Roma 26 giugno 2019
9 novembre 2009

Itinerari di donne - Assolei Sportello Donna

Comunicato stampa - editor: M.C.G.
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E’ operativo dal settembre scorso “Itinerari di donne”, il nuovo Sportello di
Consulenza e Orientamento per donne italiane e straniere, curato da AssoLei
Sportello Donna Onlus, un progetto reso possibile nell’ambito dell’Avviso Pubblico
“Promozione delle Pari Opportunità nel Lavoro”, pubblicato nel BURL n. 18-parte III - del
30/06/2007; finanziato dall’Assessorato al Lavoro Pari Opportunità e Politiche giovanili
della Regione Lazio, con il patrocinio del Primo Municipio di Roma, e in partenariato con l’
Università degli Studi Roma Tre, Dipartimento di Filosofia, della Società Cooperativa
Sociale Agorà, dell’Agenzia di Stampa Quotidiana “Delt@iltuogenere d’informazione”.

Obiettivo del progetto, trasmettere la coscienza dei propri diritti per raggiungere la piena
libertà e l’autodeterminazione delle donne italiane e straniere.
Mission che l’Associazione
Assolei-Sportello donna Onlus persegue dal 1993, tutelando i diritti delle lavoratrici e delle
donne in difficoltà.
Il nuovo servizio, incrementando l’attività di consulenza e orientamento
per native e migranti già operativo dal 2006, non offre semplicemente informazioni, ma un
percorso in progress.
Questa prima esperienza, focalizzata sulle problematiche delle
lavoratrici straniere, allo scopo di favorirne la piena integrazione, grazie all’aiuto di
volontarie e operatrici specializzate, in grado di dare risposte e consigli ai fini di affrontare
con consapevolezza le procedure burocratiche che hanno riguardato il rilascio, rinnovo o
la conversione dei permessi di soggiorno, oppure l’ottenimento della cittadinanza italiana o
ancora il ricongiungimento familiare fino alle procedure necessarie a rientrare nell’ultima
sanatoria, ha portato oggi alla nascita di “Itinerari di donne”, (operativo in Via
Benedetta, 28, nei giorni di martedì, giovedì e venerdì dalle ore 10,00 alle ore 13,00,
e dalle 15,30 alle 19,30, previo appuntamento telefonico allo 06/5809363 o al mobile
3455839697), che verrà presentato alla stampa Venerdì 13 novembre 2009, dalle ore
11,00, nella Sede di Assolei, in Via Benedetta 28 (Piazza Trilussa).

Alla conferenza
stampa parteciperanno le Assessore al Lavoro, Pari Opportunità e Politiche giovanili della
Regione Lazio, Alessandra Tibaldi, e alla Cultura, Spettacolo e Sport Giulia Rodano,
insieme alle donne dell’associazionismo, del volontariato e del sindacato, alle quali darà il
benvenuto, la Presidente di Assolei, Dalila Novelli coadiuvata dallo staff completo
delle volontarie che operano nello Sportello.

Sportello che ha dato l’opportunità alle utenti, di capire, grazie all’aiuto di due avvocate,
due mediatrici culturali, una counselor, e numerose stagiste che valutano con le donne
che si rivolgono allo sportello, le problematiche del singolo caso (contribuendo ad esempio
a redigere un curriculum vitae che valorizzi le loro competenze, oppure individuando
ulteriori percorsi formativi compatibili con le esigenze familiari e lavorative delle donne), di
capire che è possibile mettere in atto azioni positive grazie alla rete fra donne del
volontariato e donne rappresentanti delle istituzioni che, in particolare nella Regione Lazio
ed in questi due assessorati nevralgici, hanno mostrato una particolare attenzione a
problematiche legate al lavoro, la famiglia, la violenza, promuovendo progetti di sostegno
come questo.

“Un progetto di continuità ma innovativo rispetto all’esperienza avviata nel 2006, – spiega
Dalila Novelli - perché ha incrementato innanzi tutto il numero delle volontarie, che oggi si
arricchiscono di nuovi profili e professionalità come la counselor, rispetto a figure più
tradizionali quali le avvocate o le mediatrici culturali, figure in grado di fornire a native e
migranti un servizio più “alto”, più specializzato, approfondito rispetto a una materia molto
complessa come l’immigrazione, ma anche la tutela delle donne, le pari opportunità, i
soprusi, le violenze, ambiti che richiedono un aggiornamento continuo sulle normative, per
fornire informazioni sempre più dettagliate e mirate alla risoluzione di problemi”.

Lo Sportello, attraverso l’alternarsi di queste figure professionali, fornisce indicazioni e
suggerimenti alle donne italiane e alle donne straniere circa la ricerca di un’occupazione o
di un alloggio, ma anche rispetto al diritto allo studio, l’assistenza sanitaria, la consulenza
gratuita e assistenza legale alle vittime di discriminazioni, molestie e abusi sui luoghi di
lavoro, oltre all’attività di ascolto e sostegno psicologico per quante che ne fanno esplicita
richiesta, con la presenza della counselor, Barbara Felcini, che aggiunge: “Le donne che
si rivolgono al nostro Sportello possono raccontarsi, esprimere tutti i loro problemi
quotidiani, perché la figura della counselor affronta problemi di vita che possono capitare a
chiunque, dolori, cambiamenti, rapporti di coppia non andati a buon fine, insomma tutto
quello che capita nella vita di una donna, nativa o migrante”.
“Per esempio, per quanto riguarda le extracomunitarie, il lavoro di counseling - continua
Felcini - è utile davanti alla difficoltà di affrontare una denuncia alla Polizia, rispetto a
quello che può capitare in presenza di un problema legato alla violenza.

E qui
intervengono le avvocate (Tina Rosa e Francesca Scarfoglio, ndr), che, quando si
rendono conto che il nostro aiuto può essere fondamentale nel supporto proprio delle
situazioni, ci chiedono di incontrarle e di parlare con loro. Invece le donne italiane,
secondo la mia esperienza personale, hanno molto di più il valore dell’ascolto e quindi
riescono a confrontarsi con noi in modo più completo”.
Le avvocate accolgono le donne nella maniera più spontanea possibile, perché spesso –
dichiara Francesca Scarfoglio – “sono persone che non si rendono conto di che cosa
hanno realmente bisogno. Dopo l’ascolto cerchiamo di orientarle verso quelli che possono
essere i diritti loro spettanti. Quindi un orientamento giuridico ad ampio spettro che
coinvolge problematiche inerenti al lavoro, problematiche personali, problemi come tutte le
forme di violenza ma non solo, e, infatti, diversi sono stati i temi inerenti a famiglie, minori,
alimenti, mantenimento, separazione”.

“ E’ un lavoro interessante, perché orientarle serve a noi come continuo confronto
professionale e ci offre la possibilità di conoscere il perimetro entro il quale muoversi.
L’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di essere disponibili per la maggior parte del tempo,
rendendo le donne che ci chiedono aiuto, consapevoli di quelle che sono le proprie
possibilità.
Offriamo loro la serenità di decidere che, se vogliono affrontare insieme con noi
i loro problemi, siamo ben liete di seguirle per tutto il percorso di aiuto, fino alla fine, in un
procedimento che può essere processuale o paraprocessuale, legale o paralegale.
Cerchiamo di orientarle giuridicamente nell’immediato, per fornire loro gli strumenti di
convinzione al fine di meditare e ragionare su una possibile risoluzione che non è detto
avvenga sempre in questa sede, attraverso il nostro ausilio.
Nel caso di situazioni
particolari la struttura fa da tramite con altre associazioni e organismi che hanno
competenze specifiche e con le quali si è instaurata una rete di comunicazione e di
reciproca collaborazione.

Per noi è un grande progetto e forniamo davvero un aiuto 24H su 24H, feste incluse, a
donne che possono trovarsi in estreme condizioni di difficoltà, cui diamo una risposta
immediata: non siete sole, ci siamo, siamo disponibili in maniera professionale competente
e specializzata per le esigenze che possono essere giuridiche, psicologiche o altro”.

Altra novità di “Itinerari di donne” sono le stagiste (sono sei e coadiuvano il lavoro delle
figure professionali che operano nello Sportello) che rappresentano un aspetto peculiare di
questa seconda fase del progetto di Assolei, “un’attività che in qualche modo – conclude la
Presidente di Assolei - vuole far crescere giovani donne che nel nostro caso si sono
rivelate molto capaci e motivate ad approfondire temi concernenti pari opportunità,
discriminazioni, violenza, il mobbing nei luoghi di lavoro. Ognuna di loro sta affrontando
con entusiasmo e serietà l’affiancamento alle operatrici costruendo quel bagaglio culturale
che darà poi loro la possibilità di creare la continuità dell’esperienza delle più “anziane”.

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