Roma 26 maggio 2018
17 maggio 2018

1968 - 2018: Dacia Maraini incontra Alice Schwarzer/ Goethe-Institut

Giovedì 17 maggio 2018, ore 19 Sala Conferenze del Goethe-Institut Rom Via Savoia 15, Roma
Comunicato stampa - editor: M.C.G.
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1968 - 2018: Dacia Maraini incontra Alice Schwarzer/ Goethe-Institut
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RIVENDICAZIONI IN CORSO
1968–2018 | PRATICARE L’UTOPIA
Dibattito sul divano verde
con DACIA MARAINI
e ALICE SCHWARZER

Info: tel. +39 06 8440051

Traduzione simultanea, Live streaming su Youtube
Ingresso libero

È soprattutto a partire dal 1968 che le donne iniziano a creare spazi solo femminili nei quali discutere della loro forza politica e del controllo sociale e sessuale che il patriarcato opera sul loro corpo. Si tratta di uno dei processi intergenerazionali più significativi della nostra storia comune, che oggi rivive una nuova dimensione globale grazie a fenomeni come l’hashtag #metoo o il nuovo movimento femminista “Non una di meno”. Dalle molestie di massa del capodanno 2015 in Germania al mobbing in rete, fino alle rivelazioni delle star di Hollywood, la lotta contro i soprusi di genere combatte nuovi modelli e modalità di aggressione.

La violenza di genere può ancora essere percepita come un fenomeno emergenziale? O dovrebbe piuttosto essere trattata come un fatto sistemico che, ancora oggi, condiziona la vita pubblica e privata delle donne?

DACIA MARAINI

Scrittrice

Nata nel 1936, è una delle autrici italiane più importanti. La sua opera comprende numerosi romanzi, saggi e poesie, ma anche opere teatrali e sceneggiature. Nel 1990 ha vinto il Premio Campiello e altri prestigiosi premi con La lunga vita di Marianna Ucrìa e ottiene un enorme successo di critica e pubblico. Nel ‘94 il romanzo Voci, anch’esso vincitore di molti premi letterari, offre una nuova interpretazione sul tema della violenza sulle donne. Nel 1996 è stata nominata Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica italiana.

I grandi temi sociali, la vita delle donne, i problemi dell’infanzia sono ancora al centro delle sue opere successive, come la raccolta di racconti sulla violenza sull’infanzia Buio (1999, vincitore del Premio Strega).

Tra il 2000 e il 2001 vengono pubblicati: Amata scrittura, Fare teatro 1966-2000 e La nave per Kobe. I suoi ultimi libri per Rizzoli sono Il treno dell’ultima notte (2008), La ragazza di via Maqueda (2009), La seduzione dell’altrove (2010), La grande festa (2011), L’amore rubato (2012), Chiara di Assisi. Elogio della disobbedienza (2013) e La bambina e il sognatore (2015).

ALICE SCHWARZER

Scrittrice e giornalista

Nella prima metà degli anni 1970 Alice Schwarzer ha lavorato come corrispondente politica a Parigi, dove ha partecipato attivamente anche al Mouvement de Liberation des Femmes. Rientrata in Germania, pubblica nel 1975 La piccola differenza e le sue conseguenze enormi – un bestseller internazionale sulla funzione dell’amore e della sessualità nell’(auto)repressione delle donne. Da allora ha scritto oltre 20 libri e pubblicati altrettanti. Nel 1977 Alice Schwarzer ha fondato il mensile EMMA, di cui è tuttora caporedattrice. La Schwarzer è considerata la voce per antonomasia del movimento femminista in Germania, impegnata per un femminismo universalista.

Dal 1979, anno in cui visita l’Iran di Khomeini, mette in guardia dall’Islam politicizzato e dalla sua marcia trionfale persino nelle comunità islamiche nelle metropoli europee. Taluni “antirazzisti” e “femministe intersezionali” la tacciano per questo di “razzismo”. Convinta che la maggioranza dei mussulmani sia vittima dei fondamentalisti, esorta a essere solidali nei confronti dei mussulmani emancipati.

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