coordinamento che proprio nella stessa zona è riuscito a bloccare un piano edificatorio per milioni di metri cubi di cemento).

Insomma i cittadini lamentano l’assenza di una tutela reale dell’area e incolpano la soprintendenza di aver disatteso ai suoi doveri di argine. Per questo motivo abbiamo contattato la Dott.ssa Anna Buccellato responsabile dell’area in cui insiste il cantiere.

Dott.ssa Buccellato cosa risponde ai cittadini che lamentano l’assenza di tutela da parte della Soprintendenza
L’area del cantiere è stata oggetto di indagini preventive come da routine e quindi le autorizzazioni sono frutto proprio di un’attività di tutela preventiva

Adesso però, proprio al centro del cantiere, le ruspe hanno evidenziato una cavità che sembra antica...
In realtà la cavità era già stata mappata ed è un cunicolo moderno scavato nel tufo (novecentesco probabilmente) forse legato ad attività estrattiva. La modernità di deduce dall’ampiezza: gli antichi erano molto più stretti.

Quindi ne conoscevate l’esistenza? E quindi non è un reperto archeologicamente importante?
Come detto era già stato mappato ed è sottoposto a monitoraggio costante in quanto sebbene moderno potrebbe comunque essere l’allargamento di uno antico. Ma il problema vero è quello della stabilità generale di cui la committenza deve tener conto.

Cosa intende?
Al di là dei problemi di natura archeologica la presenza di cavità impone cautele. Per questo motivo richiederemo un’ispezione per escludere l’origine antica di un cunicolo moderno e così facendo richiameremo la committenza al rispetto della normativa vigente in materia di sicurezza

Quindi questa ispezione verificherà un po’ tutta la situazione della cavità ritrovata? E quando avverrà?
L’ispezione, come detto, serve per escludere l’origine antica del cunicolo. La faremo preso. Il rispetto delle regole edificatorie tocca ovviamente a chi sta facendo i lavori che, ovviamente, potrà trarre informazioni utili dalla nostra ispezione

Insomma la cavità era conosciuta e la Soprintendenza sta facendo il suo dovere, tanto che manderà un archeologo in questo cunicolo, per verificarne l’età ma soprattutto per accertare la stabilità complessiva dell’area.

Tutto a posto, quindi? Non tanto.
Al di là dello specifico archeologico, i cittadini lamentano l’assenza di prospettiva nella pianificazione territoriale, lasciata completamente nelle mani dei privati, senza regìa pubblica e, appunto, senza una pianificazione omogenea.
E in effetti, dati comunali alla mano, l’area avrebbe bisogno di tutto meno che di aree commerciali (nell’intorno se ne contano almeno 8): il verde è sotto i parametri di legge, l’inquinamento da polveri sottili alle stelle, mentre gli indici di impermeabilizzazione del suolo sono fra i più alti di Roma.

Quel pezzo di terra e quello che si estende ben più copioso alle sue spalle, appare ai cittadini come una promessa: verde, aria pulita, qualità della vita migliore. Una via d’uscita dal grigiore dei palazzi anni 70 che hanno invaso questo territorio che non più di 50 anni fa era ancora campagna romana.
Una via d’uscita che, forse, non dovrebbe fornire la soprintendenza ma la politica, che però appare sempre più sorda ai reali bisogni dei cittadini e incapace di fare qualsiasi tipo di programmazione a medio e lungo periodo.

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