Roma 22 settembre 2019
27 agosto 2015

L’Isola del Cinema racconta le donne per il Focus European Woman Filmaker

L’Isola del Cinema racconta le donne: madri e figlie di Moretti, ma anche Alda Merini raccontata da Antonietta De Lillo per il Focus European Woman Filmaker
Comunicato stampa - editor: M.C.G.
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L'Isola del Cinema racconta le donne per il Focus European Woman Filmaker
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Giovedì 27 agosto Continuano gli appuntamenti con la selezione Ciak d’Italia all’Arena Groupama. Alle 21.30 in programma Mia Madre di Nanni Moretti (Ita 2015 - 106’- intero €. 6,00, ridotto €. 5,00).

Due gli appuntamenti per questo giovedì di fine estate al Cinelab con i lungometraggi della selezione Ewf- European Woman Filmaker, protagonista di questa giornata Antonietta De Lillo con due film: alle 21.00 La pazza della porta accanto (Ita 2014 - 52’) e alle 22.00 Let’s go (Ita 2014 - 55’- ingresso unico €. 3,00).

A partire dalle 20.30 allo Spazio Luce al Caffè letterario tornano Gli aperitivi musicali. Alle 21.30 in programma la presentazione del libro Liberate il lupo è innocente di Laura Armanni e Alessia Pisiconi.

Mia madre è un film del 2015 diretto da Nanni Moretti e scritto dal regista insieme a Francesco Piccolo e Valia Santella. Il film è interpretato da Margherita Buy, John Turturro, Giulia Lazzarini e dallo stesso Moretti, e racconta il difficile periodo di una regista di successo, divisa tra il set del suo nuovo film e la sua vita privata.

Margherita è una regista. Sta girando un film sul mondo del lavoro, di cui ha chiamato come protagonista un eccentrico e bizzoso attore americano. Ma Margherita ha anche una madre ricoverata in ospedale, che assiste assieme al fratello Giovanni, fratello e figlio perfetto che è sempre un passo avanti a lei. La madre di Margherita e Giovanni, dicono i medici, non ha molto tempo. Tra le riprese di un film che si rivelano più complicate del previsto, una figlia 13enne con problemi col latino (quello stesso latino che insegnava la madre), e il dolore per un lutto che si sa imminente e non si sa come gestire, Margherita confonde realtà, sogno, ricordo e deve trovare la sua strada in tutta quella sofferenza.

La pazza della porta accanto è un intenso ritratto di Alda Merini di Antonietta De Lillo. Straordinario compendio sull’arte di sopravvivere.

La semplicità è mettersi nudi davanti agli altri. E noi abbiamo tanta difficoltà ad essere veri con gli altri. Abbiamo timore di essere fraintesi, di apparire fragili, di finire alla mercé di chi ci sta di fronte. Così scrive Alda Merini in una poesia carica di verità. Un timore che nell’intenso ritratto a lei dedicato da Antonietta De Lillo, La pazza della porta accanto, fa capolino più volte senza per fortuna prendere il sopravvento. Merini prende le misure con la macchina da presa e poi si lascia scrutare ora sottraendosi ora esponendosi, ma sostanzialmente accettando che la regista si insinui nei recessi del suo animo portando alla luce pensieri, riflessioni, momenti di ripensamento, ricordi, gioie e dolori – questi ultimi in amara sovrabbondanza.

La pazza della porta accanto è un cazzotto nello stomaco che si trasforma miracolosamente in una boccata d’aria pura. Le parole di Merini sono carezze per lo spirito. E soprattutto un dono a chi l’ha amata e continua ad amarla.

Let’s go è la storia di Luca Musella, fotografo, operatore, scrittore, oggi esodato professionalmente ed emotivamente. Il protagonista ripercorre la propria vita in un testo-lettera da lui scritto che si fa viaggio reale e ideale attraverso l’Italia: da Napoli, sua città natale, a Milano, il luogo della sua nuova esistenza. Le immagini e le parole si intrecciano continuamente con il testo della lettera, in un linguaggio in bilico tra l’immediatezza del racconto e la riflessione della parola scritta. Luca Musella, insieme alle persone che popolano il suo nuovo mondo, diventa portavoce di una condizione universale, specchio del nostro Paese nell’era della crisi ma soprattutto emblema di una sensibilità letteraria in grado di leggere al di là del reale per suggerire possibili antidoti.

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