Roma 9 dicembre 2019
20 agosto 2015

Funerali in stile Padrino per capoclan Casamonica. Bindi: inaccettabile

Comunicato stampa - editor: M.C.G.
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Funerali in stile Padrino per capoclan Casamonica. Bindi: inaccettabile
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Infuria la polemica politica in seguito ai funerali di Vittorio Casamonica, capo dell’omonimo clan di nomadi, svoltisi questa mattina nella parrocchia “Don Bosco” del quartiere tuscolano, a Roma. Il feretro con la salma del 65enne, che è stato coinvolto in molte vicende criminali della città come quelle della Banda della Magliana o la recente Mafia Capitale, è arrivato in Chiesa su una carrozza a sei cavalli ed è poi stato portato via su una Rolls-Royce.

Un elicottero ha lanciato petali rossi sui presenti mentre sulla facciata dell’edificio religioso campeggiava una gigantografia con la scritta “Hai conquistato Roma ora conquisterai il paradiso”. Esequie trionfali, insomma, con tanto di banda musicale che suonava la colonna sonora del film “Il Padrino”, ma il sacerdote che le ha celebrate ha ammesso di non sapere chi fosse il defunto e comunque di non poterle proibire. Il primo cittadino, Ignazio Marino, in un tweet, ha avvertito come sia "intollerabile che i funerali siano strumenti dei vivi per inviare messaggi mafiosi".

“Di fronte al dolore per la morte di una persona esprimiamo sempre grande rispetto - ha detto il vicesindaco di Roma, Marco Causi - ma le immagini del funerale di stamattina non dimostrano dolore e cordoglio, piuttosto rappresentano il tentativo di esibire simboli di potenza, arroganza e intimidazione tipici della cultura mafiosa. Ciò è intollerabile: si tratta di un’offesa portata a tutti i cittadini di Roma. Il Comune di Roma si è già attivato con tutte le competenti autorità per verificare ogni aspetto di questa incresciosa vicenda”.

Dure anche le parole di Rosy Bindi, presidente della commissione Antimafia. “È allarmante che il funerale di un esponente del clan Casamonica, coinvolto in numerose inchieste sulla criminalità romana e su Mafia Capitale, si sia trasformato in una ostentazione di potere mafioso. Quanto avvenuto oggi a Roma non è francamente accettabile”. “Mai più. Roma non può essere sfregiata da chi la vorrebbe far diventare un set del Padrino” scrive su Twitter il presidente del Pd, Matteo Orfini, innescando un botta e riposta con il governatore lombardo Roberto Maroni che ha scritto: “Eh sì, con il @pdnetwork al governo Roma è proprio #MafiaCapitale”. Pronta la risposta di Orfini: “La mafia a Roma ha dilagato quando c’era il tuo amico Alemanno e tu governavi. Abbi la decenza di tacere”. Un intervento è arrivato anche dal prefetto di Roma Franco Gabrielli: “Di questa vicenda la Prefettura non aveva alcuna contezza. Ne chiederemo conto, per cercare di capire, al di là dei clamori, eventuali responsabilità. Senza dubbio c’è stato un difetto di comunicazione, e questo lo dico senza voler fare processi, né mettere nessuno sul banco degli imputati. Dunque è opportuno capire i termini precisi di quanto avvenuto, senza sottovalutare, ma senza nemmeno farci trascinare dal clamore. Aspetto che gli uffici mi riferiscano e poi decideremo”.

E se dal Vicariato trapela imbarazzo per quanto accaduto stamani si leva forte il monito di don Luigi Ciotti, presidente dell’associazione Libera che da anni si batte contro le mafie. “Sappiamo che le mafie non hanno mai mancato di ostentare una religiosità di facciata, ‘foglia di fico’ delle loro imprese criminali. Una volta di più, e a maggior ragione dopo la scomunica di Papa Francesco dei mafiosi e dei loro complici, è compito della Chiesa denunciarla e ribadire che non può esserci compatibilità fra la violenza mafiosa e il Vangelo”. Proprio in quella parrocchia la vedova di Piergiorgio Welby, Mina, aveva chiesto di poter celebrare i funerali dell’uomo morto per eutanasia nel 2006. Al rifiuto del Vicariato, la scelta di esequie laiche proprio nella piazza antistante la chiesa che oggi ha accolto il feretro di Casamonica.

Il funerale del boss Vittorio Casamonica oggi a Roma, con le carrozze trainate da cavalli, la musica del Padrino e i lanci di petali di rosa da un elicottero rappresenta la conseguenza della trattativa perenne tra lo Stato e le mafie militari e politiche. Questo sostiene Antonio Turri presidente nazionale de I CITTADINI CONTRO LE MAFIE E LA CORRUZIONE in una nota stampa. Turri aggiunge: “ Il funerale del boss Vittorio Casamonica è una sconfitta per Roma ,una sconfitta per il Governo Renzi ,una sconfitta per lo Stato italiano che continua, non sciogliendo per infiltrazioni mafiose il comune della Capitale, a convivere con le mafie e a lasciare impuniti mafiosi e assassini e sole le vittime. Chi ha dato sostegno politico e autorizzazioni amministrative ai tanti clan mafiosi che da anni operano nella Capitale? Chi ha chiesto voti e sostegno economico ai Casamonica e ai clan mafiosi militari presenti da 60 anni a Roma? Molti esponenti politici dovrebbero interrogarsi su questo e smetterla di dichiararsi contro le mafie e la corruzione la mattina e praticare il contrario la sera, agevolando gli affari dei boss o peggio partecipando alle loro gesta criminali.

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