Roma 23 maggio 2019
27 marzo 2013

51^ edizione della Giornata Mondiale del Teatro

Comunicato stampa - editor: M.C.G.
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51^ edizione della Giornata Mondiale del Teatro
MUNICIPI E QUARTIERI

“GIÙ LA MASCHERA!”

Recital lirico di beneficienza a favore della proposta di candidatura
dell’Opera Lirica italiana a patrimonio immateriale dell’UNESCO
in occasione della Giornata Mondiale del Teatro - il messaggio di Dario Fo

mercoledì 27 marzo 2013 – ore 18:30

In occasione della 51° edizione della Giornata Mondiale del Teatro, l’associazione Music Theatre International-MThI, in collaborazione con l’associazione Cantori Professionisti d’Italia–CPI e con il patrocinio del Centro Italiano dell’ITI (International Theatre Institute), organizza un recital lirico, quale evento di raccolta fondi per la redazione della proposta di candidatura dell’Opera Lirica Italiana a patrimonio immateriale dell’Unesco.

Il programma vede la partecipazione di sei artisti lirici italiani affermati a livello internazionale: Micaela Carosi, Marco Frusoni, Enrico Marrucci, Federico Sacchi, Rosanna Savoia e Pietro Spagnoli; al pianoforte i maestri Rita Lo Giudice, Antonio Sorgi e Paolo Tagliapietra.

Ai lirici brani tratti da opere di Leoncavallo, Mozart, Puccini, Rossini, Verdi, si alterneranno letture di testi sul tema della “maschera e il travestimento”, recitati da quattro professionisti del teatro quali Lydia Biondi, Patrizia La Fonte, Gherardo Dino Ruggiero e Antonio Sanna.

Lo spettacolo avrà luogo presso la Sala dei concerti della Primaria Associazione Cattolica Artistico –Operaia (P.A.C.A.O.) con inizio alle 18:30 e sarà preceduto da una breve introduzione della dott.ssa Alessandra Broccolini e del prof. Michele Trimarchi.

Prima dell’inizio della performance sarà letto il Messaggio per la Giornata Mondiale del Teatro, quest’anno affidato dall’ITI al Premio Nobel Dario Fo.

Istituita nel 1962 per iniziativa dell’ITI, per sottolineare l’eccezionalità di questa forma d’arte e promuovere la sua capacità di incidere sui processi della società contemporanea, la Giornata Mondiale del Teatro, ha visto alternarsi messaggi scritti da artisti di eccezione tra cui John Malkovich, Jean Cocteau, Ariane Mnouchkine, Peter Brook, Vaclav Havel. Tradotto in oltre 20 lingue, il messaggio sarà diffuso attraverso il network ITI (oltre 90 Centri Nazionali) e le moltissime altre organizzazioni teatrali in tutto il mondo.

L’International Theatre Institute-ITI, unica organizzazione non governativa operante in ambito culturale in relazioni formali con l’Unesco, fu fondato nel 1948 a Praga con l’obiettivo di sviluppare pratiche di cooperazione tra artisti e istituzioni teatrali a livello internazionale, per consolidare collaborazioni tra operatori culturali di tutto il mondo e favorire il dialogo interculturale. Oltre la Giornata Mondiale del Teatro del 27 marzo, tra le iniziative dell’ITI figurano l’International Dance Day (29 aprile) e il Theatre of Nations.

Per maggiori informazioni sulla Giornata Mondiale del Teatro www.world-theatre-day.org.

Mercoledì 27 marzo 2013 – ore 18:30

Sala dei concerti della P.A.C.A.O., via della Greca 4 (Bocca della Verità), Roma.

Ingresso a sottoscrizione libera

Dario Fo – Il Messaggio per la Giornata Mondiale del Teatro 2013


Tempo fa il potere risolse l’intolleranza verso i commedianti cacciandoli fuori dal paese.
Oggi gli attori e le compagnie hanno difficoltà a trovare piazze teatri e pubblico, tutto a causa della crisi.
I governanti quindi non hanno più problemi di controllo verso chi si esprime con ironia e sarcasmo in quanto gli attori non hanno spazi né platee a cui rivolgersi.
Al contrario, durante il Rinascimento in Italia chi gestiva il potere doveva darsi un gran da fare per tenere a bada i commedianti che godevano di pubblico in quantità.
E’ noto che il grande esodo dei comici dell’arte avvenne nel secolo della Controriforma, che decretò lo smantellamento di tutti gli spazi teatrali, specie a Roma, dove erano accusati di oltraggio alla città santa. Papa Innocenzo XII, sotto le assillanti richieste della parte più retriva della borghesia e dei massimi esponenti del clero, aveva ordinato, nel 1697, l’eliminazione del teatro di Tordinona, il cui palco, secondo i moralisti, aveva registrato il maggior numero di esibizioni oscene.
Ai tempi della Controriforma, il cardinale Carlo Borromeo, operante nel Nord, si era dedicato a una feconda attività di redenzione dei "figli milanesi", effettuando una netta distinzione tra arte, massima forza di educazione spirituale, e teatro, manifestazione del profano e della vanità. In una lettera indirizzata ai suoi collaboratori, che cito a braccio, si esprime pressappoco così:
"Noi, preoccupati di estirpare la mala pianta, ci siamo prodigati, nel mandare al rogo i testi con discorsi infami, di estirparli dalla memoria degli uomini e, con loro, di perseguire anche coloro che quei testi divulgarono attraverso le stampe. Ma, evidentemente, mentre noi si dormiva, il demonio operava con rinnovata astuzia. Quanto più penetra nell’anima ciò che gli occhi vedono, di ciò che si può leggere nei libri di quel genere!
Quanto più la parola detta con la voce e il gesto appropriato gravemente ferisce le menti degli adolescenti e delle giovani figliole, di quanto non faccia la morta parola stampata sui libri. Urge quindi togliere dalle nostre città i teatranti come si fa con le anime sgradite".
Perciò l’unica soluzione alla crisi è sperare che contro di noi e soprattutto contro i giovani che vogliono apprendere l’arte del teatro si organizzi una forte cacciata: una nuova diaspora di commedianti che senz’altro, da quella imposizione, sortirà vantaggi inimmaginabili per una nuova rappresentazione.
(DARIO FO, Milano, 29 gennaio 2013)

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