Roma 21 settembre 2017
18 maggio 2017

Da venerdì i Palazzinari romani non fanno più paura.

Il 19 ed il 23 maggio a Roma due convegni per mettere a confronto idee, progetti, stili e futuro della “Palazzina”, per conoscere meglio la sua storia, il suo abuso ma anche le sue inaspettate qualità d’Autore. Partecipano tra gli altri Paolo Portoghesi e Franco Purini
Comunicato stampa - editor: M.C.G.
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Una delle categorie più mal viste, sopratutto a Roma, è quella dei “palazzinari, ossia dei costruttori di palazzine. Spesso associati a brutture e corresponsabili quindi del degrado estetico ed urbanistico che attanaglia innegabilmente diverse parti della città. Ma le colpe della Palazzina (e dei palazzinari di conseguenza) sono tutte da dimostrare.

La questione ruota soprattutto attorno alla conoscenza e alla valorizzazione di tale tipo edilizio, per troppo tempo dimenticato e a lungo considerato con toni dispregiativi. Se un errore è stato commesso finora nei giudizi sulle palazzine del Novecento (soprattutto quelle d’autore), esso riguarda proprio la scarsa propensione a far appartenere tali beni alla categoria delle buone pratiche.

Ne parleranno il 19 ed il 23 maggio architetti, costruttori, giornalisti, proprietari, esperti ed ovviamente palazzinari, messi sotto processo ma ben lontani dalla condanna. Due convegni promossi sullo spunto del nuovo libro del Prof. Alfredo Passeri, Architetto e Docente presso la Facoltà di Architettura di Roma Tre, che ha messo insieme, nel libro e nei convegni, nomi importanti dell’architettura e dell’impresa.

La Palazzina romana, irridente e sbadata”, per la “dei Merangoli Editrice”, annovera contributi, tra gli altri, di Paolo Portoghesi e Franco Purini.

“La palazzina non può essere considerata l’unica causa della bassa e/o inesistente qualità edilizia di molte costruzioni contemporanee. È ingiusto che tale negativa connotazione sia attribuita alle palazzine, sia da un punto di vista economico, sia da un punto di vista tecnico. Perché in effetti, se ben fatta, la palazzina romana rappresenta ancora oggi un’occasione straordinaria di architettura. A condizione che ad essa mettano mano architetti (o, più in generale, “tecnici”) capaci e autorevoli; gli stessi che in un passato, più o meno recente, hanno dato prova di abilità assoluta.” - ha dichiarato Alfredo Passeri.

Gli appuntamenti sono:

il 19 maggio alle ore 9,30 presso l’Aula Adalberto Libera del Dipartimento di Architettura di Roma Tre

il 23 maggio alle ore 9,30 presso la Fondazione Almagià in Via di Villa Patrizi, 11 in collaborazione con ACER e ANCE.

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