Roma 16 luglio 2019
17 ottobre 2017

Teresa santa, puttana e sposa - Capitolo 1

Riuscitissima prima prova della nuova produzione del Teatro Studio Uno
Comunicato stampa - editor: CGRN
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Teresa santa, puttana e sposa - Capitolo 1
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Se entri, giochi. Potrebbe essere questo l’incipit della nuova produzione del Teatro Studio Uno: Teresa santa, puttana e sposa. Fino al 14 Ottobre era possibile vivere (non è corretto dire assistere) al Capitolo 1 di quest’opera in più capitoli (5 per la precisione), che accompagnerà gli amanti del piccolo teatro di Tor Pignattara fino a Maggio 2018.

Se entri, giochi. Dicevo. Ed è così che funziona l’idea di uno spettacolo che manda in soffitta le regole del gioco teatrale classico. Il palco c’è, le poltrene pure. Ma sono arredi di scena. Così come gli spettatori che, volenti e nolenti, si alternano nel ruolo di attori, comparse, oggetti di scena. Meta-teatro? Volendo sì, ma daremmo una definzione tutta intellettuale ad un’operazione che invece è orgogliasamente popolare. E proprio per questo di una raffinatezza estetico-concettuale di tutto rispetto.

La storia si snoda – liberamente tratta da Teresa Batista stanca di guerra di Jorge Amado – per incroci e parallelismi, con linee temporali ingarbugliate e logiche narrative “in soggettiva”. La lingua si scioglie in mille dialetti che perimetrano uno spazio immaginario (Sant’Esolo, località presso i Monti Filetei), di una storia immaginaria, di personaggi immaginari, di un tempo immaginario.

Tutto è sospeso tra ricordo e impressione, un Amarcord senza protagonista: corale, sfacettato, sfacciato. Lo spettatore è avvolto dalle scene che circolarmente si dipananano ora di lato, ora di fronte ora alle spalle. Voci e suoni che si rincocorrono e trascendono il dato reale immergendo lo spettatore nelle viscere dello spettacolo e della storia. E proprio nel momento in cui le luci, la musica e il recitato arrivano al punto di massima ipnosi, lo spettacolo si rivela per quello che è: riportando lo spettatore (e gli attori) alla giusta distanza ironica con cui guardare le vicende di Teresa e della combriccola di Sant’Esolo.

Teresa santa, puttana e sposa - Capitolo 1 è uno spettacolo divertente, divertito, fluido, ben recitato, scritto e diretto. In cui Schnitzler flirta con Petrolini, Brecht dialoga con Verga e De Filippo va a braccetto con Lubitch (che meraviglia l’idea delle entrate e uscite come sipari dei sipari, quinte delle quinte).

Se c’è qualcosa da criticare (forse) è la linea narrativa della storia d’amore fra Teresa e il marinaio. Strutturalmente e narrativamente ben composta, ma che appare ridondante nella scrittura che rischia di scivolare sempre nell’eccessivamente letterario. Ma è un neo. Piccolo, emendabile e trascurabile in un’opera che ci mostra l’orizzonte di un teatro possibile, che vive di opposti, che prescinde dallo spazio, che celebra la parola (cantata, sussurrata, storpiata) tanto quanto l’azione e che in cui la tensione sperimentale e l’esigenza popolare raggiungono un punto d’equilibrio invidiabile.


di Marco Bilanzone, regia Lorenzo Montanini,

con Nadia Caretto, Flavia Germana De Lipsis , Alessandro Di Somma, Mattia Giordano, Jessica Granato, Federico Le Pera, Riccardo Marotta, Giuseppe Mortelliti, Eleonora Turco

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