Roma 22 agosto 2019
11 luglio 2019

Donne e gioco: cosa dicono le statistiche

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Donne e gioco: cosa dicono le statistiche
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- Eventi

È risaputo che sono diversi i pregiudizi sul gioco online e sui suoi utenti abituali. A tener particolarmente banco è il pregiudizio di genere che – come tristemente avviene in altri campi – è molto radicato e comune tra gli italiani. Secondo la maggioranza della popolazione, il gioco e più nello specifico il gioco online (pensiamo ad esempio a poker, bingo, slot), sono a totale appannaggio del pubblico maschile, più esperto ed incline a questo tipo di attività.

I dati dell’Osservatorio dei Giochi

In realtà le statistiche dicono esattamente l’opposto: secondo una ricerca di qualche tempo fa realizzata dall’Osservatorio dei Giochi i giocatori online sono così divisi per genere: 51% uomini e 49% donne, un’assoluta parità che rispecchia la platea reale delle piattaforme online. Di conseguenza viene anche sfatato il mito che le donne non riescano a vincere facilmente ai giochi online: essendo la percentuale di giocatori così equamente divisa è assolutamente inutile categorizzare le vincite e le perdite in base al genere dell’utente.

Le statistiche, poi, dicono anche altro. Un luogo comune parimenti discriminante vorrebbe che a giocare siano esclusivamente donne disoccupate, casalinghe, con un basso livello d’istruzione e un basso reddito familiare. Nulla di tutto ciò: una buona parte dei giocatori (ma soprattutto delle giocatrici) online non appartiene a classi sociali disagiate.

Identikit della giocatrice media

Per il 38%, infatti, a giocare sono donne che percepiscono un reddito elevato e che – di conseguenza – possono permettersi di giocare solo durante il tempo libero o alla fine di un’estenuante giornata di lavoro. Esattamente come gli uomini. Il 30% delle web gamers è composto da donne che svolgono lavoro subordinato ma che comunque percepiscono uno stipendio e giocano nel loro tempo libero. Le casalinghe o le donne disoccupate, invece, rappresentano il 32% della popolazione femminile sui siti di gioco online: una parte residuale rispetto al 68% delle donne lavoratrici.

Interessante anche il dato relativo all’età media dei giocatori, livellato e uniforme tra uomini e donne. La fascia più consistente di giocatrici è quella che va dai 48 ai 55 anni, un’età in cui uno stipendio più o meno certo può permettere alle donne di giocare con indipendenza per rilassarsi dopo una lunga giornata di lavoro. Esiste anche una consistente parte di utenti sulla settantina: sono infatti molte quelle che decidono di approcciare – spesso per la prima volta – al gioco e di divertirsi nel mondo online. Quest’ultima fascia è relativamente poco censita per via della preferenza accordata al gioco tradizionale, modalità per cui è difficile realizzare rilevazioni più accurate.

D’altronde a livello statistico sarebbe assurdo teorizzare una disparità di genere nei meccanismi di gioco. Secondo le ultime ricerche sono sempre di più gli italiani che si approcciano per la prima volta al mondo del gioco online e ne diventano in seguito dei frequentatori.

Donne e gioco: i precedenti nella storia
Ogni pregiudizio è fortemente radicato da tempo nella mentalità delle persone. Già dai primi del XVIII secolo, quando vennero fondate apposite sale per giocare, le donne furono sistematicamente escluse per motivi moralistici e di “buon costume”. Tuttavia la storia racconta che – mentre gli uomini giocavano pubblicamente – le donne preferivano giocare in privato.

L’ambiente che si veniva a creare, spesso, portava all’apertura di vere e proprie sale da gioco (clandestine) destinate unicamente alla popolazione femminile. Veniva quindi meno la dimensione pubblica, ma non la passione (e la bravura) nel gioco. In tempi sempre poco recenti, ma più prossimi alla nostra epoca, sono passate alla storia donne che hanno vinto in diversi tornei di rilievo del poker e del blackjack. Oggi, infatti, durante tornei pubblici, le donne sono spesso temibili avversarie!

Di conseguenza il nostro più vivo consiglio è quello di non sottovalutare mai un avversario donna, perché potrebbero esservi riservate delle sorprese spiacevoli!

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