Roma 19 gennaio 2020
19 dicembre 2015

LIDL. I quartieri e le associazioni in strada contro il cantiere

di CGRN
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Le parole d’ordine sono sempre le stesse: il cantiere è illegale, i vincoli sono stati aggirati, il territorio non può sopportare altro cemento. Parole d’ordine che con il passare dei mesi si sono "appesantite", di documentazione, di dati, finanche di atti amministrativi, diventando così una verità non più ignorabile.

Sono in centinaia, questo pomeriggio, le persone che hanno deciso di rinunciare ai riti pre-natalizi, partecipando ad un corteo bello, semplice e sereno indetto dal Comitato No Cemento a Roma Est. Persone di tutte le età, estrazioni sociali ed etnie hanno sfilato compatti per dire no al cantiere del LIDL. Con la forza di chi sa che ormai c’è poco da perdere e tutto da guadagnare, in una battaglia che sempre di più sembra opporre il buon senso all’affare, l’intelligenza all’ottusità del profitto.

Le carte cantano ed è ormai imbarazzante il silenzio delle istituzioni di Roma, che proprio la tutela della legalità dovrebbero tenere come punto fermo e imprescindibile della loro azione commissariale. I documenti raccolti, infatti, tratteggiano un quadro fosco: un iter approvativo "portato a casa" durante la settimana fra Natale e Capodanno 2014, con una rapidità che mal s’acconcia alla normale velocità di crociera della burocrazia capitolina. Pezzi di documenti che mancano, pareri che mancano, firme che mancano, certificazioni che mancano. Un iter, insomma, che dovrebbe indurre qualsiasi istituzione ad avocare la sospensione in autotutela del cantiere, proprio per approfondire una situazione quantomeno sospetta.

Ed invece nulla. Un silenzio assordante a cui si contrappone la gioiosa festa di oggi che ribadisce ancora una volta un principio che dovrà prima o poi scolpirsi nelle leggi e nei regolamenti di questa martoriata repubblica: le trasformazioni urbane si decidono insieme a coloro che vivono il territorio oggetto di trasformazione. È una regola di buon senso, di civiltà, di giustizia. Una prova che le istituzioni stentano a dare e che questa mobilitazione, questo corteo, queste persone hanno ampiamente superato, dimostrando ancora una volta che i cittadini – anche quelli non stellati – sono anni luce avanti a chi li governa.

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