Roma 16 settembre 2019
16 gennaio 2013

Ex Fiera, col Piano Casa si fa un regalo ai poteri forti

Comunicato stampa - editor: M.C.G.
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“All’ex Fiera il Sindaco Alemanno e l’Assessore Corsini intendono sostituire i vecchi padiglioni con una colata di cemento di quasi 300.000 metri cubi complessivi.

Per fare in fretta rifuggono dal confronto e optano per le procedure ‘eversive’ offerte dal Piano Casa, in luogo dell’annunciata variante al Piano Regolatore di cui si parlava nella delibera approvata dalla Giunta.

Se indubbi sono i vantaggi per Investimenti spa, la società proprietaria che ha come principali soci la Camera di Commercio, Roma Capitale e la Regione Lazio, altrettanto certe sono le conseguenze funeste per la collettività.

Primo, procedere ad una cementificazione di tali proporzioni rischia di far saltare definitivamente l’equilibrio della zona - già ampiamente compromesso da miopi scelte come quelle che hanno portato alla realizzazione dell’Accordo di Programma nella vicina Piazza dei Navigatori – e la funzionalità di un’arteria indispensabile per la mobilità cittadina come Viale Cristoforo Colombo.

Secondo, costruire altre case in una città che ha tantissimi edifici invenduti ed inutilizzati non serve alla cittadinanza; poi prevederle ‘di pregio’ con gli attuali venti di crisi suona anche deridente e beffardo.

Terzo, sacrificare il complesso per coprire una parte del buco accumulato dalla nuova Fiera è una scelta inefficace e di corto respiro, che non risolve i problemi economici del polo fieristico e priva definitivamente la città di un’area di grande valore strategico.

Quarto, prevedere di realizzare l’housing sociale sui terreni di Investimenti spa, intorno all’autostrada Roma-Fiumicino, suona come un’autentica presa in giro, se è vero che gli stessi vertici della Fiera hanno più volte denunciato il lento ‘inabissamento’ dei padiglioni e l’instabilità dell’intero quadrante.

Non bastava averla dimenticata per oltre tre anni; averla adibita spesso e volentieri, anche recentemente, a deposito per le emergenze sociali cittadine; aver apparecchiato un lauto banchetto per quasi 300.000 metri cubi; aver ignorato completamente l’idea progettuale elaborata dal Municipio XI insieme ad Associazioni e Comitati locali, dove si propone un tetto massimo di 120.000 metri cubi e un cambiamento delle funzioni previste, privilegiando il direzionale pubblico. Ora la Giunta Alemanno termina i maltrattamenti pluriennali con il regalo finale ad interessi tanto forti quanto particolari.

L’Assessore Corsini è invitato a non considerare elementi accessori la democrazia e l’interesse generale e per questo è ufficialmente invitato ad un confronto pubblico, in cui potrà spiegare alla collettività quali ragioni ne muovono l’azione, sempre che ne trovi qualcuna che non siano i soldi… Dal territorio arriverà di sicuro una dura opposizione ai propositi devastatori del Sindaco e della sua Giunta”

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