Roma 20 aprile 2014
31 maggio 2012

COMUNE, BARBERA(PRC-FDS): "CENSURATA MOSTRA SUL MASSACRO DI SABRA E CHATILA"

Comunicato stampa - editor: M.C.G.
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“A chi fa paura parlare delle nefandezze compiute a Sabra e Chatila nei confronti del popolo palestinese trenta anni fa? Sicuramente alla Giunta Alemanno, attenta ai diritti umani solo quando il problema non coinvolga i propri “amici”, soprattutto quando questi sono molto influenti politicamente ed economicamente.
Il solito “doppiopesismo” che caratterizza l’atteggiamento che molti dimostrano di avere nei confronti dello spinoso argomento dei diritti umani che viene utilizzato, in maniera strumentale e pretestuosa, solo quando fa comodo per giustificare gli interventi militari, spacciati per umanitari, delle potenze occidentali.
Cosa dire dell’anomala e sconcertante decisione del Comune di Roma di bloccare, a poche ore dalla sua inaugurazione, la mostra fotografica “Notte molto nera – Sabra e Chatila, una memoria scomoda” che si sarebbe dovuta tenere alla Casa della Memoria e della Storia?
Tale mostra è stata bloccata malgrado la curatrice, Laura Cusano, avesse tutte le autorizzazioni, compresa una lettera di incarico protocollata dal Comune di Roma.
L’Amministrazione comunale ha imposto agli organizzatori della mostra, senza nessuna giustificazione, un rinvio a data da definirsi”. E’ quanto dichiara Giovanni Barbera, membro del comitato politico romano del Prc-Federazione della Sinistra e presidente del Consiglio del XVII Municipio.

“La mostra fotografica – continua Barbera - aveva l’obiettivo di stimolare, tramite le immagini esposte, una riflessione sul dramma che vive ancora oggi, sequestrato nelle sue stesse terre, il popolo palestinese, partendo proprio dall’orribile strage di Sabra e Chatila, compiuta trenta anni fa dalle falangi fasciste libanesi, con la complicità dell’esercito di Israele. Un dramma, quello palestinese, che viene sistematicamente oscurato dai nostri media, a differenza di altre situazioni.
Non sappiamo se tale decisione sia scaturita dalle pressioni della potente comunità ebraica di Roma, come qualcuno denuncia, o sia solamente il frutto delle “fobie” preelettorali di un sindaco ben lontano dal sentire comune della città. Sappiamo solamente, che tale vergognosa decisione non fa onore alla città di Roma, da sempre crocevia di culture diverse, in quanto non offende solo coloro che per mesi hanno lavorato alla realizzazione della mostra, ma offende anche l’intelligenza e la coscienza civile e democratica di tutti i cittadini romani. Evidentemente quella mostra, con le sue immagini e i suoi significati, doveva far paura. A questo punto, esprimendo la nostra solidarietà agli organizzatori, li invitiamo ad individuare, con la collaborazione di tutte le associazioni sensibili alla questione palestinese, un altro luogo che possa ospitare degnamente la mostra censurata”.

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