Roma 13 ottobre 2019
7 agosto 2019

Parco degli Acquedotti: ucciso in un agguato un noto ultrà della Lazio

Fabrizio Piscitelli, conosciuto come Diabolik, è stato colpito alla testa dopo essere stato avvicinato alle spalle. A dare lʼallarme un passante
Comunicato stampa - editor: M.C.G.
CONDIVIDI
Parco degli Acquedotti: ucciso in un agguato un noto ultrà della Lazio
MUNICIPI E QUARTIERI
ARGOMENTI

Un agguato in piena regola è avvenuto in un parco alla periferia di Roma: uno sparo a distanza ravvicinata ha colpito alla testa un ultrà della Lazio implicato in precedenza in una vicenda di droga. Fabrizio Piscitelli, noto come Diabolik, è morto sul colpo. A dare l’allarme un passante. Gli inquirenti parlano di una vera e propria esecuzione alle spalle della vittima.

L’agguato è avvenuto al Parco degli Acquedotti, un’estesa area verde confinante col parco dell’Appia Antica. In base alle testimonianze raccolte, gli agenti hanno ricostruito che l’omicida fosse vestito da runner per confondersi con le tante persone che praticano jogging. Le autorità hanno aperto un fascicolo d’indagine a carico di ignoti.

Il tifoso laziale era seduto su una panchina quando è stato ucciso. Per chi indaga, "Diabolik" probabilmente aveva appuntamento con qualcuno. Il parco si trova a diversi chilometri da Grottaferrata, dove l’uomo abitava.

Capo degli Irriducibili della Lazio, Piscitelli era protagonista di diverse indagini per droga e per la vicenda legata alla scalata al club romano. Nei rapporti della polizia, il capo ultrà veniva descritto come un soggetto "pericoloso, prepotente, indifferente ai numerosi provvedimenti di polizia adottati nei suoi confronti".

Nel 2013 fu arrestato dalla guardia di finanza alla periferia di Roma, dopo un mese di latitanza, con l’accusa di essere il promotore di un traffico internazionale di sostante stupefacenti fra l’Italia e la Spagna. Nel 2016 gli erano stati invece confiscati beni per un valore superiore a due milioni di euro. Nel 2015 Piscitelli, insieme ad altri esponenti della curva laziale, era stato condannato per concorso in tentata estorsione ai danni del presidente del club biancoceleste Claudio Lotito nella vicenda relativa al tentativo di scalata della Lazio del 2006, dove venne coinvolto anche l’ex centravanti e gloria del club Giorgio Chinaglia.

CONDIVIDI
COMMENTA L'ARTICOLO
COMMENTI IN ARCHIVIO
TRAFFICO E VIABILITÀ