Roma 19 giugno 2019
11 giugno 2018

Risultati Elezioni Comunali 2018, a Roma il M5S perde i Municipi III e VIII, ma vince il non-voto

Comunicato stampa - editor: M.C.G.
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Risultati Elezioni Comunali 2018, a Roma il M5S perde i Municipi III e VIII, ma vince il non-voto
MUNICIPI E QUARTIERI

È una duplice sconfitta per il M5S, escluso dai ballottaggi nei Municipi III e VIII, dove ha votato il 27% degli oltre 300 mila romani chiamati alle urne. A Garbatella Amedeo Ciaccheri, il candidato di centrosinistra cresciuto nelle file di Sel e nel centro sociale La Strada che alle primarie ha battuto Enzo Foschi (espressione dell’area Pd) al 75% delle sezioni scrutinate vince le elezioni con numeri così alti (oltre il 54%) da configurare una possibile investitura a presidente senza dover passare per il secondo turno, il 24 giugno. Il rivale pentastellato, Enrico Lupardini, non va oltre il 12,98%, a più di 10 punti da Simone Foglio (centrodestra), secondo classificato con il 25%.

Nel III Municipio, a Montesacro, tra due settimane sarà sfida tra il prescelto del centrosinistra, Giovanni Caudo docente a Roma Tre ed ex assessore all’Urbanistica nella giunta di Ignazio Marino, che incassa il 41,69% delle preferenze, e il leghista Francesco Maria Bova, vice questore in pensione, spinto dal forte consenso del Carroccio: la formazione che fa riferimento a Matteo Salvini supera Fratelli d’Italia e doppia i voti di Forza Italia. Avanza il Pd in entrambi i Municipi (25%) ed è buona la performance delle liste civiche collegate. A Montesacro resta fuori la minisindaca uscente, la grillina Roberta Capoccioni (19,74%), vicina ai lombardiani: sfiduciata dopo la defezione di quattro consiglieri di maggioranza. Si fermano al primo turno i candidati pentastellati, nonostante gli appelli al voto dei grillini in Campidoglio.

La sindaca Virginia Raggi, che ieri era in bicicletta per l’iniziativa #Vialibera (mutuata da Città del Messico e ripresa in diretta Facebook dal marito Andrea Severini) perde due territori considerati strategici: l’VIII, storica roccaforte rossa che dovrebbe tornare al centrosinistra, ma soprattutto il III, serbatoio di consensi per i Cinque stelle di fede lombardiana. Il dato delle amministrative registra il crollo dell’affluenza, nonostante il mantra M5S della democrazia partecipativa: alle 23 ha votato il 27% dei residenti, un romano su quattro. Una prova delicata per l’esecutivo guidato da Raggi, leggibile come un test di gradimento a due anni dall’insediamento a Palazzo Senatorio. In linea con il risultato delle 12, quando i votanti erano appena l’8%, prefigurando il trend della giornata.

È tiepida la risposta dei romani chiamati a scegliere i rappresentanti politici di prossimità, prima interfaccia sul territorio con l’amministrazione, nonostante i ripetuti appelli al voto dei consiglieri M5S per dare un segnale di coesione e puntellare il progetto in Campidoglio, con la speranza di ripetere il dato delle amministrative del 2016: oltre il 50% al voto per l’elezione del sindaco. Alla fine, invece, il bilancio è in forte calo: dimezzato rispetto a due anni fa e sotto di quasi 10 punti se raffrontato con le elezioni nel X Municipio (Ostia) dello scorso 5 novembre, dove si è tornati a votare dopo due anni di commissariamento per mafia. Sul litorale di Roma al primo turno, alle 19 aveva votato appena il 28,67% degli abitanti. E alle 23 si era arrivati al 33,60%.

L’affluenza definitiva in provincia di Roma, dove sono 16 i comuni al voto (Anzio, Fiumicino, Pomezia, Santa Marinella, Velletri, dove è possibile il ballottaggio; Affile, Cerreto Laziale, Cervaro di Roma, Gallicano nel Lazio, Magliano Romano, Morlupo, Roccagiovine, Sacrofano, San Cesareo, Segni e Valmontone) è stata del 58,83%. Alle precedenti amministrative 66,52%.

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