Roma 11 luglio 2020
12 marzo 2009

BIKE SHARING A ROMA AD UN PASSO DALLA SOSPENSIONE

Comunicato stampa - editor: Caporedattore
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Alle ore 23.00 di sabato 14 marzo, Cemusa si appresta a sospendere Roma’n’bike il servizio di bike sharing a Roma.

La decisione è stata presa, suo malgrado, dalla multinazionale spagnola dopo tre mesi in regime di proroga che non hanno portato ad una transitoria o definitiva regolamentazione contrattuale del rapporto con il Comune.

Come si ricorderà, infatti, il servizio - attivo soltanto in via sperimentale per un periodo di 6 mesi e limitato al centro storico di Roma - era stato inaugurato il 13 giugno 2008 e portato avanti di concerto con l’Amministrazione Comunale, con grande soddisfazione reciproca.

In prossimità della scadenza semestrale del 13 dicembre, l’assessore all’Ambiente del Comune di Roma, Fabio De Lillo aveva inviato una lettera, datata 2 dicembre, con la quale chiedeva a Cemusa di non procedere al disallestimento (così come concordato per la fase sperimentale) e di proseguire il servizio, sino all’indizione di una gara pubblica, aggiungendo che, nel frattempo, la società spagnola avrebbe ottenuto una contropartita economica, tale da consentire la copertura dei costi sostenuti per il funzionamento.

Preme sottolineare infatti che, come previsto dall’accordo originario, i costi di attivazione, gestione e manutenzione sono sempre stati sostenuti da Cemusa. Costi che, successivamente al 13 dicembre, e nonostante la comunicazione dell’assessore De Lillo e alcune dichiarazioni a mezzo stampa, hanno gravato sulla società senza trovare alcuna giustificazione formale, né tantomeno un’adeguata contropartita.

Ciononostante, in virtù dell’esito positivo della sperimentazione - testimoniato dai dati delle iscrizioni e dell’utilizzo - Cemusa aveva comunque deciso di mantenerlo attivo per concedere ulteriore tempo alla giunta romana, dimostrando senso di responsabilità e di collaborazione con le istituzioni.

Negli ultimi tre mesi, rappresentanti di Cemusa hanno avuto diversi incontri con dirigenti dell’amministrazione capitolina, che non hanno però prodotto alcun accordo formale, né l’avvio di una procedura per la soluzione della vicenda.

Il Comune ha avuto a disposizione ben 9 mesi per avviare o indire una gara pubblica o prospettare una soluzione al mantenimento del servizio, con o senza Cemusa, la quale si trova oggi nell’impossibilità di garantire ai cittadini romani il proseguimento del bike sharing.

A prescindere dall’esito finale della vicenda, Roma ha dimostrato di apprezzare il bike sharing.

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