Roma 6 dicembre 2019
27 settembre 2019

Roma, studenti in piazza per i Fridays for future. Strade chiuse e mezzi pubblici deviati

Il Campidoglio: "Emergenza climatica"
Comunicato stampa - editor: M.C.G.
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Il terzo Global Strike for the Future, dalle 10 da piazza della Repubblica, partirà poche ore dopo che anche Roma Capitale, come oltre 500 città in tutto il mondo, ha dichiarato lo stato d’emergenza climatica. L’annuncio arriva dopo una mozione, votata ieri all’unanimità, "che impegna il Comune ad adottare buone pratiche e a mettere in campo azione concrete" , spiegano dal team romano di Fridays For Future, il movimento nato sull’onda del clamore sollevato dall’attivista Greta Thunberg.

"L’amministrazione - dice Daniele Diaco, presidente della commissione Ambiente - ha portato in aula un atto trasversale e senza colore politico come risposta ai cambiamenti climatici. Il progetto si articola in 16 punti e prevede, tra le altre cose, riduzione delle emissioni, dialogo con Regione e Governo per mobilità sostenibile, micromobilità, trasporto pubblico e ciclabilità". Ma anche bonifiche e depurazione del Tevere, rigenerazione urbana, riqualificazione edilizia con efficientamento energetico, guerra alle perdite del servizio idrico, focus sul ciclo dei rifiuti per valutare ogni possibilità di ridurre, riutilizzare e riciclare.

Si tratta di una vittoria per studenti, realtà ambientaliste e associazioni capitoline che stamattina, dalle 10, partiranno da piazza della Repubblica: la questura si aspetta 5mila persone, ma Fridays For Future pensa che a partecipare saranno almeno 30mila, specialmente dopo i progetti di sensibilizzazione e le azioni di questi ultimi giorni. Ma la speranza, ovviamente, è di superare i numeri della precedente Marcia e di fare il botto con 50mila partecipanti.

Con striscioni, intonando cori e con un dettaglio verde indosso, i manifestanti sfileranno su viale Luigi Einaudi, piazza dei Cinquecento, via Cavour, largo Corrado Ricci, via dei Fori Imperiali e arriveranno in piazza della Madonna di Loreto. Gli studenti liceali e universitari, partiranno insieme da scuole e atenei: alcuni, specialmente dopo l’invito del ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti a non calcolare come assenza la partecipazione alla manifestazione, non dovranno giustificarsi. Alla Sapienza saranno tollerate le assenze alle lezioni dei corsi a frequenza obbligatoria. Al corteo parteciperanno anche i docenti, tanto che i sindacati Sisa, Usi, Cobas, Flc Cgil e Unicobas hanno proclamato uno sciopero.

Dalle 9 e fino alle 13.30 si prevedono deviazioni, limitazioni e rallentamenti sulle linee bus H, 5, 14, 16, 40, 50, 51, 60, 64, 66, 70, 71, 75, 82, 85, 87, 105, 117, 118, 170, 360, 590, 649, 714 e 916, ma qualora la partecipazione dovesse superare le aspettative della questura si valuterà la chiusura di piazza Venezia e via del Corso.

I DATI COLDIRETTI - Negli ultimi vent’anni anni in Italia è sparita quasi una pianta da frutto su quattro fra mele, pere, pesche, arance, albicocche, con grave danno produttivo e ambientale. È quanto emerge dal rapporto Coldiretti. Il "frutteto italiano", secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat, ha visto un crollo netto del 23% in un ventennio. Il taglio maggiore ha interessato pesche e nettarine con la superficie quasi dimezzata (-38%), seguiti da uva da tavola (-35%), pere (-34%), limoni (-27%), arance (-23%), mele (-17%), clementine e mandarini (-3%). Il danno, sottolineano i coltivatori, non è solo economico e occupazionale ma colpisce pure l’ambiente perché con la scomparsa dei frutteti viene a mancare il ruolo di contrasto dell’inquinamento e del cambiamento climatico svolto dalle piante, capaci di ripulire l’aria da migliaia di chili di CO2 e polveri pm10. Ma non solo l’analisi Coldiretti affronta anche altri aspetti: due milioni di mucche, maiali, pecore e capre sono scomparsi dalle fattorie italiane negli ultimi dieci anni anche per effetto del riscaldamento globale che ha inaridito i pascoli, ridotto la disponibilità di foraggio, tagliato la produzione di latte e aumentato i costi per garantire il benessere degli animali in condizioni climatiche più difficili.

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