Roma 24 giugno 2018
10 dicembre 2017

Il Funambolo Andrea Loreni incide il suo nome sulla storia attraversando per la prima volta il Tevere

Comunicato stampa - editor: M.C.G.
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Nonostante il meteo avverso e il freddo, Andrea Loreni è salito sulla sua corda alle 18.00 di questo pomeriggio, compiendo una performance da inserire nel guinnes dei primati: la prima traversata del Tevere ad opera di un funambolo.

La traversata è partita con un’ora di anticipo rispetto all’orario ufficiale; a causa del forte vento e della pioggia si è deciso di anticipare per garantire a Loreni la massima sicurezza durante l’esibizione.

Il tappeto su cui Loreni si è mosso è una corda lunga 135 metri e spessa 14 millimetri, sospesa a 20 metri di altezza, collegata alle due sponde del fiume all’altezza di Ponte Sant’Angelo. I passi del funambolo sono stati scanditi dalle note di un sassofonista e accompagnati, sulla terraferma, dalla coreografia di 50 ballerini, che si sono esibiti alle porte di Castel Sant’Angelo.

L’evento, realizzato in partnership con TIM, è ideato da Peppe Casa, direttore artistico di MArteLive, ed è uno dei principali progetti speciali della BiennaleMArteLive 2017 – la settimana bianca della cultura a Roma e nel Lazio che dal 5 al 10 dicembre ha portato in scena in oltre 50 location diverse circa 1000 artisti.

Loreni, appena tornato sulla terra ferma, ha dichiarato: "Una traversata che per me è stata una sfida nella sfida: alcune folate di vento hanno reso tutto un po’ più complicato, inoltre con il buio e i led sapevo che oggi gli occhi non sarebbero bastati. Ho dovuto "guardare" con i piedi, aumentando la sensibilità del corpo: una sensazione unica. Grazie a Roma, a MarteLive e a Tim per questa grande esperienza".

Peppe Casa, ideatore e direttore artistico della Biennale MArteLive dichiara: “Parliamo di un evento senza precedenti. È stato volutamente inserito l’ultimo giorno della Biennale MArteLive perché lo abbiamo ritenuto la degna conclusione di una manifestazione che ci ha impegnato anima e corpo per lunghi mesi. La traversata di Loreni rappresenta un po’ il nostro percorso quotidiano, in bilico su un filo con diversi elementi a rendere la camminata incerta, ma una volta che sei salito sul filo puoi solo andare avanti. Sono stati 6 giorni intensi, ma soprattutto 3 anni di duro lavoro. Adesso devo solo iniziare a programmare la prossima.”

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