Roma 12 novembre 2018
22 maggio 2018

Tor Bella Monaca: rimossi i murales in onore dei boss

Nella notte tra il 21 e il 22 maggio sono stati rimossi i graffiti dedicati a Serafino Cordaro, assassinato nel 2013 ed esponente dell’omonimo clan, e ad Antonio Moccia, appartenente ad una famiglia camorristica originaria di Afragola
Comunicato stampa - editor: M.C.G.
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Tor Bella Monaca: rimossi i murales in onore dei boss
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A Tor Bella Monaca, quartiere della periferia Est di Roma, nella notte tra il 21 e il 22 maggio sono stati rimossi due murales dedicati ad altrettanti esponenti di spicco della malavita locale. Nello specifico sono stati cancellati il graffito in onore di Serafino Cordaro (assassinato nel 2013) nei pressi del caseggiato popolare R9 e il disegno che ritraeva, sul muraglione di via Amico Aspertini, Antonio Moccia, figlio di Vincenzo, uno dei capi della colonna romana del clan camorristico originario di Afragola. "Il segnale che vogliamo dare - ha dichiarato la sindaca Virginia Raggi, intervenuta sul luogo per l’occasione - è innanzitutto un segnale di legalità, per far capire che lo Stato c’è, le istituzioni ci sono e non è possibile che in alcune zone ci siano dei disegni o dei murales che ricordino come eroi delle persone che sono comunque legate a un mondo malavitoso".

"Siamo qui dopo una serie di segnalazioni – ha spiegato la prima cittadina - e abbiamo raggruppato le forze: Polizia locale, Polizia di Stato e Carabinieri". L’operazione, infatti, è stata portata a termine, intorno all’una di notte, grazie a un massiccio dispiegamento di forze. Via Quaglia ad esempio, per permettere la rimozione del murales, che recitava ’Serafino sei il nostro angelo’, è stata chiusa al traffico per tre ore. "Lo Stato – ha aggiunto Raggi - deve riaffermare il primato della legalità. Ora si continua presidiando il territorio e si continua anche perché le situazioni sono molteplici e le operazioni non si fanno da soli, ma con il coinvolgimento di tanti soggetti ed è questo il modo in cui si dovrà lavorare anche in altre zone su altri settori".

Aggiunge il deputato Francesco D’Uva, già membro commissione Antimafia: "E’ stato necessario l’intervento dell’amministrazione Raggi per cancellare un vero e proprio scempio: murales dedicati a Serafino Cordaro e Antonio Moccia, noti criminali, che campeggiavano sulle strade romane. Un vero e proprio affronto contro tutti i cittadini onesti. Troppi anni sono passati e i murales erano diventati una sfida alla legalità a cui il Movimento 5 Stelle con tutti gli uomini delle forze dell’ordine impegnati l’altra notte ha risposto con decisione.

La criminalità organizzata va soffocata togliendo tutti gli spazi di cui si è appropriata negli anni passati. La maggioranza dei cittadini crede nella legalità, nel lavoro quotidiano e pretende di vivere serenamente senza vessazioni. Il nostro impegno rimane immutato. Riconquisteremo ogni metro quadro delle periferie, dei territori che vengono letteralmente devastati dalle mafie.

La ricchezza di pochi impone miseria e povertà a troppe persone, questo ora deve finire".

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