Roma 21 luglio 2019
13 maggio 2019

Ho la sindrome di Down, posso (e voglio) votare! Permettetemi di farlo. La Guida, il libro e le richieste dell’Associazione italiana persone Down, in vista delle prossime elezioni europee

Comunicato stampa - editor: M.C.G.
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Secondo la recente relazione del Comitato economico e sociale europeo (Cese), nei paesi dell’Unione europea circa 800 mila cittadini sono esclusi dal voto per via della propria disabilità. Colpa delle barriere architettoniche e delle difficoltà di spostamento, quando la disabilità è fisica. Colpa invece della carenza di informazioni accessibili prima e durante il voto, quando la disabilità è sensoriale o intellettiva. In generale, se il voto è un diritto di tutti, solo per alcuni è una possibilità effettiva.

Per questo, in vista del prossimo appuntamento elettorale europeo, l’Associazione Italiana Persone Down rilancia la campagna e il messaggio “Il tuo voto conta!” e pubblica la “Guida alle elezioni europee 2019”, scritta in “alta comprensibilità”.

“Abbiamo cercato parole semplici e immagini per aiutarti a capire meglio un tema difficile – si legge nelle prime pagine. Chiedi a un amico o a uno della famiglia di leggere con te. Queste persone possono spiegarti le cose che non ti sembrano chiare. Puoi leggere la guida tutte le volte che vuoi per capire meglio le informazioni. Questa guida ti può aiutare a capire come votare”. Seguono quindi tutte le informazioni fondamentali sul prossimo appuntamento elettorale e su come esercitare il diritto di voto, con illustrazione delle schede, dei seggi e delle urne.

L’alta comprensibilità. Detta anche “Easy reading”, è una tecnica di scrittura “dalla parte del lettore”. Alcune linee guida caratterizzano lo stile di scrittura, queste tecniche derivano da rigorose ricerche empiriche sulla leggibilità e la comprensibilità: vengono quindi utilizzate parole semplici e comuni, frasi brevi ed essenziali, informazioni ordinate secondo un criterio logico o cronologico, divise in paragrafi ed evidenziate quando particolarmente importanti. Frequente il ricorso ad esempi e riassunti. Per quanto riguarda i caratteri del testo, devono avere almeno corpo 12 ed è preferibile che siamo in font “Times”. Le varie parti del testo sono separate da spazi bianchi, lo stile è sobrio, i colori non devono essere troppi. Lo scritto deve essere testato su un campione di lettori con caratteristiche analoghe a quelle dei lettori cui esso è destinato.

Tutto in un libro. Recentemente, Aipd ha curato anche la pubblicazione di un libro, dedicato proprio a questo tema: “Informarsi, capire, votare”: diritti e “istruzioni” per chi ha la sindrome di Down, scritto da Carlotta Leonori e Francesco Cadelano, edito da Erickson. L’idea centrale è che nessuno possa considerarsi cittadino attivo se non viene messo nella condizione di partecipare alla costruzione della propria storia e di quella della comunità di cui è parte. Essere cittadini vuol dire, dunque, appartenere a una comunità ed essere titolari di diritti ma anche di doveri da rispettare. In questo libro, attraverso attività e storie illustrate, i personaggi guida accompagnano i lettori alla scoperta dei concetti fondamentali del mondo della politica: come formarsi un’opinione personale e indipendente ed esercitare i propri diritti, come funzionano le principali istituzioni politiche in Italia e in Europa, qual è il ruolo di associazioni, partiti e sindacati e in che modo si può farne parte. L’edizione è corredata da una “guida” per educatori e genitori.

“Sono ormai molti anni che, in occasione delle elezioni, organizziamo attività per aiutare le persone con sD ad esprimere il proprio voto - ricorda Anna Contardi, coordinatrice nazionale di AIPD - E’ l’ultimo passo di un percorso volto ad aiutare le persone ad esprimere le proprie opinioni: si inizia dalla scelta di cosa prendersi al bar per arrivare a chi e come votare. E’ un modo di riconoscerli adulti e cittadini. E ancora molti di loro e delle loro famiglie non sanno che è un loro diritto!

Vogliamo un’Europa più inclusiva, che permetta alle persone con disabilità di esprimersi e di inserirsi nella scuola e nel mondo del lavoro come tutti”.

E così raccontano, in pochi flash, la propria esperienza di voto alcuni giovani e adulti con disabilità intellettiva, intervistati in Italia, Irlanda, Malta e Danimarca.

“Ho votato, ma ho provato disprezzo perché ci sono troppe cose che non vanno e mi sembra che nessuno si interessi alle nostre problematiche bisogna guardare più dentro ogni persona disabile” (Italia)

“Era facile riempire la scheda ma difficile scegliere la casella da barrare”. (Irlanda)

“E’ difficile capire la politica. Se guardi la TV, non capisci quello che stanno dicendo. Sembra che vogliano promettere la luna a tutti”. (Malta)

“E’ difficile decidere per quale persona votare perché dicono troppe cose e tu ti confondi facilmente”. (Danimarca)

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