Roma 21 ottobre 2018
16 luglio 2018

SPORT: CLARISSA FREZZA, ATLETA DISABILE VINCE IL BRONZO AGLI INAS SUMMER DI PARIGI

SOLO 2 ANNI FA ERA STATA SFRATTATA E VIVEVA IN MACCHINA
Comunicato stampa - editor: M.C.G.
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La storia di una ragazza tenace e volenterosa fatta di sofferenza, sacrificio e solidarietà

ROMA - Lei si chiama Clarissa Frezza atleta romana disabile di 15 anni, che ieri ha vinto la medaglia di bronzo nella 5 km di marcia agli INAS Summer Games 2018 in corso a Parigi, l’evento multisportivo dedicato interamente ad atleti "diversamente abili" in particolare agli aderenti alla Fisdir (Federazione Italiana Sport Disabilità Intellettiva Relazionale). La sua è una storia straordinaria fatta di sacrifici e di sofferenze perché solo due anni fa, nel 2106, fu sfrattata con tutta la sua famiglia nonostante la sua disabilità. Sua mamma, immigrata in Italia dall’Eritrea, ha alle spalle un’altra storia comune a tanti che hanno lasciato la propria terra in cerca di una nuova speranza e anche lei ha dovuto affrontare mesi di cammino nel deserto africano per potere poi giungere sulla penisola italiana.

Clarissa solo dopo una lunga vicenda - ha dormito anche in macchina - è riuscita, anche grazie al sostegno del sistema ACLI di Roma, a trovare un’abitazione nella zona di Tor Vergata. Da anni si allena, come tesserata, con la società ASD Terzo Millennio affiliata all’US ACLI Roma. Ieri ha coronato un sogno piazzandosi dietro a due atlete russe di 3 anni più grandi di lei.

"Il risultato raggiunto da Clarissa - spiegano commossi LUCA SERANGELI e ALESSIO GIANNI, rispettivamente presidente dell’US ACLI Roma e dell’ASD Terzo Millennio - rappresenta un vanto per tutto il nostro sistema sportivo perché è l’esempio di come lo sport possa avere la forza straordinaria di abbattere ogni pregiudizio ed ogni barriera culturale. Il suo è un esempio di come da un vero e proprio inferno si possa passare a vivere il sogno di vincere una medaglia in una competizione europea di assoluto prestigio".

"Clarissa - aggiunge LIDIA BORZÌ, presidente delle ACLI di Roma – è di esempio per tutti i ragazzi della sua età perché ha saputo trasformare una doppia difficoltà, la disabilità e la povertà, in energia e voglia di farcela. In questa situazione è stato fondamentale il supporto offerto dalla una rete di protezione sociale nella quale il Sistema delle ACLI di Roma ha fatto la propria parte con umiltà e spirito di servizio".

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