Roma 14 novembre 2019
16 aprile 2018

Ospedale Sant’Andrea: tenta di strangolare dottoressa e la minaccia di morte

Comunicato stampa - editor: M.C.G.
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Ospedale Sant'Andrea: tenta di strangolare dottoressa e la minaccia di morte
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Primi gli insulti, poi l’aggressione. Attimi di tensione all’ospedale Sant’Andrea di Roma quando un 72enne ha dato in escandescenza. Accecato dall’ira, avendo da ridire su come stavano curando il figlio, l’anziano di origini calabresi si è scagliato contro la dottoressa in turno, durante il colloquio pomeridiano, presso l’ospedale.

"State curando male mio figlio", "Vi ammazzo". La dottoressa è stata prima minacciata di morte e poi si è vista stringere le mani al collo da parte dell’uomo che ha fatto poi perdere le proprie tracce.

I Carabinieri della Stazione di Roma Tomba di Nerone sono immediatamente intervenuti, su richiesta del personale sanitario presente e, dopo aver raccolto informazioni utili, hanno rintracciato il padre violento e lo hanno bloccato. Portato in caserma, il 72enne è stato denunciato in stato di libertà, per lesioni personali e minacce.

"Lavorare in ospedale sta diventando pericoloso. L’aggressione avvenuta ieri, all’ospedale Sant’Andrea di Roma, è solo l’ultima di una serie di violenze e minacce che stanno aumentando di numero e gravità negli ultimi mesi; come sindacato vogliamo esprimere tutta la nostra solidarietà alla dottoressa aggredita".

Questo è quanto dichiara ALESSANDRO GARAU, segretario nazionale del sindacato CoAS Medici Dirigenti.

"Svolgere con professionalità e preparazione – afferma GARAU - il proprio mestiere, almeno per i medici, non sembra bastare più e questo clima di fake news, di polemiche sui vaccini e la possibilità di consultare online i sintomi della propria malattia (senza averne le adeguate competenze) sta portando ad un malessere diffuso da parte degli utenti che rivolgono astio, rabbia e frustrazione nei confronti del personale medico che invece si spende e fatica per assicurare le migliori cure possibili in condizioni, molto spesso, veramente complicate".

"Noi del CoAS – conclude GARAU - sul nostro sito www.coasmedici.it, abbiamo quindi deciso di lanciare un contatore delle aggressioni per monitorare, per quanto sia possibile, i casi di violenza nelle strutture ospedaliere; allo stesso tempo, abbiamo messo a disposizione di tutti una mail aggressioninospedale@coasmedici.it , simile ad uno sportello d’ascolto, alla quale vi invitiamo scrivere per denunciare o raccontarci casi simili a questo". Le segnalazioni verranno solo conteggiate e la tutela della privacy sarà garantita in modo assoluto.

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